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Parma 1913 | Lucarelli 6 unico... Il capitano crociato riscrive la storia, e che storia

Diventato tutt'uno con la città, con i tifosi, incarna splendidamente l'anima del nuovo Parma. Alessandro Lucarelli, con il gol all'Arzignano, chiude il cerchio e da il via a un nuovo ed emozionante capitolo. E il 6 gennaio gli porta bene...

Dal nostro inviato
Guglielmo Trupo

PARMA - "Nella tempesta si vede il marinaio". Forse è vero che i detti di un tempo, che poi si sono riversati con convinzione e forza nella nostra epoca, sbagliano pochissimo. E forse queste poche parole disegnano in maniera perfetta la storia di Alessandro Lucarelli, un uomo di mare, un uomo di porto, che ha superato in maniera brillante una tempesta che ha cancellato 102 anni di storia, che ha infanganto il nome di una città e che ha minato per un certo periodo anche tutto il sistema calcio. Una storia di lacrime, quelle versate dal capitano del Parma il 22 giugno, davanti al tribunale, nel giorno più lungo dell'anno e più brutto della sua carriera, che contemporaneamente e inconsapevolmente, era anche il giorno della rinascita. Una rinascita partita piano, sottovoce, scandita da slogan e guidata da Lucarelli che ha scelto, con grande umiltà, di fare parte di una squadra di semi-sconosciuti, accettando di partire dai bassifondi, dalla Serie D, per cercare di dare lustro a una città, a una società e alla gente, che è la vera forza di questo nuovo inizio, che ha subito angherie fino all'altro giorno. Si è caricato tutto in spalla, ha sposato la causa senza nessun pregiudizio, ha messo avanti Parma e il Parma e ha deciso di riscrivere la storia. Difficile impresa, difficile ma non impossibile per 'Il rivoluzionario', l'ultimo degli appellativi affibbiati al capitano per quello che ha fatto durante i mesi difficili che hanno preceduto il fallimento e le trattive con Figc e Lega, con Aic e quella serie di scalmanati che si sono succeduti sulla poltrona del vecchio Parma. 'Il sindacalista', 'La bandiera', Alessandro ne ha di epiteti e ognuno lo raffigura a suo modo. 

Per quelli che lo conoscono di più è Alessandro, per i tifosi è 'il capitano', l'uomo che ha incarnato certi valori, uno dei pochi in questo mondo fatto di opportunismo e frasi scontate. Di gol, Alessandro ne ha segnati parecchi, uno di tacco bellissimo nel 2014 contro il Torino. Era il 6 gennaio, era al Tardini, era all'altra porta. La cosa scomoda, non è stata proprio quella di compiere il gesto tecnico da 'dieci', ma andare dall'altra parte dello stadio a raccogliere un abbraccio caloroso da parte della curva che lo ama in maniera spropositata. Di gol ne ha seganti parecchi, dicevamo, ma quello della Befana con l'Arzignano è la chiusura di un cerchio. Evidentemente il 6 gli porta bene perché contro l'Arzignano è salito in cielo, ha svettato e ha accarezzato la palla spedendola in porta, E stavolta non si è dovuto nemmeno scomodare più di tanto perché la curva che è esplosa era li, a un passo. Lui ha solo saltato il tabellone, si è arrampicato con forza verso la balaustra senza più reti, e ha abbracciato tutti. E mentre scendeva, dopo aver cacciato un urlo fortissimo, di liberazione, dopo aver ringraziato tutti, dopo aver gioito, si è sentito la colonna sonora rintronare nelle orecchie. Ma quella musichetta dolce, 'un capitano, c'è solo un capitano', con la mano destra di Lucarelli che batteva forte sul petto a scandire i toni di una storia d'amore scritta e riscritta, in maniera unica, eccezionale, da parte del marinaio di Livorno che ha scelto Parma per essere felice, non è la fine di un film... . Anche dopo la tempesta, vinta con maestria e superata con grande coraggio, Lucarelli rinasce con il Parma. Perché è nella tempesta che si vede il marinaio...

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