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VISTA DALLA CURVA | Credere nel primo posto o difendere il secondo?

Il dilemma dei tifosi del Parma ce lo racconta Luca Cavallina

Vincere a Mantova per continuare a credere nel primo posto. Missione fallita e pure male. Contro un Mantova che si è difeso con ordine per novanta minuti e che ha sfiorato il colpaccio nel finale portiamo a casa un punto e qualche domanda: “Crediamo ancora al primo posto?” - borbotta qualche tifoso - "Lascia perdere, piuttosto difendiamo il secondo” Ribatte un amico.

Le premesse per una bella partita c’erano tutte: sole, compagnia, voglia di condividere una trasferta breve ma intensa con più di mille anime accorse al fatiscente stadio Martelli per spingere i crociati alla vittoria eppure qualcosa è andato storto, qualcosa si è inceppato o più semplicemente la benzina sta finendo, gli infortuni si stanno facendo sentire e come molti sostengono in curva la squadra biologica costruita in estate altro non è che una compagine da medio alta classifica ma non da vittoria finale.

Chi è assolutamente da alta classifica sono i tifosi gialloblu che oggi hanno incessantemente sostenuto la squadra, hanno cantato per novantacinque minuti e che forse, ma proprio forse, credono ancora in un miracolo.

Il primo tempo della partita è stato di una noia totale: solo un tiro di Corapi ed un colpo di testa di Iacoponi hanno fatto sussultare i crociati stipati sui gradini (non gradinate, gradini) del settore ospiti. I cori, potenti, dal primo al quarantacinquesimo minuto hanno provato a svegliare una squadra sterile ed inconcludente ma alla fine si sono rivelati utili solo per sbeffeggiare un po’ l’avversario e per ricordargli che a livello di tifoseria noi siamo molto ma molto migliori di quasi tutte le realtà del nord Italia.

Si va al riposo sullo zero a zero. Tutti al bar a ricaricare le batterie per scatenare l’inferno nei secondi quarantacinque minuti: tra una birra, un borghetti c’è chi intona fischiettando una bella canzone degli Antonio Benassi Band…

'Senza paura della nebbia, cercando in tribuna ragazze con le gonne a scacchi marroncine antiche come le prugne' ( Cit. rivisitata). Ricomincia il secondo tempo sulla falsa riga del primo: Mantova attento dietro e Parma che prova a fare la partita. La curva capisce che non è più il momento di prendersela con gli osp… avversari ma che è arrivato il tempo di spingere i nostri alla vittoria: per cinque minuti senza interruzione il Martelli è sconvolto da un incessante “Parma olè la la la la la Parma ole…” I crociati alzano il ritmo, Baraye esce dal letargo, serve Nocciolini al centro che di testa batte Tonti. Delirio. Giù il cappello e via la barba, siamo avanti e mancano quindici minuti alla fine. Il popolo gialloblu continua a cantare, il Mantova intuisce che per fare gol deve attaccare ed aumenta il peso specifico in attacco inserendo Sodinha: piede brasiliano su corpo da mangiatore di churrasco dopo il calcetto del mercoledì sera. La mossa paga, i virgiliani prendono coraggio e alla prima vera occasione trovano il pari con Marchi bravo ad anticipare Di Cesare ed a depositare in rete un cross da sinistra. La partita si trascina al novantesimo con il Parma sfiduciato ed il Mantova che prova il colpaccio ma trova Bassi attento a deviare in angolo. Finisce pari, finisce male e per fortuna con domenica dodici marzo finisce anche la settimana più nera dell’ era D’Aversa. Uscendo dallo “Stadio” qualcuno si lamenta della prestazione, altri, io in primis, sostengono che non puoi sperare di vincere le partite giocando con un centrocampo leggero e privo di centimetri, tutti però sono concordi nel definire questo pareggio una sconfitta.

Informazione di servizio: se dovessimo arrivare secondi giocheremo contro la sesta o la settima del girone A, poi un eventuale quarto di finale andata e ritorno ed infine semifinale e finale a Firenze…credo proprio che il sette maggio il nostro campionato non sarà ancora finito.

Di Luca Cavallina

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