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Alessandro Lucarelli - Foto D. Fornari

Alessandro Lucarelli - Foto D. Fornari

Parma, a Palermo pesano gli errori arbitrali ma quei venti minuti...

Anche se il gioco non è ancora fluido abbiamo assistito a una lenta ripresa. Questa volta le occasioni ci sono state

Il Parma è tornato a lavorare dopo il pareggio di Palermo. D'Aversa e i suoi, atterrati in serata domenica, lunedì mattina erano sul campo per preparare la gara con il Pescara di Zeman sconfitto dal Cittadella. E' ancora tanta l'amarezza per i crociati che si sono visti 'scippare' (è il caso di dirlo), due punti al Barbera. Oltre a qualche occasione che poteva essere meglio sfruttata, il Parma era riuscito a passare in vantaggio a una manciata di secondi dalla fine, con Gagliolo riscopertosi domenica goleador. Però Sacchi, l'arbitro dell'incontro, ha incredibilmente annullato il gol del difensore dopo che un altro difensore, Lucarelli, con una rovesciata beffarda aveva colto la parte superiore della traversa spiazzando Pomini. E rendendo appunto giocabile quel pallone che Gagliolo con grande tempismo aveva calciato in porta. Non si sa ancora per quale motivo l'arbitro abbia annullato il gol, ma la decisione ha penalizzato fortemente i crociati che lamentano anche un calcio di rigore. Quello su Baraye nel secondo tempo, atterrato platealmente da Morganella mentre stava involandosi verso la porta.

Ma al di là degli episodi, che è sempre facile giudicare dopo, il Parma avrebbe meritato la vittoria perché nella ripresa è stato più frizzante e ha creato senza subire tanto il Palermo che vantava un undici non male, nonostante le tante assenze 'compiante' per tutta la settimana e anche prima. Con mozioni e richieste, i rosanero hanno scomodato persino il sindaco di Palermo Leoluca Orlando per cercare di far slittare una partita che comunque, vuoi o non vuoi, in rispetto del regolamento e delle altre squadre, doveva giocarsi. Senza soffermarci ulteriormente sulle polemiche e sugli episodi, che hanno inciso pesantemente sull'andamento della partita, il Parma ha concesso i primi venti minuti, quasi come fa sempre, denunciando tutti i suoi limiti nell'iimpostazione del gioco e dell'azione. Tedino è andato a prendere con i due attaccanti Embalo e La Gumina, Gagliolo e Lucarelli, i difensori delegati alla fase di impostazione e in più Scozzarella francobollato da Coronado, non poteva liberarsi più di tanto in fase di impostazione. E a Frattali, che ieri si è disteso anche bene su un calcio di punizione di Coronado, non restava che calciare lunghissimo dato che le due mezze ali, Dezi e Barillà, erano in giornata no (come dimostra la dormita del numero 33 su pressing di Dawidowicz che ha causato il gol del vantaggio palermitano).

Con il Parma che ha faticato a giocare, abbiamo detto, le azioni pericolose dei crociati non sono mancate nel primo tempo. Nate quasi per inerzia, sempre su lancio lungo quando Lucarelli veniva lasciato libero di impostare, sono capitate sui piedi di Emanuele Calaiò che due volte con il mancino ha trovato una grandissima risposta di Pomini. L'altra da rimessa laterale che ha liberato per la prima volta in partita Di Gaudio andato al tiro dopo minuti passati a trovare la zolla giusta dalla quale fare male prima di lasciare il posto a Luca Siligardi. Più vivo rispetto al solito ma poco incisivo come nelle uscite precedenti, Di Gaudio ha avuto il solo merito di causare l'ammonizione di Bellusci che preso in contro tempo ha allargato l'alettone ostacolando la corsa del palermitano verso la porta di Pomini. Il gol è arrivato su calcio piazzato e questa non è una notizia. Su sette centri messi a segno dalla squadra di D'Aversa, il Parma ne ha realizzati sei da palla inattiva o da sviluppi, cinque con tre difensori e uno con un centrocampista. E questo alla lunga può suonare come campanello d'allarme, soprattutto se in qualche partita i difensori si dimenticano di fare gli attaccanti... . 

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