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Parma. Paletta vede la luce, finalmente. E accelera per essere titolare a Napoli

Sembra difficile che Donadoni voglia rischiarlo in una gara così importante, ma l’argentino, dopo essersi portato dietro una tendinopatia per 77 giorni, si prepara al debutto ufficiale

D’accordo, i tempi previsti per il recupero di Paletta erano più brevi, evidentemente qualcosa deve essere andato storto. Non si può parlare della classica bruciatura delle tappe, in questo caso, si è andato troppo per le lunghe. Colpa di una tendinopatia acuta, alla coscia sinistra, peggiorata con il passare del tempo e curata all’interno del centro direzionale di Collecchio tra allenamenti a parte, sedute in palestra per il potenziamento muscolare, programmi di recupero differenziato e piscina, agli ordini di uno staff medico che ha cercato di capire i motivi di questo stop che sembrava una cosa da niente, leggera, diventato così persistente.

STOP  – Tale da fargli saltare le prime giornate di campionato, l’esordio casalingo con il Chievo e la sconfitta di Udine. La prima pausa doveva essere il momento giusto per poter riabbracciare l’argentino, ma la partita contro la Roma, del 16 settembre, non lo vede tra i convocati. Donadoni non lo vuole rischiare, ha pochi allenamenti nelle gambe e non ha recuperato appieno, tanto che il 20 settembre si ferma ancora. E si teme addirittura una lesione, sospettata dallo staff medico. Le analisi di rito la  escludono, se l’è vista brutta l’argentino che si rimette sotto e pedala come prima. Rientro lontano, forse dopo la seconda sosta, quella del 12-13 ottobre, ma contro il Verona il Parma perde e lui non c’è ancora. La condizione non è delle migliori, Paletta non si allena con la squadra e soffre per questo dolore tendino-muscolare che, dopo un po’, metà ottobre, lo costringe a un altro stop. Lontano dai campi di allenamento, Paletta si allontana pure dalla via del recupero, tanto che rimane ad allenarsi solo soletto, chiuso in palestra.

FUORI DAL TUNNEL – L’interessamento del tendine ha preoccupato parecchio lo staff medico che ha usato ragionevolmente precauzione e il ritardo del rientro è dovuto proprio al fatto che il dolore non era solo muscolare, tanto che Paletta, per molto tempo, non è riuscito a correre. Aggregatosi l’8 novembre al resto della squadra, sembra abbia scongiurato il pericolo di possibili ricadute, e, dopo una settantina di giorni, comincia a vedere la luce infondo al tunnel. Con la Lazio è stato convocato, quasi a sorpresa, e questo la dice lunga sulla sua assenza, su quanto essa pesi e quanto conti per l’equilibrio di un gruppo appeso a lui.

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