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Foto Ansa

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Meno due alla ripresa (facoltativa): così il Parma si prepara

Bruno Alves e compagni fremono, ma Collecchio riapre tra due giorni

La fase due del Parma è partita in sordina: la data che segna la ripartenza ufficiale in casa gialloblù resta invariata. Mercoledì sei maggio è la data designata per ricominciare a lavorare sul campo, in maniera facoltativa. Ma si presume che molti dei calciatori rimasti a Parma – il gruppo si completerà in settimana con l’arrivo degli ultimi ‘stranieri’ – andranno al centro sportivo di Collecchio per riprendere a correre in solitaria. Resta il criterio facoltativo della scelta, ma sembra che nessun calciatore abbia sfruttato l’occasione della parziale ‘riapertura’ della città nel primo giorno. Gli atleti crociati hanno continuato a lavorare in casa come hanno sempre fatto nell’ultimo mese e mezzo di lockdown con a disposizione gli attrezzi che la società ha fornito loro, in attesa di quello che somiglierà a un vero e proprio raduno a partire – se tutto verrà confermato – dal 18 maggio, come da protocollo. 

Data cruciale per capire in che verso si andrà nel mondo del pallone. Non per forza però bisogna arrivare così in fondo, nel senso che il placet per proseguire o, al contrario, lo stop per chiudere potrebbe essere imposto dal Governo molto prima rispetto a quella data. Si ha la sensazione però che la data dell’8 maggio possa in un certo senso essere sempre più importante per capire in che verso andrà il mondo del calcio: la Germania – che intanto prosegue con i test a tappeto per i calciatori – dovrà decidere se avanzare mantenendo ferma la sua intenzione o indietreggiare, a fronte di altre dieci positività riscontrate nei club tedeschi di prima e seconda divisione. Sono 1724 i test già svolti in Bundesliga con 36 squadre interessate. Massimo riserbo sull’identità. A proposito dei test, il Parma ha in programma di effettuarli tra il 16 e il 17 maggio, nei due giorni antecedenti alla ripresa ufficiale, fissata tra due settimane. Se il Governo non cambia idea.  

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