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Matteo Guazzo si prepara all'ingresso in campo - foto di Davide Fornari

Matteo Guazzo si prepara all'ingresso in campo - foto di Davide Fornari

Riscaldamento e lacrime di rabbia: il caso Guazzo esiste, la Lega Pro si allontana

Il centravanti non ha digerito i pochi minuti che Apolloni gli ha regalato. Nervi tesi e situazioni gestite male. Dall'entourage del calciatore filtra solo silenzio, ma martedì ci sarà un confronto

PARMA - Nonostante si cerchi di distorcere la realtà con argomentazioni convinte, per quanto ci si spossa sforzare a cercare di aggiustare le cose credendo a dichiarazioni di rito, forzate anche dal ruolo che si ricopre, nonostante si cerchi di spostare l’attenzione su altro, a oggi, un caso Guazzo esiste eccome. Esiste per il semplice fatto che lo hanno visto tutti quelli che erano allo stadio contro la Virtus Castelfranco, una partita quasi perfetta da parte della banda Apolloni che rischia di passare in secondo piano, almeno come il pari dell’Altovicentino che, di fatto, consente al Parma di stare tranquillo e smorzare le tensioni. Almeno quelle sportive, perché la gestione di certe situazioni non è sempre logica o, quanto meno è discutibile. Perché nell’epoca dei sociel network e dell’etere, di internet, si fa presto a rendere virale, anche per sbaglio, qualcosa che poi si spegne subito e si dissolve in una bolla di sapone. Non è questo il caso, perché il problema palesato domenica, nel 3-0 sulla Virtus, il Parma se lo porta dietro da un bel po’. Il problema Guazzo c’è, e bisognerà prenderlo di petto prima o poi, perché così non si può andare avanti. E Apolloni forse rimanda la discussione perché prima vuole vincere il campionato, poi cercare di risolvere le cose. Ma deve fare in fretta, altrimenti si rischia di far deflagrare una situazione, trasformando il tutto in una cosa difficile da gestire.

Certo, va detto che l’empatia con il Tardini, Matteo Guazzo non l’ha raggiunta nemmeno minimamente, e lo confermano i fischi (forse troppo facili, mossi dai pregiudizi), dei tifosi del Parma mentre l’attaccante entra in campo dopo la discussione avuta con Apolloni, plateale, fatta di gesti e di tensione che nessuno dei due ha mascherato. Sicuramente non aiuta questa situazione, non giova a Guazzo che, pronto da tempo, aspettava di essere richiamato da Apolloni per entrare in campo, come era stato progettato in rifinitura, dato che nel programma di recupero del tecnico figura anche il nome di Matteo. Uno che è stato preso per la Lega Pro, come lui stesso ha chiarito dopo l’eliminazione dalla Coppa. Da allora il centravanti  di opportunità ne ha avute tante, almeno la metà le ha sprecate, altre le ha buttate via per colpa della sfortuna. Multato, redarguito e messo di fronte alle sue responsabilità, Guazzo ha cercato di recuperare, mentre usciva lentamente dalle gerarchie. Zitto accettava le decisioni del tecnico, sembrando anche a disposizione totale. Fino a domenica, quando i nervi sono saltati e, prima di entrare in campo, ha mostrato tutta la sua fragilità, crollando e scoppiando in lacrime, dopo aver discusso animatamente con Apolloni. Perché gli era stato promesso uno scampolo di partita, qualora il Parma l’avesse incanalata per bene, e dopo circa quaranta minuti di riscaldamento, si è visto superare da Fabio Lauria, entrato in campo per Corapi e ha smesso di fatto di scaldarsi con convinzione. Ci sta, peccato che lo staff abbia ‘spifferato tutto’ ad Apolloni che non deve averla presa benissimo, nonostante gli avesse promesso dei minuti. E in preda alla tensione è successo, forse, l'irreparabile

Siccome non si sentiva chiamato per togliersi la tuta, è andato verso Apolloni, con convinzione, e gli ha chiesto spiegazioni. I due hanno discusso, il tecnico lo ha mandato a sedersi ancora, prima di richiamarlo rischiando di umiliarlo per soli 2’. Si è svestito ed è entrato in campo, accolto dai fischi, accumulando rabbia e sfogandola in lacrime dopo il triplice fischio. Consolato da Cacioli e Lucarelli, ha regalato la maglia a un raccattapalle ed è volato a farsi la doccia, lasciando lo stadio con il telefono in mano, mentre chiamava il suo agente. Per cercare di definire questa situazione. In vista di una Lega Pro che si allontana. Dal suo entourage c’è silenzio, solo silenzio, dalla parte di Apolloni si cerca di smorzare la tensione. Il ruolo impone ‘scuse’ ma per quanto ci si sforzi di distogliere la realtà, un problema Guazzo c’è.

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