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Parma, il riscatto di Schelotto: da "fischiato" e "bollito" a osannato

El Galgo ha sciolto le sue gambe e le sta facendo viaggiare a un velocità sostenuta. Corsa e dedizione, Sapienza tattica e sacrificio, ecco come Donadoni ha trasformato Ezequiel in un cavallo di razza

Alzi la mano chi, quel 22 gennaio, data di presentazione in maglia crociata, avrebbe scommesso un solo euro su questo mese e mezzo ad alto livello di un certo Ezequiel Schelotto. La parabola del Galgo che si afferma tra lo scetticismo generale e ruvido di certi tifosi amanti del pre-giudizio, è qualcosa che nemmeno il più ottimista poteva pensare andasse a finire in questo modo. Eppure 50 giorni al massimo tra panchina e allenamento duro, fino all'exploit di San Siro, stadio che lo ha dimenticato in fretta e lo ha bistrattato e che a fine campionato, forse, potrebbe ritrovarsi ad applaudire.

DA SAN SIRO A... SAN SIRO - iniziare una stagione a San Siro in tribuna non è il massimo. L'Inter di Mazzarri se ne disfa presto, la sua colpa è forse quella di essere uno dei tanti, il bersaglio più facile da colpire. Il fallimento della stagione di Strama non lo risparmia, eppure non sembrava così dopo il gol nel derby. Nel calcio ci metti poco a cadere nella polvere, il brutto poi e rialzarsi. Lui, mesto, fa le valige e fa a Sassuolo dove gli promettono che avrebbe trovato spazio. Ma in 11 presenze non convince, nemmeno il gol contro la Lazio gli fa bene, la squadra latita, lui pure e in condizioni ridotte arriva al mercato di gennaio. La dirigenza vorrebbe privarsi del giocatore, il tecnico tanto non lo utilizza e preferisce fare delle altre scelte. Spera ancora di arrivare a Sansone, quel l'obiettivo che gli sfugge dalle mani proprio negli ultimi giorni di mercato estivo. Ma squinzi non molla l'osso e decide di investire sul giovane ex Bayern contattando il Parma a cui propone un maxi scambio con Mendes e Rosi per soldi, Rossini e Schelotto. Leonardi accetta e si prende una bella responsabilità, fino a vincere la sua scommessa, contro il Milan.

SCETTICISMO, INSULTI E GLORIA - Ma che fatica nei giorni precedenti all'acquisto. I tifosi si scatenano, si oppongono e non vogliono che "un bidone" prenda il posto del loro idolo Sansone. E via su Facebook insulti, al giocatore e all'uomo, con i social che diventano valvola di sfogo di un malcontento ingiustificato e generale che si diffonde. Schelotto accetta la missione, e carico, vuole giocare e dimenticarsi il passato. Due panchine, un piede da rimettere in sesto e un po' di insulti da cancellare, con lo scopo di tramutare i fischi in applausi. Tempo una partita, 23' e un gol all'Atalanta fino a prendersi San Siro con due assist e una prestazione maiuscola. 170 minuti, due gol e due assist, un po' di gloria e una vendetta. Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso un euro

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