Parma | Processo ai crociati: di chi è la colpa? Scala: "Non servono ribaltoni"

L'involuzione dei ducali è preoccupante e ha messo nel mirino dei tifosi anche Donadoni, fino ad oggi sempre difeso. La gara con l'Atalanta sarà fondamentale per riemergere. L'ex tecnico crociato a ParmaToday: 'Se la squadra lo segue ne usciranno presto"

Mister Donadoni

Immaginate un'aula giudiziaria, all'interno un giudice e l'imputato di fronte, che si sfidano. Nervi tesi e prove; ci sono anche una difesa e un'accusa, con un testimone. C'è la versione di Donadoni, quella di Leonardi che stravolge la versione e, infine, i tentativi di Ghirardi di tenere tranquilli tutti. Gli imputati sono loro, assieme alla squadra. Il presidente però crede che il Parma ne uscirà "pulito", subito. Intanto sul luogo del misfatto, c'è una gruppo che non è morto, per carità, ma che latita. Bene, il processo al Parma comincia così, con la confessioovarsi e che, psicologicamente è giù, come il Polo Sud. "Ragazzi, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo sodo", questo il dictat di Donadoni alla ripresa degli allenamenti, dopo l'ennesimo scatafascio, il terzo consecutivo contro una squadra in dieci. Essere pronti, per forza, alla ripresa del campionato. 

ACCUSA - Il tecnico non riesce a entrare nella testa dei calciatori, al minimo segnale di sofferenza, essi crollano come un castello di carta. Niente sicurezza, 16 gol in 6 gare non sono un buon segnale. Calciatori che, di colpo, sembrano essersi dimenticati di come si giochi a calcio. E di come ci si comporti in determinate situazioni. Ben 9 gol su 16 il Parma li a subiti nei primi tempi, segno che l'approccio non è positivo. Dove sta la rabbia sportiva, la grinta che Donadoni va predicando? Non c'è, colpa di una fragilità emotiva che non riesce a far fronte alle difficoltà. Il 4-3-3 di Donadoni non funziona più, troppa distanza tra i reparti, difesa scoperta e vulnerabile, centrocampo che pensa a cucire senza fare scudo, giocatori non all'altezza, chi per usura (Lucarelli ha giocato troppo), chi per ambientamento (Lodi), poche soluzioni affidabili e giovani che non hanno convinto (Ristovski). Difesa poco protetta, quindi, rinforzarla, magari tornando al 3-5-2 con giocatori di ruolo sulle fasce, De Ceglie lo sa fare il tornante, meglio dell'esterno alto, oppure proteggerla meglio con degli schermi veri, e uno tra Jorquera e Lodi. Per ora un'identità tattica troppo confusa, zero certezze e i Boys che cominciano a perdere la pazienza...

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DIFESA - Se questi sono i capi d'accusa, la difesa, strenua, di un Parma ultimo in classifica, può basarsi su elementi validi: preparazione e aspettative... tradite. Donadoni non è uno che parte forte, ma nemmeno tanto lento e male. In queste due settimane avrà il compito di portare al top tutti, con il suo staff di primo ordine saprà tirarsi fuori da questa situazione, anche se il problema non sembra tanto atletico, quanto psicologico. Il gruppo è con lui, ma ha bisogno di certezze e di ritrovare quella rabbia tipica di chi deve conquistarsi la pagnotta. Attraverso magari, due calciatori fondamentali nel gioco di Donaodoni: Lodi e Belfodil. Il primo deve ritrovare la condizione fisica e la giusta tranquillità. La sua preparazione differente lo ha costretto a partire con il freno a mano tirato, ma questa settimana deve lavorare sodo, Donadoni gli farà da psicologo, lo ha voluto lui e lui lo deve tirare su. Belfodil deve ritrovare se stesso. Sembra assente, sembra tutto tranne che un calciatore. Due stagioni fa, ad andare di traverso, furono pizze e kebab, oggi il tecnico, con il quale ha avuto dei dissidi alla prima stagione in crociato, gli fa fare l'ala. Lui gradirebbe più starsene davanti ad aspettare la palla e a fare gol, sa che con Cassano può fare bene. Un cambio di modulo, forse, lo aiuterebbe in questo senso.

SENTENZA - La difesa poggia su questi argomenti, la sentenza ancora non è arrivata, in definitiva, ma Ghirardi, che mercoledì fa visita alla squadra, ha parlato con tutti, Donadoni compreso, lo ha rassicurato e ha strigliato bene i calciatori, invitati a prendersi le proprie responsabilità e a darsi una svegliata. Bisogna attendere altre domeniche, probabilmente fino agli inizi del mese prossimo, quando il calendario fitto di impegni con le grandi, darà una risposta definitiva al presidente. Per ora, Donadoni è assolto.

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IL TESTIMONE - Intanto l'ex tecnico del Parma Scala è il testimone in questo processo immaginario e vede la vicenda da un'altra prospettiva. La sua sapienza tattica e una vita passata nel calcio ne fanno uno dei pareri migliori: "Non penso che sia il caso di effettuare ribaltoni -ha dichiarato a ParmaToday- la guida tecnica non va cambiata. Donadoni è un allenatore molto preparato e grazie alla sua professionalità e alla squadra riuscirà a tirarsi fuori da questo pasticcio. Il problema non è nè il modulo nè la squadra perchè la rosa è di alto livello. Ho visto molti errori individuali che hanno compromesso partite e hanno fatto perdere un sacco di punti. Il problema è psicologico: manca tranquillità. Finchè la squadra lo segue il problema non sussiste però quando si accorgerà che questo non avviene più meglio farsi da parte, ma non è questo il caso. Evidentemente si credono più forti di quello che sono, anche perchè la squadra ha una rosa altamente competitiva e sono sicuro che riuscirà a risolevvarsi. I calciatori del Parma sono tutti di qualità, compreso Belfodil, che a mio avviso è uno dei talenti più promettenti. Perchè non rende? Evidentemente non ha trovato la collocazione tattica giusta. Sono sicuro che Donadoni ci saprà lavorare

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