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Abodi a Parma tocca il tema Leonardi: "Aspettiamo il giudizio. Ripescaggio? Non si può"

Il presidente della Lega B presenta la partita tra Parma 1913 e Rappresentativa B Italia e torna a parlare del caso Parma: "Io lo avevo detto al Latina che non era conveniente..."

Ci sono partite e partite: quella di domenica contro il Delta Rovigo è una, sarà la partita con la 'p' maiuscola. Poi c'è quella di mercoledì contro la Rappresentativa B Italia, un bel test perché mette il Parma di fronte a un avversario forte, solido, attraverso il quale misurare anche delle ambizioni future. La partita di mercoledì, contro questo manipolo di ragazzi validissimi ha un valore particolare, per il Parma come società, per Andrea Abodi, presidente della Lega B e per tutto il movimento calcio: "Per me è per tutti noi della famiglia della Lega B - spiega il presidente in conferenza stampa - è una giornata piena di emozioni. Tra oggi e domani ci daremo un appuntamento, quello di incontrarci tra poco tempo nella stessa Lega. Senza fare programmi importanti. Credo che il Parma debba tornare nella propria casa presto, la massima serie, dopo tutto quello che gli è successo... . Questa è una scelta di cuore. La partita ha un significato forte e intenso, per ritrovare le ragioni di un calcio semplice e umano perché non c'è solo bisogno di intrattenimento ma anche e soprattutto di umanità. Il calcio è sentimento, venire qui in una stagione come questa, vuol dire proporre una linea. Non vogliamo imporre nulla a nessuno. Siamo qui per sottolineare l'importanza di una piazza importante, il Parma è rinato e questo dimostra che per riempire gli stadi non è importante essere nelle eccellenze o fare parte delle elite. Basta mandare dei messaggi chiari alla gente. Grazie alle capacità di tutti è stato proposto un modo nuovo di fare calcio, gli imprenditori sono stati bravi a proporre un programma nuovo, che ha coinvolto il presidente Scala che di calcio ne ha vissuto troppo. Lo stesso sport, un nuovo stato d'animo. È possibile questo? Sì, a Parma è stato possibile. Sono venuto in parte a riconoscere i meriti di una società nuova con un programma trasparente e innovativo, poi sono venuto qui per prendere le misure di una città che spero presto di incontrare. Rispetto tutte le avversarie, il Parma ha un animo nuovo e qui ci avviciniamo con sentimento. Mercoledì sarà molto di più di una partita di calcio".

LEONARDI - Sulla vicenda che coinvolge direttamente l'ex Ad del Parma, Pietro Leonardi, Abodi dice: "Abbiamo bisogno di migliorare le cose, ci sono tante cose che non vanno e  molti margini di miglioramento, noi ogni mattina ci svegliamo per aggredire questi margini. Non ci siamo mai voltati dall'altra parte, vogliamo affrontare di petto i problemi. Io credo molto nel rispetto dei ruoli, chi deve giudicare giudicherà. Avevo sentito dei rumori che il Latina ingaggiasse Leonardi che considero un amico sportivo. E lo dico pubblicamente, non condivido il modello di gestione, ma il mio giudizio vale poco rispetto alla sentenza dei fatti, ritengo che chi dovrà giudicare sportivamente e nell'ambito della giustizia ordinaria, ci faccia capire con più dettagli quello che è successo. Ho provato a spiegare alla proprietà del Latina e anche a Leonardi stesso che non fosse opportuno, in termini di chiarezza, ricoprire quel ruolo. Lo avevo anche detto a Leonardi che bisognava spiegare tutto alla gente per non avere dei problemi. Se la gente non capisce si rischiano degli equivoci. La decisione del Latina è stata quella di coinvolgere Pietro Leonardi nel loro progetto sportivo, adesso le responsabilità sono loro. C'è stato il deferimento una settimana fa, e mi auguro di capire a questo che il procedimento a suo carico faccia piena luce. Il giudizio sportivo e quello penale deve servire a chiarire.

ULTRAS E STADI NUOVI - Altro tema toccato in conferenza è quello delicato dei tifosi: "Il calcio ha il dovere di tenere tutti dentro il confine della legalità, dando loro messaggi positivi e coerenti. Se la tifoseria va oltre, siamo noi i primi responsabili. Se siamo i primi a non essere educati, noi dirigenti, non possiamo pretendere che gli altri lo siano. Io non penso che gli Ultras siano tutti uguali, conosco personalmnete delle associazioni Ultras che hanno un'umanità incredibile. Bisognerebbe scegliere con razionalità. Vogliamo dei tifosi più civili? Costruiamo impianti più civili. Quando uno è delinquente non è tifoso, è delinquente e basta, il calcio non c'entra. Il problema non è il calcio perché quella è una persona, un cittadino". Sintetizzando l'Abodi-pensiero: qui la colpa non è del calcio, ma anche dello Stato. Poi si passa alla discussione che a Parma gravita da un po': il salto diretto in B. "Il doppio salto non è più possibile. Come lo è stato per la Fiorentina che ha avuto la possibilità di saltare due categorie. Per regolamento, è stato abolito. Il Parma deve fare con merito il suo percorso, come lo sta facendo. Secondo capitolo, le società in difficoltà. Abbiamo una classifica integra e il livello di disagio legato agli aspetti amministrativi non è grave e permette di avere due sole squadre con l'asterisco: Lanciano e Novara. Quest'ultima per scelta tecnica, forse, non ha pagato i mesi di maggio e giugno, quindi ha preferito essere giudicata a settembre da un'apposita commissione. Il Lanciano ha dei punti di penalizzazione e c'è un dislivello dell'andamento tra entrate e uscite. Ha preso una penalizzazione ma il budget è in piena regola. Il Vicenza si iscriverà al campionato, così come altre squadre. Non vedo problemi in questo senso. Crespo? Non credo che gli sia stato negato lo stipendio, perché una cosa del genere non è possibile. La moglie si espressa a più riprese e con diversi concetti: prima diceva che non prendeva un euro, poi che prendeva poco. Evidentemente la signora Crespo era rimasta legata agli stipendi di quando il marito giocava per il prestigio internazionale...". 

MINOTTI CHIOSA - Alla conferenza stampa c'era anche Lorenzo Minotti, direttore sportivo del Parma Calcio 1913: "Abbiamo molta pressione e voglia di scalare le posizioni in fretta. Il presidente ha parlato di messaggi e di cose nuove, speriamo di vederci presto laddove i tifosi e questa piazza meritano di stare. Io frequento la B da un anno e mezzo - spiega Minotti - per via di Sky, un campionato interessante e pieno di valori. C'è un rinnovamento negli stadi, Avellino, Cagliari, Como, Crotone si stanno attrezzando per avere dei nuovi impianti. Ci sono i fatti abbinati alle parole. Secondo me la B è qualcosa a cui noi dobbiamo ambire, perché ci piace quel calcio e quel modo di lavorare. Tornando alla partita, questa per noi è un'opportunità importante, vogliamo mettere in vetrina i nostri giovani e vogliamo anche guardare i giocatori che affronteremo, una squadra piena di talenti. Io sono legato a questa rappresentativa che chiamo l'Under 21 di B. Ho undici presenze, ho fatto qualche gol e sono forse quello più presente di tutti forse. Questa è una rappresentativa che ha un bel valore anche dal punto di vista tecnico. Noi ci approcciamo con il massimo rispetto e con la voglia di non prendere alla leggera un appuntamento simile. Loro avrebbero voluto giocare di martedì, hanno degli anticipi. noi abbiamo cercato di anticipare la partita di Imola, ma non c'è l'abbiamo fatta. Abbiamo voglia di essere competitivi e cercheremo di arrivare in fondo senza aver perso nemmeno una partita".

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