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foto: Vignoli

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Alla scoperta del Modena: senza sponsor sulla maglia ma con tanti giovani

La squadra di Pavan sta attraversando un periodo difficile: tra contestazione e debutto da sogno, in città dicono che il Parma debba temere i canarini..

Dalle stelle, si fa per dire, alle stalle in tre anni. In mezzo una lotta per la conquista della B, ai play off, nel ‘lontanissimo’ 2014, che finisce in una disfatta; una retrocessione in Lega Pro con la fatal Novara, roba di circa una sessantina di giorni fa; in mezzo una salvezza ai play out, con l’Entella, che ha di fatto dato il via a una serie di ‘penitenze’ sportive che non hanno ancora lasciato spazio a redenzioni. Questa in linea di massima la storia recente di una nobile decaduta, un’altra, il Modena di Antonio Caliendo contestatissimo anche durante questa calda estate. Che ha visto succedersi un sacco di voci sulla cessione possibile della società, sul cambio di panchina e su un organigramma rifatto ex novo, quasi come la squadra. L’estate bollente del Modena è cominciata con la retrocessione negli inferi di un campionato spigoloso, con la contestazione continua a Caliendo che ha pagato gli stipendi ma si è visto scappare via mezza squadra.

ESODO - Da Granoche a Belinghieri, da Bentivoglio a Zoboli. Dopo aver saldato i conti con la Covisoc ha intavolato una mezza trattativa con Marco Ballotta, ex portiere di Modena e Parma disposto, a parole, a rilevare la società. Poi non se n’è fatto nulla e Caliendo è rimasto al suo posto, nello scontento generale dei tifosi che speravano si facesse da parte. Contestato, ha rifatto l’organigramma partendo dal Ds che all’ultimo è stato scelto nella figura di Luigi Pavarese, all’allenatore Pavan che ha salvato già i gialli con l’Entella due anni fa. Si è rimesso a in pista e ha rifatto la squadra con quello che aveva a disposizione: una squadra giovane priva però di tanta gente che l’anno scorso ha lottato per non retrocedere. Da Granoche svincolato, a Marzoratti, da Rubin, a Stanco, a Zoboli e Doninelli.

Il tutto all’ombra di una retrocessione mai digerita che stava per costare la testa di Caliendo. Che sperava di vendere a un ipotetico compratore che non si è mai palesato. Nessun imprenditore si è fatto avanti e attualmente non c’è neanche uno sponsor sulla maglia. La squadra messa in piedi è giovane. Accardi, Schiavi, Salifu, Loi. Tutta gente che Pavan si è portato dietro dalla Primavera. Una squadra  fresca e imprevedibile, anche perché gioca con un 4-3-1-2 che si trasforma in 4-3-3 con Schiavi che fa la mina vagante. Ed è pronto a slittare sulla linea degli attaccanti. Davanti a pochi tifosi. Mancheranno per squalifica Cossentino e Tulissi mentre Diakitè è infortunato ma sarà convocato. Degli abbonati al Braglia non c’è notizia. Qualcuno ci sarà sabato sera anche se si è raffreddato l’entusiasmo. Si tratta pur sempre di una partita particolare e bella che mancava dal 2009, e che evoca ricordi.

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