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Viaggio nell'annus horribilis del Parma: un inizio da dimenticare, poi la rinascita (parte 1)

Il 2015 è agli sgoccioli e si porta via 365 giorni di eventi spiacevoli: da Taci-Giordano a Manenti, dalle dimissioni di Leonardi fino al fallimento. Bugie, promesse, proteste dei tifosi, partite sospese...

PARMA - Il 2015 sta per finire lasciando dietro di sè poche, pochissime gioie per i tifosi del Parma che hanno vissuto forse la stagione più brutta che ha coinvolto la loro squadra. In 100 e passa anni di storia, la gloriosa società crociata ne ha passate di cotte e di crude, ha vinto trofei, ha scritto pagine di storia indelebili e ha portato in alto il nome dell'Italia calcistica in tutto il mondo, prima di conoscere una fine orribile e di toccare il fondo, prima di avere la forza necessaria per rialzarsi e rinascere. Parmatoday.it ripercorre i momenti più significativi dell'annus horribilis che ha visto il Parma morire e rinascere. Da Taci a Manenti, tutto quello che è successo da gennaio a marzo.taci-2

Prima che scoppiasse tutto il marasma, all'inizio del viaggio che ha decretato la scomparsa del Fc Parma, Tommaso Ghirardi ha venduto la società in una trattativa lampo dai risvolti ancora oscuri, lasciandola in preda ai debiti e al caos per defilarsi e farsi da parte dopo che, sotto la sua gestione, il Parma aveva accumulato un numero di debiti impressionante. Una mannaia di 218 milioni di euro che ha decapitato la società facendola rotolare nel fallimento e nei meandri dei ricorsi, delle delusioni, e dello scoramento più totale. Eppure con l'operazione che ha visto cedere l'Fc Parma da Ghirardi alla Dastraso di Taci, si pensava che le cose potessero tornare a posto in pochi mesi. L'anno comincia pure bene, dal punto di vista sportivo: il Parma batte la Fiorentina al Tardini con gol di Costa sotto gli occhi della nuova proprietà. L'avvocato Giordano, colui che ha curato nei dettagli il passaggio di mano, è in tribuna d'onore, mentre il proprietario (se così si può definire) si nasconde tra i tifosi con una sciarpa al collo promettendo di fare le cose per bene. Rezart Taci sarebbe dovuto essere il garante di questa nuova rinascita, ma di fatto è stato colui che ha contribuito a far si che il Parma sprofondasse nel baratro. Mentre la squadra vince, i tifosi contestano Leonardi, ritenuto responsabile di tutto assieme al presidente Ghirardi. Che intanto era già 'scappato' e aveva passato la mano alla famiglia del petroliere albanese che il 12 gennaio manda Anika Taci, la sorella, a Collecchio per prendere visione dei conti. Tutto lascia pensare che le cose si sistemeranno e dopo la vittoria in campionato arriva anche quella in Coppa Italia con il Cagliari: 2-1 con Leonardi che comincia a rivedere un po' di luce: "I problemi societari - dice da un Hotel del calciomercato - sono risolti, ora pensiamo al lato sportivo". Questo il 14 gennaio, dopo la vittoria contro i sardi. Il giorno dopo arriva un primo regalo dal calciomercato, Antonio Nocerino. Palese segnale della volontà di Taci di ricomporre un puzzle che di li a poco avrebbe perso scelleratamente i pezzi. A questa situazione di totale confusione, fanno eco la speranza di un colpo di scena e le parole di Ghirardi che si difende: "Società pulità, senza debiti, vi invito a leggere i bilanci". Un coraggio barbaro quello del presidente che vanta il suo operato disastroso. La sorpresa di cui sopra, quella che si aspettavano i tifosi, arriva, ma in negativo. kodra-4-2Nella costruzione del CdA, il 22 gennaio, viene eletto come presidente un tale Ermin Kodra, giovanotto di 29 anni laureato brillantemente all'università in Economina e Commercio. Esperto di conti, conoscitore di lingue e lavoratore infaticabile (celebre il suo motto 'lavoriamo 14-18 ore al giorno') il ragazzone sarà stato pure competente, ma ha mostrato parecchi limiti sin da subito. Dopo quattro giorni dalla sua elezione, con dietro Taci che manovra i fili ancora per poco, il 26 gennaio il Parma perde in casa con il Cesena. La partita della svolta in negativo. Partita e speranze di salvezza si vanno a far benedire in un solo colpo. Il Parma quel giorno ha perso tutto, anche Cassano che, dopo la messa in mora della società di qualche giorno prima, rescinde il contratto e scatena negli spogliatoi un polverone pazzesco. Nel mezzo della mischia, si paventa un effetto domino e una rescissione di quelli più in vista, il tutto corredato da un malore (finto o reale?) di Leonardi che si fa ricoverare alla Città di Parma per problemi cardiaci.

Il 7 febbraio Ermin Kodra pone fine al suo regno. Taci,dopo aver controllato i conti, (versione ufficiale), lascia e da ordine ai suoi di ritirarsi. Il presidente si dimette dopo pochi giorni mentre avanza imperterrito un personaggio grottesco di nome Giampietro e di cognome Manenti, che si trascina dietro un altro 'campionissimo' arrivato con la qualifica di super manager. Fiorenzo Alborghetti, una coppia che ricorda Fantozzi (per la scia negativa che si trascina Manenti) e Filini (per evidenti somiglianze di Fiorenzo con il ragioniere).manenti12-3Il 9 febbraio altro passaggio di consegna: cambio di proprietà ufficializzato in una conferenza stampa fiume (11 febbraio) che evoca cose dell'altro mondo. Al passo del motto 'Fidatevi di me!', Manenti si prende il Parma con un'operazione tanto veloce quanto indecifrabile e si diverte a fare il presidente di una squadra ridotta allo sfinimento. Sia economicamente che emotivamente, con i giocatori stanchi e scocciati da promesse che di fatto non sono state mai mantenute. Il 18 febbraio, con i soldi che latitano e non arrivano a saldare le incombenze, i Pm chiedono il fallimento del Parma con la data per l'udienza fissata al 19 marzo. Si indaga per banca rotta fraudolenta. Una volta scoperti gli altarini, con i tifosi imbelviti, il 22 febbrario scatta la protesta sotto casa di Leonardi, con il presidente Federale Tavecchio che lo invita a portare i libri in tribunale. La situazione si aggrava e il 26 febbraio arriva la notifica dell'indagine per banca rotta fraudolenta. Scende in campo il sindaco, Federico Pizzarotti che mobilita le forze della città cercando di ostacolare in tutti i modi la trattativa scellerata condotta da Manenti che corre veloce per recuperare i bonifici (mai esistiti). Pizzarotti minaccia addirittura di chiudere il Tardini, con la situazione che scappa di mano il 27 febbraio, quando esplode la contestazione.

VIDEO - Manenti scappa a bordo dell'auto della Polizia

Manenti atteso in Municipio, dal sindaco, ha la brillante idea di percorrere a piedi il tratto da via Repubblica fino all'ufficio del primo cittadino. I tifosi contestano, lo assalgono e lo invitano a lasciare. Si sfiora la rissa, sedata dalla Polizia che 'libera' Manenti evitandogli il linciaggio. Scortato, il presidente del Parma sale nella macchina delle forze dell'ordine e viene accompagnato. Qualche giorno dopo comincerà a seminare dubbi sulla sua operazione e a cercare di accelerare il tutto per mezzo di soldi che sarebbero dovuti arrivare tramite carte di credito clonate. A monte un'oragizzazione criminale che aveva interessi in tutto il mondo, che ha cercato di usare il Parma e la figura di Manenti come 'lavatrice' per ripulire guadagni sporchi. Coinvolti anche i vertici della Guardia di Finanza di Parma.curatorifoto2-2

VIDEO - La protesta dei tifosi sotto casa di Leonardi

Il 4 marzo Leonardi si dimette e 'scappa'. Il coraggio non è stato certo il suo forte, si è nascosto dietro problemi di salute (frequenti i ricoveri in ospedale) e dietro le situazioni ambientali sfavorevoli. Il 5 marzo parte l'indagine a Ghirardi per banca rotta fraudolenta. Intanto si continua a giocare,  quello con l'Atalanta è un buon test per scaricare i nervi e la tensione. Ma a causa di stipendi non pagati e ritardi nei saldi delle pendenze, venerdì 13 marzo 2 punti di penalità con conseguente inibizione per Ghirardi e Leonardi. Il culmine si tocca mercoledì 18 marzo con l'arresto di Manenti, che causa un effetto domino devastante. Il giorno dopo, il 19 marzo, il tribunale di Parma dichiara fallita la società con un buco di 218 milioni. Da qui in avanti si tratterà con i curatori fallimentari, Anedda e Guiotto...

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