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Parma 1913 | Super Zommers, a valanga anche contro i più scettici

Il portiere lettone ha convinto tutti, anche Apolloni che all'inizio non credeva in lui. Fulgoni ci ha scommesso parecchio, lo ha notato subito, come in passato aveva fatto per Buffon. "Ancora c'è da lavorare, questa pressione però mi fa bene"

Prendete un lettone di 18 anni, un ragazzo che sostanzialmente viene da un altro mondo. Prendetelo e portatelo a Parma, in Agosto, con un caldo che ti soffoca, una lingua che si attorciglia ed è nuova, un ambiente diverso, prendetelo e portatelo davanti a chi ha scoperto Gianluigi Buffon, il numero uno dei numeri uno... . Provate e vedete come reagisce. Minotti e Galassi lo hanno preso e lo hanno portato a Parma, al centro sportivo, in pieno Agosto, quando il caldo umido che ti toglie il respiro ti fa pesare anche i capelli che hai in testa. E' arrivato zitto zitto dall'Aarhus GF U19, una squadra danese immersa nella steppa. Il vento oceanico lo ha portato a Collecchio, dopo che Minotti e Galassi lo avevano visto su WyScout, il programma che raggruppa le caratteristiche di migliaia di calciatori.

E' arrivato su segnalazione di un agente, uno che lavorava a Carpi con Giuntoli, un tale Paolo Scotti, evidentemente uno che di calcio ne capisce eccome. E di portieri in particolare. Un ragazzone nemmeno tanto alto per essere portiere, ma muscolarmente a posto, fisicamente nella norma. Quando è arrivato per la prima volta si è guardato giustamente intorno, e per un attimo la domanda se l'è fatta: "Dove sono capitato?". Prima di atterrare in Italia, Kristaps aveva studiato il Parma, l'aveva visto in Danimarca prima e in Lettonia poi, quando è passato a prendersi la valigia e a metterci una foto della sua famiglia, prima di richiuderla e di decidere di mangiare prosciutto crudo anziché salmone per i prossimi due anni. Almeno due anni. Dopo un po' di afa, smaltita con qualche problemino di amnbiantamento, con 40 gradi, Zommers non aveva assolutamente entusiasmato, non riusciva a recuperare dagli allenamenti tosti a cui lo sottoponeva in maniera continua Ermes Fulgoni, uno che di numeri uno se ne intende.

Il troppo caldo non riusciva a farlo riposare per bene, come si deve e si sa che i ritmi del ritiro sono intensi e se non recuperi... . Con il passare del tempo, Kristaps il freddo non si è abbattuto e si è fatto avanti con grande disinvolura. In tre mesi e mezzo non ha mai smesso di arrampicarsi per arrivare a scalare una montaglia altissima. Un'escalation sensazionale, confermata in Nazionale quando prende 15,16 tiri a partita e fa 15, 16, parate importanti. Guardato con attenzione dall'Under 21 della Lettonia, Fulgoni dice che ha margini di miglioramento pazzeschi. Ed è veramente complicato fargli gol, perché la reattività è la sua arma migliore, perché copre la porta per bene e perché davvero da alla squadra una grandissima fiducia, rendendo imperforabile la difesa e garantendo una certa impermeabilità. Anche contro l'Altovicentino ha fatto un paio di miracoli, e se ha subito solamente due gol, su rigore, in 13 partite, qualcosa vorrà dire. Anche in allenamento, è difficile fargli gol. Domenica contro l'Imolese, Kristaps ha sfoderato almeno quattro parate decisive. Bravo a Zommers il freddo, bravi a Minotti e Galassi che hanno preso un lettone e lo hanno portato a Parma. Con grandissimi risultati.

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