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Yves Baraye in azione - foto D. Fornari

Yves Baraye in azione - foto D. Fornari

Parma, bisogna recuperare Baraye: che involuzione quella di Yves

Dell'attaccante che ha segnato venti gol in Serie D, rimane solo una fotografia sbiadita. E' ora di riaccendere il suo talento. Ma come? Ci pensa Gigi

Gigi Apolloni ha una missione, un’altra: oltre a vincere il campionato, a dare una fisionomia definitiva a questa squadra deve anche recuperare Yves Baraye, neutralizzato da questo inizio di campionato abbastanza in ombra. Il senegalese non riesce a trovare spazio, un po’ per il ruolo nuovo, che tra l’altro è il suo, quello naturale, un po’ perché quando è stato impiegato ha fatto di tutto per non farsi apprezzare giocando più per sé che per la squadra. Eppure i patti con lui, a inizio stagione, erano stati fatti nella più totale tranquillità e con la massima trasparenza. Yves, forte dei venti gol stagionali in Serie D determinanti per arrivare al titolo, si sedeva al tavolo con Minotti e Galassi per ridiscutere il suo contratto e formalizzare l’accordo di un altro anno.

Con tutti gli avvisi del caso: niente colpi di testa, come era successo a fine Serie D, nuova posizione in campo e spirito di sacrificio. Ricevute le indicazioni, all’inizio le cose sembravano andare per il verso giusto, fino all’esordio quando, contro il Modena, il senegalese era stato riproposto nel ruolo di mezz’ala. 82’ minuti di corsa, quantità e a tratti qualità, rarissima per la verità, con dei compiti difensivi che ne limitavano abbastanza il raggio d’azione. E al Braglia ha finito per destare un po’ di scetticismo, dato che comunque non era abituato a giocare in mezzo al campo e a certi ritmi, per giunta in un centrocampo a tre dove devi sbagliare il meno possibile e cercare di inserirti in area con una certa frequenza. Aveva però convinto Apolloni che contro il Lumezzane gli ha addirittura fatto fare 90’. In casa contro la squadra di Filippini non fa benissimo, gioca per tutta la partita da solo, provando e riprovando a liberarsi dei dirimpettai, si ncaponisce in dei tentativi di saltare l’uomo senza aiutare la squadra. Va spesso alla ricerca della spettacolarità della giocata, non è concreto e perde palloni laddove sarebbe vietato farlo. Ma il Parma vince, Gigi gli dà un’altra possibilità, a Santarcangelo, dove però non riesce a incamerare nemmeno 60’. Esce al 58’ per fare posto a Evacuo.

NUOVO RUOLO? E da allora si siede in panchina per tre volte consecutive, si rifà vivo solo nella parentesi calda di San Benedetto, dove ha circa un quarto d’ora per stupire.  Entra e gioca largo, prima a destra, poi a sinistra, ma non riesce mai a dare la sterzata decisiva. Solo un bel pallone in mezzo, poi latita. Per carità, il tempo è poco, ed è assolto per San Benedetto, ma si ha l’impressione che in quel ruolo di mezzala che lo staff tecnico gli ha ritagliato, Yves faccia un po’ fatica. Più facile che venga riproposto come esterno d’attacco, o come trequartista, ammesso che Gigi decida di giocare con il fantasista dietro le due punte. E’ un giocatore da recuperare a tutti i costi perché in questo deserto di idee, Yves è l’unica oasi di fantasia. Forse…

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