Parma, il tacco di Amauri risveglia i crociati intrappolati dalla paura di vincere

Dopo la seconda rete di Cassano, i crociati si addormentano per una mezzoretta lasciando il gioco al Milan bravo a sfruttare gli episodi a favore e a riportarsi sul 2-2, ma il colpo di Amauri ha demolito le speranze e ricacciato il Diavolo all'Inferno

Come quando vai in gita e, in una bella giornata di sole, ti gusti il panorama mentre passeggi. Dopo aver mangiato decidi di stenderti un po’ e goderti un riposo meritato e, per poco l’abbuffata rischia di rimanerti sullo stomaco. E di non goderti un dessert dolce, dolcissimo. E’ quello che più o meno è successo alla squadra di Donadoni, che, in vantaggio di due reti e con un uomo in più contro il Milan, ha rischiato di mandare all’aria il pic-nic milanese per una strana, stranissima paura di… vincere. E in un processo di crescita che il Parma sta affrontando, questa sensazione può venire a galla e tradirti, in caso ti facessi prendere dall’ansia al cospetto di un avversario che ormai hai mandato ko e a cui stai dando, stranamente, una mano per rialzarsi a bordo ring. 

IL COLPO DI CODA Dopo il gol di Cassano, il secondo, il Parma ha smesso di giocare e si è fermato a rimirarsi nelle sue bellezze che paiono sempre più astratte e da grande squadra. E’ toccato alla difesa fare il lavoro grosso e rimbalzare gli attacchi del Milan che piano piano si sono fatti minacciosi. Niente di trascendentale, ma in dieci contro undici e con uno stadio che boicotta i padroni di casa, il Parma non si può permettere di tralasciare i dettagli e di fare in modo che l’avversario rientri in gara dopo essere stato a un passo dal baratro. Rami, appena entrato, fa capire che quello non era atteggiamento da utilizzare, Balotelli, grazie all’aiuto di Celi che vede un rigore abbastanza generoso, glielo ribadisce. Il Parma stavolta si guarda in faccia e recepisce il messaggio. Palla al centro, il tempo di disporsi che Amauri apparecchia di nuovo e invita tutti al banchetto. Infondo che pic-nic sarebbe senza un dessert? E Calimero scarta il regalo che ha confezionato con cura, un cadeau per palati fini. Poi la ciliegina ce la stampa Biabiany e dopo l’abbuffata una foto ricordo. 

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TATTICA E RITARDILa passeggiata su quel che resta del Milan la guida Cassano, con un’apertura perfetta verso Schelotto che fa espellere Abbiati e mette in discesa la gara. Donadoni se l’è voluta giocare a viso aperto, sfruttando le bande esterne dove Emanuelson e Abate sono andati in netta difficoltà di fronte alla velocità di Biabiany e la forza fisica di Schelotto che sembra un altro rispetto a pochi mesi fa, uno che si ricorda come si fa male al Milan. Il centrocampo rossonero straperde il duello con i dirimpettai, arriva sempre in ritardo e non mostra idee nella tessitura del gioco, cosa che invece fanno quello del Parma, con sapienza e pazienza, supportati dalla superiorità numerica

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