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Parma 1913 | Capitan Lucarelli e le sue 250 battaglie: "Non rigiocherei solo la partita con il Bari"

"In quella situazione mi sono detto: 'Siamo retrocessi, perdiamo in casa 2-1, arrivederci serie A'. Invece con Cololmba ci siamo ripresi. Giovinco il più forte con cui mi sono allenato. Voglio vincere questo campionato, poi vediamo se gioco ancora"

Dal nostro inviato
Guglielmo Trupo

COLLECCHIO -  Il Capitano di 250 battaglie. Da quel luglio 2008, quando è arrivato dal Genoa, ne è passata di acqua sotto i ponti. Gioie e dolori, sorrisi e lacrime, in mezzo un fallimento e un tentativo di risalita. Il suo Parma è ora in serie D, ma non importa, Alessandro Lucarelli è un lupo di mare e di tempeste ne ha viste tante.

L'unica cosa che gli preme è quella di riportare la barca nei lidi più belli, nei porti più adatti a questa città e a questa gente: "E' una bella soddisfazione, metà della mia carriera l'ho fatta con questa maglia, mi riempie di orgoglio aver raggiunto questo traguardo. Speriamo di festeggiare con una vittoria. Ricordo quando sono arrivato, la squadra era già partita per il ritiro a fine luglio, io arrivavo dal Genoa e c'era Berta come direttore sportivo, partimmo male in B e con il cambio di allenatore abbiamo fatto una cavalcata incredibile, vincente e siamo tornati in A. Se leviamo l'anno scorso, che è tra i più negativi, in questi anni ci sono stati momenti belli, è stato un crescendo di risultati partendo dalla B arrivando fino all'Europa League. Abbiamo fatto piccoli passi, campionati ottimi per una squadra come il Parma che si è tolta tante soddisfazioni. Tra i miei colleghi, tra i bravi e quelli con cui sono legato per amicizia rivorrei Gobbi. A livello di qualità mi viene in mente Giovinco che è stato quello più forte con cui mi sono allenato in questi anni. In generale ho avuto la fortuna di fare parte di ottimi gruppi". Un tuffo nel passato, uno nel presente: "L'Imolese è una delle migliori cinqaue squadre, ormai siamo abituati a giocare in questo contesto. Abbiamo grande rispoetto dell'avversario e grande consapevolezza della nostra forza. E' una gara da prendere con le molle. Il nostro è un girone difficile perché ci sono squadre di buon livello. Noi facciamo la nostra marcia perché quelle dietro non si fermano. Sei o sette punti non sono nulla, solo un  buon margine da mantenere. Altovicentino e Forlì ci marcheranno stretti, noi non dobbiamo scendere con il distacco, in modo che se ci fosse un mezzo passo falso possiamo rimediare". Dalla A alla D, un tuffo nel vuoto: "Della prima gara in D mi ricordo un campo brutto, orrendo, dove la vittoria è stata importante per dimostrare di avere la mentalità buona in campionato. Anche se abbiamo sofferto siamo partiti bene. Se gioco ancora? Vediamo, mi concentro sul campionato, poi deciderò. Prima vinciamo. Ho cominciato a sentire mia la squadra e la città, la maglia, dal secondo anno, quando sono diventato un punto di riferimento, quando ho ricevuto la fascia da Morrone. Amo questa maglia e amo la gente che mi ha dato tanto, un rapporto cresciuto nel tempo che mi ha fatto capire di essere un punto di riferimento per i compagni e per le persone. Rigiocherei tante partite, abbiamo vinto a Roma, a Napoli, a Cittadella, di partite belle ce ne sono tante. A livello di orgoglio c'è quella con la Juventnus, quella dell'anno scorso. Ma ero squalificato. Quella che non giocherei mai più è quella con il Bari, ho avuto paura di retrocedere perché il calendario era davvero brutto dopo. 2-1 in casa e mi sono detto: 'Siamo retrocessi'. Invece con l'avvento di Colomba ci siamo salvati". 

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