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Longobardi, l'umiltà di un idolo: 'Questa maglia mi dà una carica speciale'

"Mi sono sempre messo a disposizione del Mister, per me l'importante è la squadra. A bocce ferme faremo tutti i ragionamenti"

Dal nostro inviato

COLLECCHIO (PR) - Christian Longobardi non se lo sa spiegare il perché sia entrato così a fondo nei cuori dei parmigiani. Eppure ogni volta che tocca palla, quando entra o esce dal campo, prima un boato, poi gli applausi e persino il coro ne accompagna le movenze. "Non lo so nemmeno io - aveva detto ridendo in un'intervista - ma voglio ripagare questa grande partecipazione con le prestazioni". Un idolo indiscusso delle folle, che si fa in quattro per la squadra e che si sobbarca il peso di un attacco che è tornato a divertire anche grazie al suo rientro. Non sarà un caso. Trascinatore, come aveva detto Baraye domenica, vederlo spremuto così, a trentaquattro anni, è sicuramente bello, gratificante per lui che tiene alla maglia, per la squadra che lo rispetta  e conta molto su di lui, per i tifosi che sognano con lui una promozione tra i professionisti, al più presto.

 “Sono tornato in campo dal 1′? Si, abbiamo chiuso il centro di questo spiacevole inconveniente. L’importante è che il ritorno sia stato condito da una bella vittoria. Io porto in campo le mie caratteristiche, domenica è andata bene così. Noi avevamo sicuramente bisogno di una prestazione del genere, l’abbiamo voluta fortemente, poi in campo è venuta esattamente come la desideravamo noi. Porto le mie caratteristiche, poi ognuno attaccante ha le sue. Lauricella? A fine partita mi ha detto che era felice di vedermi in campo, ma è passato, sono cose che succedono, pensiamo al futuro. Una vittoria che dà morale? Noi abbiamo sempre lavorato in maniera serena, determinata, abbiamo sempre preparato le partite allo stesso modo. È chiaro che la salita ora è finita, adesso c’è il rettilineo e non possiamo permetterci nessuna distrazione perchè sul rettilineo bisogna fare lo sprint finale. Io uno dei giocatori già contattati per l’anno prossimo? Voi dovete scrivere, il vostro lavoro a noi serve altrimenti si interesserebbe molta meno gente a quello che facciamo. Per quanto mi riguarda domenica abbiamo un’occasione molto importante, dunque testa al Romagna Centro. Indossare certe maglie è un qualcosa di speciale nella carriera di un calciatore. Non ci sto pensando, molto sinceramente. A risultato acquisito potremmo fare tanti altri discorsi. La partita di domenica contro il Romagna Centro? Siamo allo sprint finale, domenica è il primo step di questo sprint per poi lanciare la volata. È un’opportunità importante, i nostri diretti concorrenti non giocano, dobbiamo prepararla bene ed affrontarla nel migliore dei modi. Nel corso della carriera ho giocato un po’ in tutte le posizioni, ho giocato da solo, assieme a tante punte che hanno segnato tanti gol, credo che chi ha giocato vicino a me spesso e volentieri abbia fatto tanti gol. Per me è molto bello anche mandare in rete i compagni, per me non è un problema, l’importante è che ci sia la volontà da parte di tutti di adattarsi alle esigenze della squadra. Non credo tanto ai moduli, anche il rombo ogni giocatore lo interpreta a modo suo. Io domenica ho visto un grande spirito Parma, che si è creato, forse ultimamente si era un po’ sopito, ma domenica è tornato a risplendere alla grande. Ovazione per me e fischi per Guazzo? Non ci possiamo permettere distrazioni, ognuno è responsabile delle proprie azioni, abbiamo un obbiettivo troppo importante da acquisire, a bocce ferme si faranno le dovute valutazioni. La mia corsa e la dedizione sono i motivi per cui i tifosi mi hanno eletto idolo? Io sono così, sono sempre stato così in tutte le squadre in cui ho giocato. Questa maglia mi dà una carica speciale ed io cerco di portarlo in campo. Io mi auguro che il lavoro fatto da un giocatore magari anche un po’ più esperto venga preso nella maniera giusta anche dai giovani, e possa essere da stimolo. Come abbiamo trovato Guazzo in spogliatoio? Chi non si comporta in un certo modo in questo gruppo non ci può stare. Se Matteo è in questo gruppo è perchè si è messo nelle condizioni di poterci stare. Poi se ha delle reazioni o dei comportamenti particolari ne deve rispondere lui in prima persona, però all’interno del gruppo lui è tranquillo come sempre, si sta mettendo a disposizione della squadra. Al Piacenza manca un punto per arrivare alla Lega Pro? Se volete sapere se ho qualche rammarico, sono assolutamente felice di quello che è successo. Da ogni difficoltà si può avere l’occasione per rialzarsi e per ripartire alla grande, e quest’anno per me a livello personale lo dimostra”.

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