Parma, avanti con D'Aversa: le richieste del tecnico alla società

L'incontro è fissato per il fine settimana, ecco cosa chiederà l'allenatore

Roberto D'Aversa con il presidente PietroPizzarotti - foto Ansa

Archiviato il campionato, con l’obiettivo raggiunto, l’ennesimo da un club che si è mostrato estremamente pragmatico dalla sua rinascita in avanti, il Parma si prepara a discutere le strategie su come affrontare l’immediato futuro. Che, a meno di clamorose inversioni da una parte o dall’altra, continuerà nel segno di Roberto D’Aversa e Daniele Faggiano. Nell’incontro che andrà in scena tra venerdì sera o, al massimo sabato mattina, il tecnico si siederà di fronte ai rappresentanti della proprietà per discutere non tanto sul prolungamento di contratto, cosa che era già scritta al raggiungimento dell’obiettivo, quanto sulla rosa con la quale si troverà a lavorare alla sua seconda stagione in Serie A.

LA SITUAZIONE

Roberto D’Aversa, al pari di Daniele Faggiano, è legato al Parma da un contratto rinnovato lo scorso giugno. Tecnico e società hanno sottoscritto un accordo fino al 2020, frutto di un accordo pregresso che sarebbe diventato ufficiale al raggiungimento della promozione in Serie A. Così è stato, ma la società, dopo la prima stagione nella massima serie nella quale si è conquistata la salvezza, vuole  riconoscere al tecnico un ritocco all’ingaggio e un prolungamento. Che potrebbe essere non più annuale, come è stato fino ad ora, ma pluriennale. Tradotto: D’Aversa potrebbe mettersi in tasca altri due anni di contratto, strappando alla società un’altra promessa. Non è tanto sulla durata del contratto che batterà il tecnico crociato, quanto sulla qualità della rosa. Il torneo appena concluso ha dimostrato che D’Aversa ha saputo fare - benissimo nella prima parte di stagione, meno nella seconda – del suo meglio per poter andare a bussare dalla proprietà e sottolineare i suoi meriti. Il tecnico sa bene che il budget che avrà a disposizione non è tanto più lauto rispetto a quello con il quale si è lavorato l’anno scorso. Ma la società è disposta ad accontentare – per quanto possibile – l’allenatore dei miracoli e in questo senso D’Aversa riceverà (probabilmente) rassicurazioni.

LA POSIZIONE DELLA PROPRIETA’

Assieme a qualche avvertimento: che andrà letto in questo senso  (sempre probabilmente). Chiaro che di top player che hanno un costo elevato il Parma se ne può permettere pochi o nessuno. Quindi pur con un budget leggermente più alto rispetto a quello dello scorso anno, le intenzioni della società non saranno certo quelle di condurre un mercato pieno zeppo di stelle. Questo in Italia non lo fa nessuno, neanche la Juventus, tanto per intenderci e D’Aversa capirà bene che non può farlo – di conseguenza – neanche il Parma. Che, con l’obiettivo della salvezza raggiunto, incasserà tra compensi dei diritti tv e ricavi che arrivano dal quattordicesimo posto raggiunto (il Parma ha chiuso davanti a Cagliari, Fiorentina e Genoa) un bel gruzzolo quantificabile in 38,5 milioni di euro. Non tutti, chiaramente, saranno investiti sul mercato, è bene sottolinearlo. Pizzarotti e soci (che rimarranno alla guida del Parma anche il prossimo anno, salvo clamorose novità dell’ultima ora) sono convinti di andare avanti con D’Aversa, di accontentarlo e di venire incontro alle sue richieste, per quanto sia possibile. Le ambizioni di D’Aversa corrono di pari passo con quelle di una proprietà che fino ad ora ha messo nelle condizioni migliori per lavorare il suo allenatore. Quelle migliorie di cui Bob parlava alla fine della partita con la Fiorentina sono le stesse di cui ha sempre parlato alla società e non sarà certo l’incontro del fine settimana a sparigliare le carte sul banco.

FAGGIANO

Il discorso con il ds Daniele Faggiano (anche lui legato al club fino al 2020), sarà più o meno simile rispetto a quello che la proprietà farà con D’Aversa. L’uomo mercato ha sempre sottolineato come nei piani della società ci sia un occhio di riguardo particolare al budget. Le finanze del Parma sono a posto, i conti pure ma da qui a dire che ci sarà un esborso di denaro sonante sul tavolo del mercato ce ne passa. Questo Faggiano lo sa. I soci hanno immesso capitali freschi nelle casse societarie, hanno ripianato le spese e dotato il centro sportivo di campi eccellenti, oltre che finanziato laddove ce ne fosse il bisogno, andando a volte extrabudget (lo sforzo per assicurarsi Gervinho). Faggiano conosce bene la spending review, ma sa che qualora la società fosse chiamata a mettere una mano al portafogli non si tirerebbe indietro. Anche il direttore sportivo va verso un prolungamento di contratto pluriennale.  

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