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Alla scoperta dell'Albinoleffe | Squadra forte e aggressiva, con Loviso che...

I bergamaschi hanno una gara in meno, ma non hanno mai perso fino ad ora

Imbattuto, con due punti in meno rispetto alla corazzata Parma che ne ha otto, l’Albinoleffe arriva al Tardini con una partita in meno e con tanta voglia di stupire. Senza nulla da perdere, con tutto per fare una partita spensierata tipica di chi va a giocarsi le sue chanches senza pretese. Che poi magari viene fuori il partitone della vita, come spesso siamo abituati a vedere in un Tardini che prepara la sua solita accoglienza da brividi.  Sperando di guadagnare magari anche qualche briciola, la squadra di Alvini è pronta al ‘debutto di fuoco’ in un campo che sicuramente vale di più degli altri. E dà qualcosa in più degli altri. Giocare al Tardini, subirne l’effetto e sentirsi l’onda di diecimila persone che sostengono la squadra di casa non deve essere facilissimo, per nessuno, tanto meno per l’Albinoleffe che fino ad agosto inoltrato era con un piede e mezzo, forse anche due, nel campionato di Serie D. I bergamaschi sono stati ripescati, hanno fatto mercato in venti giorni, si sono messi a posto e tentano anche quest’anno di salvarsi la pelle. Con un impianto di gioco assai collaudato, malgrado siamo solo alla sesta giornata. Con un tecnico amante del 3-5-2 e con giocatori ‘senza nome’ ma con grandissima voglia di giocare un calcio offensivo, palla a terra, di mantenersi corti e di verticalizzare subito. Alvini è un toscanaccio doc, amante della tattica e cultore profondo di un sistema di gioco interpretato alla maniera di Mazzarri, un altro professore del 3-5-2. Il gioco si sviluppa molto sugli esterni, con il coinvolgimento totale della mediana che quando è in fase di non possesso arretra ovviamente gli esterni e anche le mezz’ali che vanno a dare man forte alla fese difensiva. Quando invece i ragazzi di Alvini hanno il pallone tra i piedi è tutta un’altra storia. Scontato dirlo, forse, ma Apolloni che ha studiato tutto per filo e per segno, sa in cuor suo che i pericoli potrebbero essere molteplici. Esterni veloci, mezz’ali che si buttano dentro e gioco corto e aggressivo. Partendo dai difensori feroci nel pressing e nella marcatura. Davanti a loro gioca Loviso, uno che il pallone lo sa trattare bene, uno che ha avuto esperienze importanti nel calcio che conta. Che ha assaggiato la Serie A con il Bologna, e he ha rischiato anche di vestire crociato, dato che nel 2013 nella rete della pesca a strascico ci è finito pure lui. Oltre a Loviso, sicuramente il giocatore più in vista, ci sono delle mezz’ali dinamiche e brave a inserirsi negli spazi che gli attaccanti creano con i loro movimenti. Gli esterni sono di gamba, veloci e attenti anche alla fase difensiva, pronti a servire gli attaccanti. Il più temibile è Virdis, attaccante fisicamente forte, bravo sulle palle alte e ad accorciare sulla seconda palla.

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