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Parma, arriva Krause. Dal progetto definitivo dello stadio a Kum&Go: i piani del presidente

Il patron è atteso per la partita contro il Südtirol. Dagli Stati Uniti circolano voci relative alla vendita delle quote della sua azienda, in grande crescita. Parte dell'eventuale ricavato sarebbe reinvestito per rinforzare il club

All'alba della 45esima sconfitta dell'era Krause, maturata contro il Pisa, è spuntato uno striscione nel cuore della Curva Nord indirizzato al presidente in persona. Poche parole con le quali i tifosi crociati hanno chiesto al patron di palesarsi. 'Where are you" scritto con lettere gialle su sfondo blu. Krause, che manca da circa un mese a Parma, sta curando in prima persona gli affari di famiglia in Iowa ma presto sarà in città: è atteso per la partita contro il Südtirol, in programma l'11 marzo. Sono giorni cruciali per il patron americano che da un lato sta valutando - secondo Reuters - la cessione delle quote dell'azienda di famiglia, la Kum&Go che suo nonno aveva messo in piedi più di 60 anni fa trasformata dal patron del Parma in un autentico impero che lo ha reso uno degli imprenditori più ricchi degli Stati Uniti; dall'altro analizza attentamente la questione Stadio, ormai arrivata al sodo dopo il percorso partecipativo organizzato dal Comune di Parma e dal club. E questo rappresenta una notizia ottima per i tifosi del Parma: l'impegno a lungo termine di Krause è testimoniato anche dall'accelerazione che l'americano è convinto di dare nei prossimi mesi ai suoi progetti infrastrutturali, quali l'ammodernamento del Centro Sportivo di Collecchio e il rinnovo del Tardini. Per quest'ultima operazione, sul tavolo dell'imprenditore americano ci sono fondamentalmente due temi di discussione che riguardano il cantiere e la durata dello stesso, dando per scontato che abbia esito positivo l'analisi del progetto definitivo di restyling dell'impianto. 

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Durante il percorso partecipativo sono emerse alcune perplessità: il progetto prevede la demolizione dell'intero edificio. Questo richiederebbe molto più tempo per completare la ristrutturazione che diventerebbe - in tal caso - la costruzione dell'impianto ex novo. Krause e i suoi stanno cercando di capire come procedere per evitare di doversi allontanare troppo tempo da Parma. Il rischio sarebbe quello di annacquare ulteriormente il già debole interesse dei tifosi nei confronti di una squadra che, da quando ha in capo il management americano, ha perso il 43,7% delle partite (45 su 103) di campionato. Procedere per stralci tenendo buone come sedi Piacenza e Cremona in caso la squadra rimanesse in Serie B, potrebbe rappresentare un piano alternativo importante che Krause e i suoi stanno valutando in queste ore. Se invece il Parma dovesse tornare in Serie A, alla già citata Cremona si aggiungerebbe la sede di Bergamo. In nessuno di questi centri, infatti, sorgerebbe il problema del cosiddetto ordine pubblico. Ogni ipotesi è in fase di studio. Entro la primavera, se non prima, è previsto il deposito del progetto definitivo e allora se ne saprà di più. L'iter, dopo il deposito, prevede l'apertura della conferenza dei servizi che in 60 giorni e non in 120 (procedura snellita grazie alla modifica della Legge Stadio in atto dal 1 gennaio di quest'anno), darà una risposta definitiva. La palla passerà poi al Comune di Parma, chiamato a convocare tutti i soggetti che devono esprimere dei pareri sul progetto: dalla Sovrintendenza al Settore Sport e Opere Pubbliche. Se il parere di tutte le parti in causa, gli stakeholders per dirla alla KK, sarà positivo servirà solo l'ultima autorizzazione da parte della Giunta Comunale. Un passaggio che sembra essere una formalità. Il presidente, quindi, è pronto a rilanciare e la ristrutturazione del Tardini rappresenta in questo senso un tassello fondamentale per certificare la sua vicinanza al mondo Parma. L'altro, ma qui siamo ancora a livello di indiscrezioni che giungono da gente vicina a Krause, sarebbe rappresentata dai proventi che deriverebbero da un'eventuale vendita della Kum&Go, parzialmente destinati a rinforzare le casse crociate. In attesa che si identifichi, ma non è una priorità al momento, la figura che deve sovrintendere l'Area Sport, i tifosi auspicano in un cambio di rotta sul piano dei risultati.

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