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Roberto D'Aversa - foto Ansa

Roberto D'Aversa - foto Ansa

Obiettivo su obiettivo, i numeri di D'Aversa: e quel decimo posto...

Quattro feste in quattro anni: un punto e mezzo a partita, ai quali si aggiungono gol e vittorie

L’obiettivo prima, l’ossessione di raggiungere la perfezione dopo. In mezzo qualche sbavatura che può starci, se le forze sono tese a raggiungere il traguardo può essere naturale. Le quattro stagioni al Parma di Roberto D’Aversa sono riassumibili così: uno slogan non c’è, solo tante emozioni, vittorie e sconfitte, mete raggiunte anche se in mari tempestosi, navi attraccate anche in mezzo alle onde. Provate a fissare un obiettivo a D’Aversa, lo raggiungerà. Con ogni mezzo utile, ma lo raggiungerà. 1331 giorni vissuti sulla panchina del Parma, una festa ogni anno: una promozione in Serie B passando indenne dalle forche caudine dei play off, una promozione diretta in Serie A, una salvezza senza particolari rischi ma raggiunta aritmeticamente alla penultima giornata. Quello che più volte è stato definito dagli addetti ai lavori un miracolo: la neo promossa data per spacciata che riesce a salvarsi piazzando nel girone d'andata 33 punti. Un capolavoro che va oltre le vittorie dei campionati. E adesso, a 180’ dalla fine, nell’epopea di Bob va aggiunta un’altra pagina di storia: un’altra salvezza bagnata addirittura con tre giornate d’anticipo e mai in discussione.

I 46 punti attuali (con ancora due partite da disputare), devono essere sommati ai 44 del primo anno (quando subentrò a Gigi Apolloni), ai 72 del secondo (che valsero la promozione diretta in Serie A), ai 41 della sua prima stagione nella massima categoria. In tutto fanno la bellezza di 203 punti, 42 in più del Parma di Roberto Donadoni, che aveva raggiunto l’Europa League sul campo e che l’anno dopo venne spazzato via dall’onda di un fallimento senza precedenti. Storie collegate, connessioni e porte che si sono aperte mentre altre se ne chiudevano. Favorendo l’ingresso nella storia del tecnico nato a Stoccarda, uno dei più vincenti del Parma. Da dieci anni a questa parte. 

Un punto e mezzo di media a partita, 190 gol fatti dalla Lega Pro alla Serie A, quest’anno addirittura dieci in più rispetto all’anno scorso, segno che un mutamento anche a livello di concezione calcistica c’è stato eccome. Via la timidezza del primo anno, l’adattamento a nuove forze, a nuovi contesti e a campi di battaglia diversi, dentro la sicurezza dei propri mezzi, l’innovazione apportata con alcuni concetti che hanno sviluppato il suo gioco in avanti: per la soddisfazione di una società che sta accomodando l’ingresso nel boarding della famiglia Al Mana, senza uscire di scena per i prossimi cinque anni. L’obiettivo potrebbe essere quello di raggiungere la decima posizione, perché no, magari quota cinquanta. Secondo indiscrezioni ci sarebbe – a raggiungimento di un altro traguardo – un premio che valorizzerebbe il lavoro di Bob e dei suoi bucanieri, abituati a viaggiare con il vento in faccia ma a portare sempre la nave all’attracco. E perché non provare ad arrivare anche qui? Tra una settimana il bilancio definitivo, quello parziale è questo.

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