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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Parma, un sì senza 'pretese': Lucarelli ha scelto

Il capitano continuerà per un altro anno

Sarebbe difficile celebrare i miti: se degli attaccanti ricordi i gol, dei difensori le entrate e i salvataggi sulla linea, dei capitani le imprese, dei miti è difficile parlare. Alessandro Lucarelli è stato ed è un po’ tutto per il Parma. Difensore, capitano e mito. E da una settimana avrebbe anche tutto per diventare leggenda per decidere di smettere di dare dei calci al pallone. Nel caso lo farebbe da vincente, da uno che ha compiuto la sua missione: riportare il Parma dov’era prima di fallire, in Serie B. E prima di alzare la coppa al cielo di Firenze ha calciato il rigore contro il Pordenone, l’ultimo: undici metri che separavano il Parma e lui dalla gloria, undici metri lunghi, più o meno come i nove anni di Lucarelli con questa maglia.

Adesso lo aspetta un’altra missione: riportare il suo Parma in A e scegliere se farlo da protagonista o no, non è facile. Sapere se continuare o meno è complicato. Ma è una decisione che spetta solo e solamente a lui, una decisione che gli sta facendo vivere ancora sensazioni complicate, disordinate, senza una logica forse. Aveva detto dopo Firenze di voler fermarsi un attimo a pensare, di prendersi la testa e tenerla ferma tra le mani a giochi fatti, di pensare e giocare a carte scoperte. Aveva detto di volerne parlare con la sua famiglia, con il suo allenatore, con lo staff e con la squadra. Aveva detto tante cose Lucarelli, le sta facendo piano piano, trascinandosi dietro ogni singola immagine di una carriera ventennale di cui l’ultimo atto si è consumato tra le lacrime di gioia di Firenze che però non hanno sbiadito la gloria e la gioia che gli ha regalato l’ultima impresa.lucarelli4-3

Che potrebbe essere la penultima. Perché il capitano è un tipo imprevedibile. Aveva detto sabato scorso che sarebbe andato verso il sì, una decisione mossa dal fuoco sacro che lo pervade ancora e che lo fa essere ancora calciatore, che lo fa sentire tale. Un sì senza pretese, in caso. Perché ha calcolato tutto il capitano. Da uomo di calcio sa che si prospetterebbe la possibilità di giocare meno, ma l’ha messo in preventivo. Sa che se dovesse ancora continuare lo farà per sentirsi protagonista e che se dovesse arrivare uno più bravo di lui o rendersi conto di essere meno ‘lucido’ del passato non sarebbe il tipo da creare problemi. Non lui, che il Parma l’ha dentro. A breve tutti saranno a conoscenza della sua decisione. E qualunque essa sia si potrà affermare che Alessandro Lucarelli è stato ed è un po’ tutto per il Parma: difensore, capitano e mito. E sarebbe difficile celebrare i miti.

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