IL PAGELLONE del Parma: promossi in extremis, ma quanti rimpianti

Nessun bocciato, aveva detto Donadoni, solo qualche rimandato nel corso di una stagione a corrente alternata che ha visto molti al di sotto degli standard, pochi sugli scudi, il più bravo della classe è stato Paletta

Paletta, il migliore tra i crociati

Ultimo ostacolo superato in maniera brillante. La corsa del Parma termina dopo 38 giri di pista, estenuanti, emozionanti, deludenti. C'è un pochino di tutto nella stagione dei gialloblù che tagliano il traguardo nella decima posizione, un passo indietro lungo sette punti rispetto alla passata stagione che costano tre posizioni di classifica, tuttavia sufficienti per raggiungere in tranquillità il risultato minimo della salvezza. E al traguardo il Parma ci arriva con appannato, tipico atteggiamento di chi ha dipinto una tela pazzesca che rischia di diventare, già a metà dell'opera, un capolavoro. Peccato che il Parma, il pittore, non l'abbia continuata con la stessa dedizione che ha fatto vedere nelle prime pennellate, roba da MoMa di New York, e che a colori vivi, abbia voluto associare qualche colore buio, scialbo, con delle pennellate stanche che hanno rovinato aspettative e sogni. Ma la realtà, ciò che conta davvero, dice di un Parma che ha raggiunto il decimo posto con 49 punti in una corsa a ostacoli che lo ha visto inciampare troppe volte. Si è rialzato dove ha potuto, si è rimesso in piedi dopo che è stato spinto e ha continuato a correre per i fatti suoi con la consapevolezza di poter e dover fare meglio. E riuscendoci solo a tratti. Si dice che certe cose ti segnino e ti insegnino ad affrontare il "dopo" con una tempra forgiata in una certa sicurezza. E quella del Parma si chiama Donadoni, per ora, salvo ostacoli imprevisti. E nella stagione del Centenario, quello che in parte è stato anche celebrato, i voti non sono altissimi. Qualche rimandato c'è, fa parte del gioco e non è detto che una classe abbia tutti geni. C'è chi va bene, chi va meno bene.

mirante-10MIRANTE - 7 Il suo contributo è stato eccezionale, se non per qualche "uscita a vuoto" che, a tratti, ha caratterizzato il punteggio in negativo. Vedi la gara con la Samp, oppure contro il Catania, o contro la Roma. Ma il ruolo di portiere è quello più delicato nel calcio. Se sbagli si nota subito, se fai bene pure e Mirante ha fatto benissimo in alcune partite, salvando il risultato con parate di pura tecnica e istinto. La gara con il Palermo ha dato dimostrazione di ciò ed è quella più fresca. Memorabile con i rosanero all'andata, con il Milan e con la Juventus al Tardini, aveva cominciato la stagione parando un rigore a Vidal. Tra le vittime illustri c'è anche un certo Totti, o Jovetic. Se fosse constante...

Pavarini-3PAVARINI - 6 Il classico vice, uno dei migliori. Mai una polemica, accetta il ruolo, si allena con professionalità, dimostrando pure un certo attaccamento alla maglia e alla causa. Fa da chioccia a Bajza, il terzo portiere, e da consigli a Mirante. Collante per lo spogliatoio, ha rinnovato il contratto e si è fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa.

Benalouane-5BENALOUANE - 6 Si inserisce gradualmente nel mondo Parma, con qualche panchina di troppo e qualche strafalcione soprattutto da centrale. Nella difesa a tre, impiegato nel ruolo di centro-destra, fa fatica a muoversi in sintonia con la squadra, pur cercando di limare le sue lacune con la forza fisica che mette in mostra quando fa il terzino della retroguardia a quattro. A destra e a sinistra, solca la fascia mostrando pure sprazzi di buona tecnica. Si è guadagnato la riconferma

Coda-2CODA - 6 "Non farò rimpiangere Zaccardo", aveva detto al suo arrivo al Parma. Ebbene, Andrea sembra esserci riuscito. Un vero jolly di difesa, fa al caso di Donadoni sia quando vuole giocare a tre che quando vuole disporsi a quattro. Si mostra sicuro e, con personalità, si sistema al fianco di Paletta ed esegue. Pulito negli interventi, sbaglia poco e gioca altrettanto per dei problemi muscolari che lo costringono a rimanere fuori. Ottimo rinforzo.

Gobbi-3GOBBI - 6 Forse ora si riposerà e la smetterà di correre lungo la fascia mancina. Tra i giocatori più duttili, di sicuro è stato quello con il maggior minutaggio, 2793, persino i 120 minuti di Coppa Italia lo hanno visto protagonista. Ha impreziosito la sua stagione di corsa con un gol che vale il prezzo del biglietto, dimostrando che su di lui si può fare affidamento.

A.Lucarelli-6LUCARELLI - 6 Diventato capitano, dopo l'uscita di scena di Morrone, il difensore livornese ha una responsabilità in più ma non si scompone. L'esperienza, accumulata negli anni, lo aiuta e dove non arriva con il fisico, ci mette il mestiere, risultando ancora un brutto cliente per i colleghi. Tignoso, a volte abbassa la guardia e si perde in un bicchiere d'acqua, altre è pulito come pochi.

McEACHEN - s.v. Sarà pure uno di talento, ma non si è mai visto... in campo.

Mesbah-3MESBAH - 5 Arrivato dal Milan nell'operazione Zaccardo, Mesbah diventa quasi subito l'alternativa di Gobbi e ci mette poco per ambientarsi. La sua esperienza lo porta a inserirsi nei meccanismi, ma si vede subito che non ha iniziato con il Parma. Non lascia mai un'impronta sulle gare che disputa, limitandosi a fare il suo e, a volte, anche male. 

Paletta-11PALETTA - 8 Il leader indiscusso della difesa e, assieme ad Amauri, del Parma. E' l'ultimo baluardo, respinge gli attacchi di Cavani, di Klose, di Vucinic e di Osvaldo, di Milito e Totti, di Giovinco e chiunque si avvicini dalle sue parti. Quasi mai in difficoltà,  macchia la sua stagione quasi perfetta con una deviazione che si insacca alle spalle di Pavarini, contro il Milan, ma per il resto è un muro che non cede mai. Grinta e puntualità, gioca d'anticipo, ci mette il fisico e mostra i denti, peccato che Prandelli non li veda.

rosi-2-7ROSI - 5,5 Un ragazzo rimasto... ragazzo. Già, grande potenzialità e struttura fisica, vuole spaccare il mondo ma non ce la fa quasi mai. Poche le incursioni che vanno a creare la superiorità numerica, segna tre gol ma ne potrebbe fare di più. A volte dà l'impressione di estraniarsi dalla gara, e non riprenderla più, con Donadoni che si sgola per raddrizzarlo e renderlo più disciplinato tatticamente.

Santacroce-2-3SANTACROCE - 5 Fuori una domenica sì e l'altra no per infortunio, dimostra di essere poco affidabile quando viene chiamato in causa. Eppure il suo curriculum è ricco, ma i muscoli di cristallo lo hanno penalizzato nel corso della sua carriera e lui sembra aver perso lo smalto di un tempo.

Zaccardo-5ZACCARDO 5,5 - Uno di quei giocatori irrinunciabili, leader carismatico, ha attraversato un periodo di forma buona, a cui è succeduto un periodo meno buono in cui non gliene usciva una. Fino a quando il Milan è passato e se lo è caricato. Lui è salito volentieri, lasciando una piazza che gli dava tanto per andare a finire in panchina, puntualmente, ogni maledetta domenica.

acquah-3ACQUAH 5,5 - L'Hoffenaim, via Palermo, se lo è portato via, e il Parma lo ha rimpianto quasi subito. Ha cercato di sostituirlo con Mariga, più o meno simile a lui, ma non è andata benissimo. Di mestiere fa il giocatore d'assalto, a volte ci mette impeto, ma si fa sentire e le sue legnate in mezzo al campo sono beneficio per in compagni. 

AMPUERO 6,5 - Una sorpresa ben riuscita. Il peruviano si conferma interessante, con quel suo fare tutto mancino, si è calato nella parte e ha interpretato più ruoli. E pure bene. 

GALLOPPA s.v. Nella stagione della consacrazione si fa male subito.

Marchionni-3MARCHIONNI 5,5 - E' la media di una prima parte di stagione ottima e di un girone successivo deludente. Ha fatto benissimo fino a un certo punto, mostrando attaccamento alla maglia e abnegazione. Pressing sul portatore, è ovunque, fa anche gol e si dimostra duttile interpretando ruoli non propriamente suoi. Inventato mezzala, fa quel che può, anche da regista, mancando come molti suoi colleghi, in alcune partite chiave. E molla i remi nelle ultime battute, quando diventa quasi irriconoscibile alla luce di quello che aveva fatto in precedenza.

MARIGA s.v. - Il tempo di infortunarsi e poi basta.

Morrone-6-6MORRONE 7 - Il premio al capitano per la sua professionalità. Non gioca praticamente mai, nemmeno 90'. E per lui che era abituato a solcare il centrocampo, rincorrendo gli avversari con dei morsi alle caviglie è davvero strano. Nonostante tutto si è messo a completa disposizione della società, cercando di fare il "bravo" e accettare ogni decisione dell'allenatore. Senza mai fiatare, dimostrandosi capitano vero, senza fascia. 

MUSACCI 5 - Sostituisce Valdes ed è tecnico al punto giusto per impostare il gioco. Ma non tanto tattico e qualche volta si becca i fischi del pubblico che spazientito lo accompagna a Spezia.

Ninis-3NINIS 6 - Di incoraggiamento. Perché bisogna considerare alcune cose. Il campionato greco è diverso da quello nostro e se in patria questo ragazzo faceva faville, non può essere diventato un brocco da noi. La lingua ha inciso parecchio, il modo di intendere il calcio, e il suo ruolo, da parte di Donadoni, pure. Adattato a mezz'ala, ora  a destra, ora a sinistra del centrocampo a cinque, tende ad abbassarsi per sfruttare le sue doti di trequartista vero, brevilineo, dotato di un discreto piede, mostra qualcosa ma soffre i vincoli tattici. 

Parolo-8PAROLO 5,5 - Un acquisto mirato il suo, per il cosiddetto salto di qualità, che non è mai avvenuto, nè per sè nè per la squadra, succube a volte dei suoi errori e delle sue mancanze in zona gol. Bravo negli inserimenti, meno a sfruttarli quando i compagni lo portano davanti al portiere avversario, è mancato in alcune fasi della stagione, salvo poi ritrovarsi e fare meglio di quanto non aveva fatto.

STRASSER s.v. - Pochi scampoli di gara. 

Valdes.-8VALDES 6 - Ci siamo chiesti dove fosse finito il Pajarito. Lo stesso giocatore che Donadoni aveva inventato regista basso, lo stesso che aveva fatto innamorare l'Inter e lo stesso che poi si è attirato l'antipatia dei tifosi. Ce lo siamo chiesti nell'altro campionato, quello che Valdes ha condotto dopo aver fatto un girone di andata strepitoso. I piedini piccoli del cileno suonavano una bella musica, verticalizzazioni e calci piazzati di assistenza, geometrie solide insomma e consistenti, come la bomba che ha esploso nel derby di andata, oppure la delizia fine dell'ultima apparizione, il 2-0 contro il Palermo. Forse lo abbiamo ritrovato, in questa fase di stagione che lo ha visto accomodarsi anche in panchina. Strappa la sufficienza per quanto riuscito a incamerare in inverno.

Amauri1-11AMAURI 7,5 - Assieme a Sansone, la sorpresa più bella. Sorpresa perché si temeva per la sua incolumità fisica, dato che dopo 33 primavere non si è più giovanotti. Eppure lui il posto lo ha soffiato a uno di vent'anni, con la sua gentile collaborazione. E da allora non è uscito più. Carattere, grinta, spalle larghe sulle quali caricarsi la squadra e il tutto contornato da una decina di gol e qualche affaticamento muscolare. Sempre a servizio della squadra, è l'anima di questo Parma delle ultime dieci partite. Non molla mai gli ormeggi, lotta come un leone per farsi valere al centro dell'area di rigore, elogia i compagni e li sgrida quando non lo aiutano. Ma questo fa parte del gioco, un gioco che lo diverte. 

Belfodil-7-5BELFODIL 6 - Molta fiducia riposta in questo talento ribelle. Va classificato così Ishak, perché è nell'indole del genio essere anche croce oltre che delizia. Perché lui più di qualunque suo compagno, è l'emblema della doppia faccia gialloblù, da un lato bellissima, dall'altro stanca, dondolante tra l'irritante e il goffo, come appare lui a volte, come quando non ha voglia di giocare. C'è da dire che ha sofferto l'exploit di Ama che lo ha relegato sia in panchina, il più delle volte, che ai lati del tridente, come attaccante esterno. Ruolo che ha faticato ad accettare. Uno come lui ama giocare davanti, al centro dell'attacco, ed è lì che ha fatto vedere le cose migliori, salvo poi perdersi per strada dietro un comportamento non sempre ineccepibile. 

Biabiany-3-13BIABIANY 5,5 - Anche Biabiany ha subito un'involuzione tecnico-tattica. E pensare che nella prima parte di campionato la freccia francese aveva fatto vedere cose eccellenti. Le sue galoppate erano essenziali per il Parma che, dopo poco, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Diventato prevedibile, con il passare delle gare si spegne e va a fiammate. Poche per la verità, con il rendimento che si abbassa anche in zona gol, dove riesce a timbrare il cartellino solo un paio di volte. Può e deve fare di più, ha l'obbligo di provarci almeno e le potenzialità per fare cose che non tutti possono permettersi senza accontentarsi di arrivare sul fondo e regalare il pallone alla curva.

BONIPERTI s.v. - Ha resistito ai fischi del suo pubblico perché proveniente dalla Juve, il ragazzo ha stoffa e si farà.

CERRI s.v. - Il debutto più giovane di un parmigiano con la maglia del Parma, complimenti. 

PABON 5 - Va via forse troppo in fretta. Già perché Dorlan va anche difeso. Arrivato in un calcio diverso, ci ha messo un bel po' di tempo per capire come si gioca dalle nostre parti. Ha segnato solo un gol, in Coppa Italia contro il Catania, ma la stoffa la possiede eccome. Peccato che ne abbia fatta vedere poca.

PALLADINO s.v. - Troppo fragile, vede poco il campo, un gol e basta, troppo poco per essere giudicato.

sansone-9SANSONE 7,5 - Nessuno lo conosceva e lui ci ha messo pochissimo a farsi notare. Senza sbattere i pugni sul tavolo, per niente arrogante, ligio al dovere e pure con la faccia da bravo ragazzo, gli è bastata poco più di mezzora per presentarsi al nostro campionato, con un sinistro micidiale che ha steso il Toro. E non è nemmeno il suo piede. Quello buono lo ha mostrato in serate di gala. Il destro raffinato ha fatto male all'Inter e alla Juventus, tanto che Nicola si è dovuto sobbarcare, con grande piacere, il soprannome di "ammazzagrandi". E tra le vittime illustri non poteva mancare il Milan. Sacrificio e tecnica al servizio della squadra, da tenere stretto.

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DONADONI 6,5 - E' un perfezionista, ma non sempre riesce a rendere perfetto quello che fa. Il più delle volte è anche costretto a fare "le nozze con i fichi secchi", nel senso che deve adattare i giocatori a ruoli non propri. La felice intuizione di Valdes non si è ripetuta con altri ma nel complesso ha svolto un buon lavoro. Paga anche lui un girone di ritorno brutto in cui poteva fare molto di più insieme a tutta la squadra, rea di aver abbassato le pretese. Con maggiore continuità e qualche innesto in più l'anno prossimo può riprovarci, a patto che il coraggio di fare delle scelte non gli manchi e la buona sorte lo aiuti.

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