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Parma con l'acqua alla gola: serve il miglior Gervinho

Senza Inglese due vittorie (contro Empoli e Genoa) e due sconfitte (Atalanta e Roma). Tocca all'ivoriano fare il centravanti

Appesi a Gervinho: e alla sua voglia di stupire. D’Aversa e il Parma si aggrappano con decisione alla velocità dell’ivoriano eletto dagli stessi compagni a simbolo e trascinatore. E’ questo il momento della stagione in cui la personalità carismatica di Gervinho deve uscire. Emergere e venire a galla indenni da un mini ciclo infernale aiuterebbe ad affrontare quel che resta della stagione nel migliore dei modi. Tre sfide in otto giorni contro Atalanta, Frosinone e Torino, poche certezze e tante speranze.  

D’Aversa, che è tutt’altro che fortunato, deve cavare anche stavolta il sangue dalle rape e cercare di metterci raziocinio nelle scelte, nel presentare le alternative giuste in un momento delicato del campionato, dove il Parma deve macinare più punti che può e guardare (se aiuta) al risultato delle concorrenti dirette, impegnate in questa settimana una contro l’altra. Chi meglio di Gervinho può essere l’uomo dello sprint? Il tecnico in settimana, come sempre, ci ha parlato, lo ha responsabilizzato e da sabato lo farà ancora di più per farlo sentire parte centrale di un progetto che fa leva su di lui e che conta molto anche su gente come Bruno Alves e Scozzarella, l’ossatura di una squadra che ha perso Biabia e Inglese nel momento migliore, costretta a rimboccarsi le maniche e a lavorare diversamente, magari cambiando anche qualche concetto di gioco dato che gli interpreti, per forza di cose, non saranno più i soliti.

L'alternativa naturale di Inglese è rappresentata da Fabio Ceravolo, nove vero di fronte a quello 'falso' che a turno può essere rappresentato da Siligardi (come contro la Roma) o da Gervinho (che lo ha fatto nella sfida persa contro i giallorossi) che dà il meglio se parte dall'esterno. Nella settimana decisiva D'Aversa punta con decisione a rivitalizzare il gruppo e a dare una grande responsabilità a Gervinho. L'uomo squadra adesso è lui. 

Il Parma senza Inglese ci è rimasto solamente quattro volte: in due, contro Empoli e Genoa, ha razziato il nemico e fatto bottino pieno. In altre due occasioni, contro Atalanta e Roma, ha subito 5 gol, perso due volte e non ha visto la porta, andando a casa con zero gol. Erano altre situazioni, altri stati d’animo e soprattutto di forma. Nell’altra occasione in cui il Parma non ha avuto a disposizione il suo attaccante principe, nella partita con il Frosinone, quando l’ex Chievo giocò per 11’, D’Aversa portò a casa uno 0-0 brutto che comunque rappresentava una mezza vittoria perché aveva dovuto combattere in dieci per gran parte della gara vista l’espulsione di Stulac. Il Parma adesso ha bisogno di certezze, soluzioni alternative ai soliti uomini e alla solita tattica impostata sulla protezione di Inglese e sulla profondità di Gervinho, che resta l’altra arma a disposizione di D’Aversa, sfortunato a perdere anche Biabiany nello stesso periodo.

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