Lucarelli: "Ripartire? Dobbiamo solo metterci a disposizione di chi se ne intende"

"Dobbiamo metterci in mano a persone competenti, che sanno fare il loro lavoro, e quando loro ci diranno che ci sono tutte le condizioni per poter tornare a giocare e questo verrà fatto"

Lucarelli e Faggiano - foto parmacalcio1913.com

Una chiacchierata a distanza, rigorosamente a distanza. A Casa Sky Sport è entrato Alessandro Lucrelli, club manager di un Parma che da fermo prova a ragionare sul da farsi se e quando il calcio tornerà a riempire le giornate di tutti. In attesa di sapere come andrà a finire la questione, è stato proprio l’ex capitano assieme ai suoi compagni a riempire la giornata ai suoi tifosi, quella di Pasqua, fiondandosi a casa di molti di loro via telefono. Il ds Daniele Faggiano, Scozzarella, Barillà hanno telefonato agli abbonati con lo scopo di alleggerire l’isolamento e dare loro un messaggio di speranza: “Abbiamo intrapreso come società questa bellissima iniziativa di fare gli auguri di Pasqua telefonicamente ai nostri tifosi – spiega Lucarelli -: è stato emozionante sentire la loro voce di incredulità e gioia. E’ stata un’iniziativa bella che è riuscita molto bene”. Mentre la Figc spinge per riprendere con le dovute precauzioni, l’Istituto Superiore di sanità boccia il piano immaginato dalla Federcalcio, con i suoi esperti che ancora vedono lontana la ripresa:Al di là del fatto che è interesse di tutto il sistema calcio ricominciare a giocare il prima possibile – dice Lucarelli a proposito -, prima bisogna pensare alla salute. Dobbiamo metterci in mano a persone competenti, che sanno fare il loro lavoro, e quando loro ci diranno che ci sono tutte le condizioni per poter tornare a giocare e questo verrà fatto. Non serve adesso stare a litigare o discutere su chi vuole giocare e chi no: dobbiamo solo metterci a disposizione di chi se ne intende. E’ questo il comportamento migliore da avere in questo momento e noi come Parma Calcio ci stiamo comportando così”. Il capitano avrà pure appeso scarpe e fascia al chiodo, ma non ha perso il carisma e la sua leadership oggi che è diventato club manager. "Sto scoprendo l’altra parte della medaglia. Se da calciatore vivi solo lo spogliatoio e magari ‘te ne freghi’di ciò che succede intorno o dentro le mura della sede, adesso invece vedi tutte e due le sfaccettature respirando il grande lavoro che c’è dietro una squadra di calcio, che sia lo Staff Tecnico/Dirigenziale che sia la Segreteria o la stampa. Il motore che fa andare avanti una Società di calcio. E questa per me è stata una bella scoperta perché vedi quanto lavoro c’è alle spalle per far sì che la fase finale, cioè far rendere al meglio la squadra, avvenga, con le persone giuste e preposte ognuna al suo ruolo".

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