Parma, il gruppo sano e la vittoria cancellano le tensioni

In un allenamento di rifinitura, rigorosamente a porte chiuse, ci sarebbe stato un chiarimento, acceso sì ma nella norma, tra Donadoni e Cassano. Ma dopo la bella vittoria contro l’Atalanta dopo una gran partita, ha stretto la mano al mister

"In questa squadra c’è gente che da tutto per la maglia”. La soddisfazione è dipinta sul volto di Pietro Leonardi al termine di una partita che sembrava facile ma non lo è stato per nulla. E le sue parole sono senza peso, un peso, quello di una vittoria cercata e trovata al quinto tentativo, che rischiava di soffocare una squadra che, dalla prima giornata, è costretta a giocare senza il suo leader, Paletta, e si vede. 

E le conseguenze di queste prime uscite non sono incoraggianti, compresa la sfida contro un’Atalanta frastornata, a un passo dal precipizio nel primo tempo, e poi aiutata a risollevarsi da un Parma, e da Amauri, poco cinico e tanto benevolo che sembra voglia complicarsi la vita a tutti i costi. E la scorpacciata di golassi serve a cancellare, in parte, le incertezze difensive mostrate da una squadra ancora in costruzione, ma che almeno ha espresso un atteggiamento, finalmente, da squadra che sa lottare. Perché quattro gol non li fai per caso.
 
“E se qualcuno avesse dei dubbi sull’unità del gruppo – spiega Leonardi – vada a guardarsi le esultanze”. In effetti c’è tanto calore negli abbracci di una squadra che punta sul collettivo e vuole giocarsi le sue carte. E pazienza, se a volte, i nervi saltano, vedi Amauri in campo che si è scagliato contro l’arbitro o una discussione, tra Cassano e Donadoni, colui che forse più di tutti lo ha voluto al Parma. Dopo Catania e la sostituzione, il momento non è dei migliori, in un picco di tensione, testimoniato anche alla vigilia della sfida con l’Atalanta in una conferenza stampa movimentata del mister, FantAntonio non l’aveva presa bene.

Ma era inevitabile la sostituzione, per il bene della squadra, come dice Donadoni. E in un allenamento di rifinitura, rigorosamente a porte chiuse, ci sarebbe stato questo chiarimento, acceso sì ma nella norma, tra tecnico e giocatore. In seguito ad un rimprovero Donadoni gli avrebbe detto di tenere più viva l’attenzione, Fantantonio non la avrebbe presa bene, una parola tira l’altra e da qui sarebbe scaturito uno pseudo-litigio, un confronto, prontamente rientrato. Cose che succedono tra allenatore e giocatore.

E nella vittoria contro l’Atalanta Cassano, sostituito per motivi tattici e per esigenze, dato che la squadra era in dieci, dopo una gran partita, ha stretto la mano al mister. Tutto rientrato, la vittoria ha aiutato e le certezze che stanno riemergendo, serviranno a questa squadra per affrontare i prossimi impegni nella massima serenità. Magari aspettando anche il rientro di Paletta che, vista la prova difensiva di ieri, diventa sempre più indispensabile. 

Individualmente i tre dietro sono stati accettabili, ma se si calcolano i movimenti di squadra beh, non è stato proprio il massimo. 
Benalouane ha messo lo zampino in almeno due dei tre gol dell’Atalanta, Pedro Mendes ha mostrato personalità ma deve affinare, giustamente, l’intesa con i compagni. A centrocampo il rientro di Gargano si è dimostrato un toccasana, le geometrie si sono viste in parte e poi, quel Parolo. Unica nota stonata, assieme ai gol presi e al secondo tempo condotto in affanno, è rappresentata dai nervi scoperti di Amauri che non ha ancora trovato il gol dopo cinque giornate.

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