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Nicola Sansone esulta dopo il gol al Torino - TM News Infophoto

Nicola Sansone esulta dopo il gol al Torino - TM News Infophoto

Il Parma scopre "l'altro" Sansone: talento, dribbling e generosità

Entra e dopo dieci minuti segna il suo primo gol in serie A, sbloccando la partita contro i granata. La sua storia è appena iniziata...

Dalla Germania arriva il Sansone che non ti aspetti, con tanta voglia di giocare a calcio. Se non sei una specie di predestinato, a 17 anni, non ti trovi di certo in una delle squadre più forti d'Europa. E c'è chi dice che Andries Jonker, allora allenatore della seconda squadra del Bayern, era pronto a scommettere su di lui. E pure tanto. Lo ha curato e stava per proporlo, addirittura, alla prima squadra, della quale ha fatto parte presidiando qualche panchina in Bundes e in Champions. Ma poi è arrivato il Parma e se l'ha preso con la forza di chi crede fortemente in un obiettivo. Sansone sposò il ducali con entusiasmo, scalzando la concorrenza delle più grandi d'Europa, accettando anche di andare in prestito in B, l'anno dopo, fino ad essere dichiarato "incedibile" nell'ultimo mercato estivo. Nicola passa quasi inosservato, non sembra un calciatore, tanto è vero che in occasione del suo primo gol in serie A con il Torino, si è messo a esultare come un bambino, mostrando il cuore e "dimenticandosi" di mostrare la maglia con tanto di dedica a Galloppa. A fine gara racconterà che lo ha ingannato l'emozione. Non porta gel, niente macchine extra lusso, lui è semplice, è Sansone.  Persone vicine lo raccontano come un ragazzo eccezzionale, qualsiasi genitori lo vorrebbe come figlio. A scuola portava sempre a casa ottimi voti, ora ha conservato questa disciplina tedesca ed è ligio al dovere, arriva prima all'allenamento, cerca di prendere spunto dai compagni e si impegna sempre. Con tutto ciò, ha tutte le carte in regola per crescere e far bene. 

Nella gestione Colomba, il ragazzo ha fatto tutto il ritiro con i crociati, mettendo in mostra le sue qualità e facendosi apprezzare dal mister che ci aveva visto bene, consigliandolo poi al Crotone. In Calabria ha fatto bene, anzi benissimo assieme a un altro classe 91' che pian piano si sta affermando, proprio come vuole fare lui. Stiamo parlando di Florenzi che ha stregato Zeman. 

Nato da una famiglia originaria di Salerno, l'italianissimo Nicola di gavetta ne ha fatta, assorbendosi tutta la trafila delle giovanili del Bayern. La sua infanzia tedesca lo ha temprato e lo ha abituato a lottare per bene. Ora,  a 21 anni , si è messo in testa di fare grandi cose, e in silenzio cerca di mettere in difficoltà Donadoni che lo ha appena scoperto. Lui che è abituato a giocare con i grandi, a vederli lavorare, ha in testa l'immagine di Ribery, suo modello. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo semplice, uno di quartiere, con una famiglia alle spalle che lo ha sempre appoggiato anche nelle scelte difficili e che lo aiuta a tenere i piedi per terra e a lavorare sodo, proprio come sta facendo. La forza di Sansone è proprio l'umiltà. Dopo panchine e tribune, Donadoni lo ha "scartato" nella gara con il Torino preferendolo a Belfodil e Pabon. Evidentemente si fida di lui, deve aver notato quanto ha fatto a Crotone l'anno scorso. 

"Quando è arrivato a Parma io l'avevo notato subito - spiega Colomba, il suo primo allenatore italiano - per la sua semplicità e timidezza. Presto poi avrei avuto anche modo di apprezzarne le doti sul campo. Si tratta di un esterno, che può fare benissimo da spalla ad Amauri in questo caso, è molto generoso e ha anche un grande talento. E' dotato di un buon dribbling e ama giocare a sinistra anche se lui è un destro naturale. In questo modo può accentrarsi e sfoderare il tiro, un altro pezzo forte del suo repertorio. Noi abbiamo preferito mandarlo un anno a Crotone, dato che eravamo in abbondanza nel reparto e poi perchè il giocatore doveva comunque giocare per mettersi in mostra. C'è chi lo paragona a Ribery ma sbaglia, e rischia di fare male al ragazzo, bravo finora a rimanere concentrato sul lavoro. Solo così può mettere in difficoltà il mister. Ieri la partita consentiva il suo ingresso in campo, c'erano molti spazi e lui poteva inserirsi con facilità. Infatti ha trovato il gol spacca partita. Per me non è stato affatto una sorpresa". 

 

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