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Parma, arriva il "pagellone" di fine anno: tutti promossi, ma solo in extremis

In campo Giovinco e Amauri sopra tutti, ma il vero artefice della salvezza è mister Colomba. Merito al presidente Ghirardi di aver dato la scossa all'ambiente ed essere stato sempre vicino alla squadra

giovinco-sebastian-azioneD'accordo, i presupposti ad inizio stagione non erano questi. Guidolin aveva lasciato un ottavo posto e 52 punti che, in teoria, Marino quest'anno doveva migliorare, o per lo meno cercare di mantenere. D'accordo, non è successo, ma a campionato finito, ci sentiamo di dire che è andata bene. Possiamo far precedere l'aggettivo anche da un sonoro "decisamente", per come si era messa, gli attuali 46 punti sanno di impresa, conservano il sapore speciale del rimontone che ha dato la salvezza con qualche giornata d'anticipo.

Merito anche di un presidente che ha sempre dimostrato di avere fiducia nel gruppo, anche se non gli ha risparmiato strigliate. Un presidente che ha fatto sentire la sua presenza nei momenti meno positivi, ed è qui che sta la sua forza. Sembra scontato, ma non lo è. Le visite settimanali sui campi di Collecchio testimoniano l'attaccamento di Ghirardi per i colori gialloblu. Un presidente che merita un voto alto senza dubbio, anche se l'azzardo di licenziare la guida tecnica a sette giornate dalla fine non sembrava poi così rassicurante. Non era facile fare una scelta di queste dimensioni con un calendario feroce che aspettava i suoi ragazzi e dopo una partita, quella con il Bari, persa in malo modo.

D'accordo, non era quello che si aspettavano i tifosi, che pure si sono dimostrati solidali e che, quando si navigava in acque poco limpide, non hanno voltato del tutto le spalle alla squadra. La contestazione c'è stata, ma si è mantenuta nei limiti. D'accordo, non ci immaginavamo un finale di questo tipo, una galoppata che sa di successo, d'accordo, ma è andata così!

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MIRANTE 7 - La salvezza passa anche dalle sue mani. La partita nella nebbia, contro la Sampdoria all'andata, ha fatto rinascere la squadra, la sua parata su tentativo di Pazzini, a colpo sicuro, ha dato il via alla vittoria. Decisivo nella sfida interna con il Catania, quando respinge senza remora i tentativi dei rossazzurri di Simeone, fortificando la vittoria. Quando la barca va giù, è uno degli ultimi a mollare, cerrcando di tenerla a galla. Stecca qualche gara, il gol su punizione di Parisi contro il Bari è frutto di una posizione non impeccabile, ma nel complesso è da difendere e promuovere.

PAVARINI  7 - Non è facile farsi trovare pronti quando si è un secondo portiere, quando si gioca poco, quando hai davanti un giovane di qualità. Ma il veterano Pava ha risposto presente in ogni circostanza, vedi la sfida di coppa Italia contro la Fiorentina, con annessa qualificazione. Anche quando è entrato a freddo, a gara in corso, come contro il Palermo, ha mostrato di essere affidabile. Punto fermo dello spogliatoio.

ANGELO 6 - La prima parte della stagione lo vede protagonista, con cross precisi per la testa di Crespo, con tanta corsa e diligenza anche nella fase difensiva. All'occorrenza laterale basso, altre volte esterno alto, Marino lo preferice a centrocampo, cercando di voler sfruttare la sua capacità di andare sul fondo e catapultare palloni al centro. Poi, penalizzato dagli infortuni, sta fuori per qualche mese, rientra per giocare qualche scampolo di gara.

LUCARELLI 7 - Timoniere, a volte ultimo ad affondare, a volte tra i primi, vedi le ultime partite con Marino. Il modulo iniziale non aiuta la difesa, a volte troppo scoperta. Lui si aggrappa all'esperienza e al buon piede che non sempre mostra di avere. Con attaccanti veloci va in difficoltà, ma non quando gioca d'anticipo. Con Colomba diventa il simbolo della lucidità e della garanzia, coadiuvato da Paletta.

PACI 6 - Gioca poco rispetto agli altri anni, Paletta appare più in forma. Si fa trovare pronto, ma a volte sembra frastornato. Poco lucido, non è presente nemmeno sottoporta. Si rifà in qualche occasione!

PALETTA 6,5 - Parte con qualche defezione, ma poi si riprende e si assesta, tanto da diventare l'idolo dei tifosi. Si mostra pilastro difensivo, ci mette il fisico ma non sempre serve. La trasferta di Genova non è la sua miglior partita, un rigore e un autorete, viene messo fuori per un po', si rifà e con Colomba, come Lucarelli, diventa impeccabile e non fa passare nulla. I due gol subiti in sette partite vogliono dire tanto, la sua lucidità e la tranquillità in momenti delicati mettono in difficoltà anche gli attaccanti avversari.

ZACCARDO 6,5 - Due gol impreziosiscono una stagione altalenante a livello di rendimento. Quello con la Sampdoria è il simbolo della rinascita, salvo poi soccombere contro il Bari. La zampata di Cesena è simbolo del carattere di una squadra che ci ha provato fino alla fine. Prestazioni ottime, con diagonali pefette e tenacia da espertissimo, altre condite con qualche disattenzione che, nell'arco di un campionato, ci può stare. Se fosse stato più costante...

hernan-crespo-calciatoreCANDREVA 6 - Arrivato come il più tecnico dei centrocampisti, molto duttile, occupa la fascia destra per qualche partita, ma la sua posizione è in mezzo. Qualche gol, Bari, Catania, Palermo, abbina prestazioni scialbe, sotto il suo rendimento e le aspettative, con prestazioni convincenti che, per la verità, sono poche. Da lui ci si aspetta molto di più.

DZEMAILI 7 - Prima parte di stagione condotta alla grande. Si mette davanti alla difesa, strappa palloni a chiunque passi dalle sue parti. Poi, il calo della squadra lo avverte anche lui, ma si risistema in mezzo dando equilibrio e ordine al reparto. Il suo primo gol in A, contro il Palermo, è fortuito, ma la caparbietà con la quale è andato al pressing è sintomo di determinazione. Ottimo finale di stagione per un giocatore che si è dimostrato fondamentale.

GALLOPPA 6 - Penalizzato dall'infortunio di inizio stagione, recupera bene, o almeno così sembra, visto che poi è stato costretto a rimanere ai margini per un po'. La prestazione in coppa contro il Palermo è stata impeccabile, con corsa e buoni pidi che dettano i tempi. 

GOBBI 6,5 - Soprattutto per la duttilità e la diligenza con cui occupa le varie zone del campo. Prima terzino, poi centrale di centrocampo, poi esterno alto, trova la sua posizione fissa con Modesto, sistemando il binario mancino. Non si fa intimorire, lotta e si mostra tenace. Puntuale nei recuperi. Ovviamente risente anche lui del momento no, che culmina con la gara dell'esonero, dove la difesa imbarca acqua anche dalla sua parte.

MODESTO 8 - Arrivato con Palldino e il meno conosciuto Calvo, sembrava destinato a passare inosservato. Comincia piano Francesco, ma poi ingrana e non lo ferma nessuno. Un diesel che ci ha messo un po' a carburare ma che è diventato devastante. Corre anche negli spogliatoi a gara finita, crossa, si sacrifica e si cala nella parte con la diligenza di un bravo scolaro. Trova anche il gol contro il Palermo.

MORRONE 7 - Ad un certo punto se lo è chiesto anche lui, "Ma cosa ci succede"? Il capitano si fa carico delle responsabilità e si porta la squadra sul groppone, se la porta fino alla salvezza. Un uomo di corsa come lui avverte la fatica di girare a vuoto, nella prima parte, ma con la quadratura del cerchio, dà sostanza e quantità alla manovra, fa legna per i suoi compagni di reparto, lasciando a loro la qualità.

VALIANI 7- Come Gobbi, impiegato persino come esterno basso. Prima al centro, con Marino che gli da spazio anche sull'esterno. Il cambio di mentalità è visibile in Valiani sin dalla gara con l'Inter, la gara della svolta. Rincorre Eto'o, non uno qualunque, sdradica dai piedi di Snejder palloni importanti, si sacrifica in ripartenze e in ripiegamenti difensivi, serve palloni da spingere in porta, Amauri ne sa qualcosa. Da quella gara in poi, immaginando di avere di fronte i giocatori nerazzurri, non ne sbaglia una e regala tanta sostanza alla squadra.

AMAURI 8 - Uomo salvezza, assieme a Giovinco. Arrivato dalla Juventus come un giocatore scaricato, Amauri si riprende ciò che era stato suo in passato, il gol, segnandone sette in poco più di dieci presenze, salvando il Parma e scatenando l'interesse di squadre non solo italiane. Restano nella mete dei tifosi gialloblu, le prodezze contro Roma, tacco volante, e Fiorentina, rovesciata spettacolare, ma resta di più il peso che ha dato all'attacco e la dedizione, l'umiltà con cui si è calato nella parte. Manna dal cielo.

BOJINOV 5 - Stagione al di sotto delle spettative per il simbolo della squadra di Guidolin. Riscattato dal City, molti puntavano su di lui e sembravano aver ragione dopo la prima apparizione con il Brescia, con cui è andato in gol. Infortuni, problemi lo tengono fuori dalla forma migliore, non salta l'uomo e pare appesantito. Il gol nella nebbia contro la samp, resta l'immagine più nitida di una stagione da rivedere.

CRESPO 7,5 - Valdanito segna nove gol, pesanti come un macigno. Dimostra di potersi fidare di lui, malgrado non sia così giovane. Uomo spogliatoio, bomber freddo ed implacabile, lo fermano solo l'età e qualche accaicco fisico. Punto fermo non solo in campo.

GIOVINCO 8 - La salvezza passa dai suoi piedini che, soprattutto nell'ultimo periodo, sono come le mani di re Mida: trasformano in oro i palloni toccati, vedi l'ultimo assist per Bojinov. Gol pesani anche per lui, sette, assist e giocate di alta scuola, a conferma che la sua crescita, quella calcistica si intende, è arrivata a buon punto. La sua stagione migliore da quando è in A, la conferma di ciò è la chiamata in Nazionale.

COLOMBA 9 - Voto che di solito non vediamo assegnato, ma se non lo diamo a lui! Arrivato con un a squadra in situazioni precarie, psicologicamente scarica, ha fatto un lavoro immane, ricaricando i cervelli e connettendoli con le gambe. Semplicità, quadratura, convinzione, cattiveria, la sua squadra è stata questa. La salvezza è merito suo.

GLI ALTRI: Russo s.v., Feltscher 6, Pisano s. v. , Calvo s. v. , Oliveira s. v. , Nwankwo s. v. , Ze Eduardo s. v. , Defrel s. v. , Palladino 5,5, Marques 5,5.

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