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Parma | Il tempo stringe, l'asta tra poche ore, chi compra? Cassano ha firmato per il sì

Tre, quattro gruppi interessati, ma difficilmente si avvicineranno alla data room. Intanto sempre più attivo il lavoro dei curatori per abbassare il debito sportivo. L'appello del sindaco Pizzarotti

Un velato ottimismo prima dell'ultimo scatto, squarciato dal tempo che di certo non gioca a favore di un Parma che spera e aspetta. Di nuove firme,  per intenderci quelle sperate da parte dei dissidenti, niente, nemmeno l'ombra sui moduli dei curatori chiusi in ufficio tra Viale Mentana e Collecchio a scartabellare e telefonare. In attesa di Amauri (ancora a lavoro con i suoi avvocati, ma per quanto?), Cassano e Felipe, Zaccardo e Modesto, Marchionni (sempre orientato verso il no nonostante l'opera di proselitismo di Melli), il debito sportivo rimane alto. Con la firma dei cosiddetti dissidenti scenderebbe a 24-25 mln ma l'autografo non c'è ancora. E giovedì c'è l'ultima asta per chi vuole comprare un Parma che secondo molti è un affare. Tra crediti per il paracadute retrocesse e dritti tv, il compratore ne riprenderebbe molti, ma il problema resta sempre il gap da colmare con i numerosi calciatori da gestire e convincere. In caso di offerte, comunque le buste verrebbero aperte solo venerdì,  mentre il 28 si conoscerà solamente il numero di partecipanti. Che si spera non sia zero. 

L'APPELLO DI PIZZAROTTI. 'NON POSSIAMO PIU' TOLLERARE INVADENZE AFFARISTICHE' - "Mancano ormai poche ore -commenta il sindaco- all'ultima attesa asta che potrebbe segnare un momento decisivo sul futuro della società Parma Calcio, anche se siamo tutti consapevoli che potrebbe non trattarsi del capitolo conclusivo di una storia che lascia molta amarezza per come è nata e per come si è sviluppata. Nessuno, oggi, è in grado di dire come finirà. 

Tuttavia, come rappresentante di una intera città, credo sia doveroso fare appello a tutti coloro che possono fare qualcosa per salvare la società: il Parma Calcio è un valore aggiunto  per l'intera comunità e avere una squadra fra le protagoniste assolute del calcio italiano ed europeo ha sicuramente prodotto effetti positivi ben oltre l'ambito puramente sportivo.

Mantenere la squadra nella divisione cadetta significherebbe tenere viva la speranza di poter riportare in tempi brevi a Parma il calcio in serie A, e comunque mantenere nel frattempo una presenza ragguardevole e degna di considerazione, e sopratutto significherebbe non rendere vani la disponibilità dei giocatori,  dei dirigenti e dei dipendenti  che hanno lavorato in queste settimane garantendo la regolarità del campionato, e dei tifosi che non hanno mai lasciato sola la squadra neppure nei momenti più difficili. 

Per questo mi sento di ringraziare i giocatori, l'allenatore e i dirigenti che hanno onorato la maglia fino all'ultima giornata al di là dell'interesse personale, gli stessi tifosi che hanno affollato le tribune del Tardini e seguito la squadra in trasferta, ricevendo in cambio anche non piccole soddisfazioni come la vittoria sulla capolista Juventus, i curatori fallimentari e i loro consulenti che hanno operato per ridurre il debito sportivo e cercare una soluzione per piazzare la società sul mercato, con l'auspicio che il loro lavoro abbia esito positivo.

Comunque vada, anche se dovessimo ripartire dalla serie D, il Comune resterà al fianco della società e della squadra al di là del titolo sportivo e del campionato che sarà chiamata a disputare. Ma lo diciamo fin da subito: chi si avvicina alla squadra lo dovrà fare nel rispetto dei valori dello sport e della città che ben li esprime e che non può più tollerare il rischio di invadenze affaristiche dettate da poco chiari interessi personali".

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