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Alessandro Lucarelli, capitano del Parma - Foto Tm News Infophoto

Alessandro Lucarelli, capitano del Parma - Foto Tm News Infophoto

Lucarelli avverte: "Mercato? C'è gente che dovrebbe pagare per giocare nel Parma"

Il capitano pregusta l'esordio con il Piacenza "non vediamo l'ora" e parla anche di mercato: "Chi viene qui deve sapere che c'è un gruppo serio, deve avere ambizioni e fame. Altrimenti è meglio che cambi idea..."

Il capitano guarda avanti e guida il gruppo. Il presente di Alessandro Lucarelli e il suo passato stanno per intrecciarsi, "il Piacenza? Lì mi hanno fatto diventare uomo", ma guai a non guardare al futuro: "Noi vogliamo la B, al più presto, e se la società arriva a fare due o tre colpi importanti diventeremo la squadra da battere". 

Dal ritiro di Pinzolo arrivano notizie confortanti, anche perché il lavoro procede bene e i carichi, è vero, si fanno sentire ma si smaltiscono con il riposo: "I miei tempi di recupero sono più lunghi rispetto a quelli di un ragazzo di vent'anni - dice il capitano - ma fisicamente ancora sto alla grande. Mi fa piacere che anche i nuovi quando sono arrivati mi hanno detto. “Magari arrivassimo alla tua età con il tuo fisico”. Ognuno ha la sua storia, io non ho mai avuto infortuni, e questo mi ha allungata la carriera. Sotto quell’aspetto poi il mio ruolo mi ha un po’ conservato, io tiro il gruppo e non posso mollare perché altrimenti darei una giustificazione a loro. Gobbi? Con Massimo ci sentiamo, sta parlando per rinnovare il contratto con il Chievo. Lui è un grande atleta, può giocare ancora per due, tre anni, magari se andiamo in B lui potrebbe tornare, più che volentieri. Un professionista esemplare. Piacenza? Sono andato li a sedici anni, è stata una tappa fondamentale della mia vita professionale, mi hanno fatto diventare uomo lì. Era un calcio molto più tecnico e meno altetico. Oggi se hai doti fisiche importanti una possibilità di diventare calciatore ce l’hai sempre. Si gioca a ritmi elevati e ci vuole più che la tecnica il fisico. Io mi annoio a guardare le partite, per esempio quando c’è la Champions riesco a durare solo un tempo. Poi cambio, il calcio italiano non è di grande livello. Il mio segreto è stato quello di scendere di categoria e di giocare nel Parma. Ormai sento mio questo club e per me non faceva differenza. Per me importante era indossare la maglia del Parma. Penso che per giocare con il Parma in Lega Pro debba pagare, più che essere pagato. Chi non ha voglia e motivazioni resti pure dov’è. Dobbiamo dare tutto per arrivare in B il più presto possibile. Se c’è da puntellare tutti i reparti con giocatori importanti che ben venga. Coly è un signor giocatore, Benassi viene sottovalutato ma è affidabilissimo. Siamo messi bene per poterci giocare il campionato, se poi alla fine arriva qualche campione diventiamo davvero la squadra da battere".

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