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ESCLUSIVA - Parma, senti Corrado: "Noi pronti a pagare per la Lega Pro, a Pizzarotti dico..."

Nella lunga intervista concessa a Parmatoday.it, Giuseppe vuota il sacco: "Dal sindaco senza personalità per ribellarsi, al progetto, dai soldi versati in anticipo, ai tifosi, da Lucarelli agli altri: dico tutto"

"Sa che le dico? Che scomodo Papa Francesco e che la verità sta in cielo. Voglio usare questa frase per descrivere il momento che sto vivendo. Io attendo la verità, il verdetto sereno e fiducioso, continuando a lavorare imperterrito su quello che è il nostro progetto, consapevole della valenza e della sua efficacia". Giuseppe Corrado rompe il silenzio dopo giorni movimentati. Sono mesi che lotta, che lavora e che spinge per recuperare le esequie del Parma stroncato dagli scelleratissimi Ghirardi e Leonardi e lasciato lì, come una carcassa scomoda da seppellire perché se ci pensate, è difficile sotterrare anni di onore e gloria conquistati sul campo. I ricordi rimangono indelebili nella mente dei tifosi che non si rassegnano giustamente e, dopo aver osannato Corrado e i suoi, dopo aver sperato che il capo di The Space potesse salvare la società dal baratro dei dilettanti, forse, rimasti un po' delusi dalla mancata acquisizione della stessa da parte del manager piemontese, gli si sono rivolti contro. C'è però chi gli da fiducia, non i Boys, nemmeno il centro di Coordinamento dei Parma Club nelle cui fila ci sono le figure più autorevoli del tifo cittadino. "E' un momento così - spiega Giuseppe Corrado a Parmatoday.it - come d'altronde lo sono tutti negli ultimi venticinque giorni. Vogliamo a tutti i costi prendere il Parma. Stamattina ero in treno, mentre leggevo le dichiarazioni dei Boys pensavo che Magico Parma non vuole fare assolutamente ostruzionismo. Ridevo. Stiamo camminando con grande determinazione verso la nostra direzione, con risorse interne ed esterne. Mio figlio (Giovanni) ha coordinato tutto grazie ad un sacco di persone che lavorano alla nostra progettualità. Professionisti di ogni settore, che hanno raccolto un sacco di risultati sul campo, e non a chiacchiere". 

Dottor Corrado, perché, se siete convinti delle vostre potenzialit, tenete tutto nascosto?

"Noi per scelta e coerenza, in accordo con la Figic, non volevmo assolutamente influenzare il verdetto nè mettere in difficoltà chi lavora con noi. Provi a pensare solo se Parma Calcio 1913 non avrà il titolo sportivo... Che fine faranno Apolloni, Minotti ecc? Noi eravamo in ballo per la B, figuratevi se non siamo pronti per la D. E intanto leggo che lunedì potrebbe esserci la presentazione della campagna abbonamenti da parte di Parma Calcio 1913. Pazzesco. Come fai a comportarti da padrone quando ancora non lo sei? Noi non parliamo per riservatezza e per via di accordi intercorsi con la Federazione, ci saremmo aspettati un atteggiamento simile anche dall'altra parte". 

Che effetto le fanno questi attacchi?

"Sono partiti dicendoci che abbiamo presentato una busta vuota, quando la nostra era l'unica offerta, al tempo dell'asta fallimentare. Poi hanno continuato dicendoci che non avevamo versato i trecentomila euro per l'iscrzione alla D ma abbiamo saldato tutto addirittura in anticipo, il 6 luglio, e la Federazione lo so. E' scritto nel nostro progetto. Saremmo stati addirittura pronti ad un eventuale ripescaggio in Lega Pro grazie alla nostra disponibilità economica. Sento parlare di una squadra di calcio femminile ma questo è scritto nel nostro progetto che abbiamo consegnato il 6 luglio alla Federazione. Ci siamo presi la briga di voler rilevare il Parma già in B, ma in seguito all'indebitamento spropositato, su suggerimento dei nostri esperti, ci siamo dovuti tirare idietro, ci siamo ridimensionati e siamo partiti un pò più da lontano, ma l'obiettivo non è cambiato. Prima ci eravamo prefissati di salire in A nel giro di due anni, ora in D ci vorrà qualche anno in più, ma il calcio professionistico resta sempre in nostro obiettivo principale".

Che idea si è fatto del progetto avversario?

"Loro hanno propagandato, illustrato usando tutti i media disponibili. Per quanto mi riguarda definisco il loro progetto nostalgico perchè partono da un passato glorioso, pieno di gente per bene che ha fatto la storia del calcio cittadino e non solo. Attraverso questi vogliono rinascere. Lodevole. Il nostro invece è un progetto 2.0 che ha una discontinuità assoluta con il passato glorioso, che si basa sulle competenze di chi si è fatto valere sul campo, che punta sull' incidenza dei costi grazie alla rigenerazione dei ricavi".

Come si spiega questi rimandi da parte della Figc?

"Forse si trova di fronte a un progetto valido che però non ha l'accreditamento del Sindaco, dove accreditare significa garantire alla Federazione che la compagnine è costitita da persone per bene che soddisfano tutti i criteri di trasparenza previsti dalle norme federali. Pizzarotti non ha ma visto il nostro progetto e proprio per questo non può rigettarlo in questo modo. Noi non facciamo ostruzionismo. Non è che per caso Tavecchio sta valutando con qualche dubbio anche l'altra compagnine? Ad esempio non mi è chiara una cosa: anche noi ai tempi della B avevamo in mente l'ipotesi dell'azionariato popolare, però i nostri professionisti ci hanno detto che bisognava accumulare dei prospetti informativi di vario genere e in Italia non era possibile. Gli altri lo hanno fatto addirittura in serie D, dove le società non hanno scopo di lucro ma di aggregazione e non potrebbero avere possibilità di sottoscrizioni di risparmi delle persone. In pratica non possono ridare il denaro indietro. Gliela faccio io una domanda: se fosse Parma Calcio 1913 in difetto?"

Non lo so, so solo che avete l'opinione pubblica contro...

"Noi ci siamo presentati il 6 luglio seguendo alla lettera il regolamento con tutti i documenti pronti e l'assegno versato in anticipo. Abbiamo trovato sempre una barriera, anche dal punto di vista della stampa, noi non abbiamo dalla nostra parte i mezzi di comunicazione, noi abbiamo le idee. Io ho la fortuna di viaggiare molto per lavoro e guardare la città con occhi diversi. Sento dire dalle persone che una cosa del genere è davvero pazzesca: da fuori infatti sembra che chi stia facendo ostruzionismo sia Parma Calcio 1913 e non di certo noi. SIamo stati osteggiati dal sindaco 48 ore dopo che ci aveva favorito e vantato. Primia non voleva darci lo stadio, che dopo mille peripezie abbiamo avuto, poi non ci ha accreditato alla Figc, si è "buttato" dalla loro parte senza leggere il nostro progetto. Secondo me Pizzarotti è un sindaco "nelle mani"  degli imprenditori, non può cambiare idea così velocemente, in 48 ore. E' stato a casa nostra e ci aveva dato la massima disponibilità, ci aveva detto addirittura che lo stadio sarebbe diventato un centro di attrattive dove la gente non andava solo per vedere le partite. Mancavano tre o quattro giorni all'ultima asta, ci chiamava e ci dava stimoli, anche quando noi gli avevamo accennato la situazione del debito estero molto elevato. Poi di colpo noi che abbiamo lavorato per prendere il Parma in serie B siamo diventati gli avversari. Francamente? Penso che lui sia vittima di imposizioni che ha avuto dal gruppo degli industriali e non ha personalità per ribellarsi".

Ma loro il progetto lo hanno presentato, voi?

"Loro pensano di prendere Pera, ma noi lo avevamo già contattato prima. Hanno avuto il tipico atteggiamento di propaganda elettorale condizionando parecchio l'opinione pubblica. Io penso che ci sia anche un po' di diseducazione del tifoso. Esempio: in un meccanismo come il nostro quando una società fallisce ci sono tre complicità: la prima è di quelli che la gestiscono, in questo caso Ghirardi e Leonardi; la seconda comprende tutti quelli che sono stati partecipi della progettualità e che erano dentro, anche i calciatori; la terza è di chi ha generato l'indotto, fornitori e sponsor che hanno contribuito a distruggere il valore della società, non percependo i soldi alla lunga".

Se lunedì Tavecchio vi dicesse: "Il Parma è vostro?"

"Indiremmo subito una conferenza stampa. Abbiamo già la maggior parte delle cose fatte, giocatori pronti, ovviamente con tutta la società. Qualche problema potrebbe esserci con il classico attaccante di peso, ci vuole uno da 30 gol, ma ce ne sono tanti in circolazione. Il Tardini sarà il nostro stadio e abbiamo anche pensato di comprare il centro sportivo di Collecchio, parteciperemmo all'asta fallimentare".

Nomi?

"Dai su..."

Ci sarebbe Lucarelli in rosa?

"Lui ha solo volia di giocare nel Parma, io voglio pensare positivo. Loro pensano di averci indebolito prendendosi un "nostro giocatore" e hanno fatto la corsa solo contro Magico Parma e non verso l'obiettivo. Lucarelli vuole giocare ancora un anno, ci sarebbe eccome,  niente rancore.".

I tifosi? Si sono schierati dalla parte avversaria...

"I tifosi si fanno coinvolgere dai proclami Nel momento in cui ci dovessero  assegnare il titolo sportivo sarebbero con noi. Nel momento in cui vedono il programma si convingono in tre minuti. Se io fossi un tifoso tiferei più per una prospettiva di crescita e ambizione. Sono convinto che fra un anno, un anno e mezzo, avrò ragione io e di questo sono dispiaciuto ma la nostra vittoria è stata quella di arrivare all'ultimo secondo del secondo tempo supplementare. Magari perdiamo per un rigore inesistente (il sindaco) ma abbiamo messo in difficoltà la Figic".

Non è che si sentite già sconfitti...

"Mai, sono convintissimo del mio lavoro. Tavecchio? Dopo l'ultima asta non l'abbiamo più sentito. Abbiamo dovuto riferire ai suoi collaboratori dell'assegno, lo abbiamo dovuto rimandare perchè c'era scritto Federazione Italiano Giuco Calcio e non Giuoco, ma qui ha sbagliato la banca".

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