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Domenica, 28 Novembre 2021
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Nasce il Parma di Ribalta: giovani talenti per la risalita

E' arrivata anche l'ufficialità, da lunedì sarà operativo: le strategie del dirigente spagnolo, conoscitore di calcio che ha contribuito al ciclo vincente della Juventus e che adesso riparte dai crociati

La rivoluzione americana è completa. Nel puzzle a stelle e strisce di Kyle Krause, dopo l’arrivo di Jaap Kalma, c’è anche l’ultimo tassello, simbolo del pragmatismo del presidente del Parma, che ha affidato il ruolo di supervisore dell’area tecnica a un giovane pieno di competenze: Javier Ribalta arriva con un curriculum pesante e soprattutto con l’eco di grande conoscitore di calcio. Capacità acquisite sui campi, affinate nel tempo e soprattutto trasferite anche sulla scrivania, quella che andrà ad occupare a Collecchio da lunedì 19 aprile. Le sue conoscenze straordinarie di calciatori e dinamiche, di un universo complesso come il calcio, correggeranno gli errori procrastinati di una proprietà con tanta voglia, grande disponibilità ma a corto di esperienza.

La scelta ponderata di affidare a un ragazzo di 41 anni una parte gestionale così complessa, è però sintomo di coraggio e programmazione: due cardini sui quali si fonda la filosofia di KK, per nulla spaventato – a quanto pare – da una incombente retrocessione, appesantita da spese importanti che macchiano il suo primo anno di gestione. Il manager americano da lunedì passerà concretamente all’azione, una volta che avrà il quadro della situazione più chiaro dopo la partita di Cagliari, aspettando Javier Ribalta. L’ultima spiaggia in Sardegna coinciderà per forza di cose, comunque vada, con un nuovo inizio che somiglia un po’ a una rottura anticipata con il passato. D’altronde nessuno aveva immaginato una simile caduta, basti pensare alla sana ambizione di Fabio Liverani (al tempo in cui sedeva sulla panchina del Parma) di voler arrivare al primo posto ‘dell’altra classifica (quella delle squadre a ridosso delle grandi)’ puntando tutto sul gioco propositivo. Affogato in convinzioni mai sviluppate sul campo, complice una serie di fattori che hanno decretato il fallimento di ideali nobili, ma poco attuabili.

Toccherà a Ribalta, appunto, rinnovare uno spirito sotterrato da risultati negativi. Il dirigente spagnolo ha già preso coscienza di una situazione complessa, ha già studiato la pratica Parma e pianificato una strategia. Determinato, ha la testa fredda per prendere decisioni a 360 gradi, approfittando di una visione esterna che molte volte aiuta in termini di lucidità. Con Krause, il Parma ha cercato di percorrere la strada del ringiovanimento, con il mercato estivo che ha dettato la linea, passando per l’abbattimento del monte ingaggi e accantonando calciatori ritenuti superflui per il piano, senza guardare il curriculum e il grado (un esempio lampante: Bruno Alves, con il contratto in scadenza e le valige in mano). A Ribalta verrà chiesto di continuare su questa linea, il suo calcio contempla la linea. Accanto all’orma ex Zenit ci sarà una figura più ‘da campo’. Il Parma ha in casa già un direttore sportivo, Marcello Carli, e un vice Alessandro Lucarelli, che per l’ambiente è qualcosa di più.

Possibile che le strade del Parma e di Carli si dividano a fine stagione, il progetto però contempla la presenza di un direttore sportivo: non è escluso che si possa ripartire dall’ex capitano crociato, che ha il vantaggio di conoscere già l’ambiente, dove ha maturato questa doppia esperienza nelle vesti di calciatore prima e di dirigente dopo. Sarebbe l'uomo designato per la ripartenza tra i cadetti, per carisma e leadership.  Senza escludere Mauro Pederzoli, che con Ribalta ha già lavorato al Torino e al Novara e che l'ex direttore sportivo del Parma Daniele Faggiano, ha inserito nell'area scouting. 

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