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Yves Baraye -foto D. Fornari

Yves Baraye -foto D. Fornari

Parma, Baraye manda in panchina Evacuo? Apolloni: "Ci saranno modifiche"

Felicione dovrebbe accomodarsi fuori per la terza volta di fila: "Una crescita ed una continuità sotto tutti i punti di vista. Abbiamo analizzato ciò che non ha funzionato, siamo andati troppo a corrente alternata finora"

Il Parma arriva alla sfida con il Fano con qualche scoria che si porta dietro dalla partita con il Mantova. Una gara vinta per 1-0 in cui ancora l'eco di qualche fischio si sente. Soprattutto si sente quello che Gigi Apolloni ha detto dopo la gara contro il Mantova. "Soffriamo il Tardini". Esternazione forte, forse dettata dalle mille emozioni che si vivono durante una partita di calcio. Fatto sta che il tecnico ha messo in luce una situazione che sembra non appartenga alla squadra, almeno a sentire le parole dei protagonisti che in settimana si espongono. Mediaticamente e sul campo. I tifosi hanno fatto sentire la propria voce con il consueto comunicato settimanale che fa il punto della situazione e spiega l'umore della tifoseria organizzata: la squadra non si fischia, si sostiene. Questo in sintesi il messaggio della Nord che non ha preso bene gli scarsi progressi che il Parma ha fatto vedere sul gioco, assodato, ma che si tiene i tre punti e difende la squadra a spada tratta. Probabile che questa settimana faccia bene a Gigi perché si gioca lontano dalle mura amiche e quindi quella pressione, che si vede ance fuori se per pressione si intende macanza di lucidità e non sapere cosa fare in certi momenti, non dovrebbe esserci. Con diversi acciacchi e una condizione fisica generale da sistemare, il Parma punta forte sul rientro di Mazzocchi che non dovrebbe partire titolare. Con Garufo, Guazzo e Benassi out, Apolloni è costretto a pescare dalla panchina e affidarsi a chi ha giocato meno. E potrebbe affidarsi a un 3-5-2 con Nocciolini e Baraye in campo. Il primo che si gioca una maglia da titolare proprio con Mazzocchi, ormai recuperato ma che non ha i novanta minuti nelle gambe, il secondo che invece scalpita e insidia Evacuo vicino alla sua terza esclusione di fila. E chissà come la prenderebbe lui che in settimana ha provato vicino a Melandri e appunto Yves. Che dovrebbe, a questo punto, fare da spalla a Calaiò, per cercare di sfruttare il gioco dell'Arciere a uscire dalla zona calda e a giocare il pallone lontano dalla porta. Favorendo magari gli inserimenti dei compagni che sprinteranno in direzione dell'area di rigore di un Fano che ha sette punti e che l'ultimo di questi lo ha meritatamente strappato alla Feralpisalò. Baraye può dare profondità e rapidità, potrebbe risultare fatale in zona gol e soprattutto leggere facilmente i gli inviti del compagno. Certo, si perderanno forza e centimetri in area di rigore, ma si avrà velocità, si spera. E' il terzo ruolo che Baraye, se gioca, va ad occupare in undici partite. Comincia da mezz'ala, poi si sposta sull'esterno e torna in mezzo di nuovo prima di improvvisarsi come seconda punta. In mezzo al campo dovrebbe tornare pure Giorgino che farà da collante tra i reparti cercando di ridurre le distanze tra attacco e mediana. Assieme a Corapi e l'intoccabile Scavone. 

GIGI DIXIT - Cosa mi aspetto dalla squadra? Una crescita ed una continuità sotto tutti i punti di vista. Abbiamo analizzato ciò che non ha funzionato, siamo andati troppo a corrente alternata finora. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Baraye in attacco? Sto pensando diverse cose, alla luce di quelle che possono essere anche le qualità dei giocatori. Ci potrebbero essere delle novità. Cos’è mancato finora? Sicuramente manca quella serenità che si trova attraverso il gioco. Se guardo la partita con il Mantova è mancato questo, anche se i tre punti sono fondamentali e sono positivi, nelle tre gare precedenti avevamo preso sette gol e non averlo subito è stato importante. Ci sono tante componenti, la paura, il fatto che qualcuno non è al top della condizione, non c’è solo un fattore. Dobbiamo lavorare su tanti particolari. I giocatori indisponibili? Benassi e Guazzo non sono convocabili, assieme ad Agostinho e Mastaj che viene da un problema di appendicite, e Garufo, che ha l’influenza. Mazzocchi? Si può considerare recuperato, non ha i 90′ nelle gambe ma è a posto. Il Fano? È una squadra che ha fatto molto bene a Salò contro la Feralpi. È una squadra che ama giocare a calcio, ed abbina questa cosa all’aggressività. Dobbiamo essere più padroni della palla, ed in blocco muoversi cercando di occupare meglio le zone del campo. Loro sfruttano molto Gucci e Masini, che sono i due attaccanti, hanno Cazzola sulla fascia che spinge ed ha qualità, e a centrocampo ha giocatori abili tecnicamente e negli inserimenti. Hanno forza fisica, sono strutturati, hanno la tranquillità di poter giocare la palla senza pressioni. La classifica? Non c’entra niente, ho visto il Fano giocare contro la Feralpi e metterlo in difficoltà, come ci ha creato problemi il Mantova, o come il Forlì che è una squadra che impegna. Dalla prima all’ultima tutte possono crearti dei problemi. I tifosi? Anche nelle altre gare Boys e Ccpc ci hanno sempre sostenuto. È legittimo fischiare, una lezione ce l’hanno data i tifosi con quella lettera che hanno scritto. Sta a noi trascinarli, ma i Boys cercheranno di sostenerci sempre e noi dobbiamo solo ricambiare quest’affetto”.

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