Parma, la festa te l'ha fatta il Bologna. E il pubblico spazientito fischia

Derby perso, giornata memorabile macchiata da una prestazione buona solo a metà, e vanificata dall'apatia del secondo tempo e dal gol di Moscardelli che ha consegnato a Pioli la sua prima vittoria sul Parma

Amauri in Parma-Bologna

Un derby da mandare giù e basta, senza pensarci poi così tanto. Rischi di morderti le mani, come nel resto puoi fare guardando il corso di una stagione strana, contorta e, a tratti, senza spiegazioni. Eppure Donadoni la deve rivedere quella partita, come si fa sempre sia dopo una vittoria che una sconfitta, magari per segnalare quegli errori che il Parma è solito commettere e che non riesce a debellare. Oppure semplicemente per insegnare ai propri giocatori come si fa gol, perché il gioco, l'impegno, la reazione e la ferocia, mostrata a tratti e soprattutto nel primo tempo della partita con il Bologna, non portano a nulla. Al massimo possono farti ricevere qualche complimento, ma più di tanto no. Complimenti però che fanno male, paradosso, perché nel calcio queste qualità contano fino a un certo punto. Dopo di che deve entrare nella tua testa un meccanismo, un concetto importante e devi capire che se non fai gol, al diavolo pure il bel gioco e qualunque buon proposito. E di gol il Parma stenta a farne. Le ultime due gare avevano in qualche modo, mascherato questa ricorrenza che Donadoni si porta dietro da tempo ma nel derby, il sintomo si è fatto sentire ancora con l'aggravante di aver giocato solo un tempo. A parte qualche mischia o cosiddetta palla sporca, Amauri e compagni non hanno dato segni di vita importanti negli altri 45 minuti, seppure la davanti fossero in quattro, con l'ingresso di Palladino che ha avuto un'incidenza pari a zero o quasi, facendo risultare vano il tentativo di Donadoni di coprire il campo con un 4-2-3-1 nel quale, come ha detto il mister in conferenza stampa "si erano perse un po' le distanze tra i reparti, nel tentativo di essere iper offensivi". E la lezione di cinismo è giunta puntuale, perché il Bologna, rintanato nella propria metà campo, non si è scomposto più di tanto, ha saputo attendere erigendo barricate nemmeno tanto solide tra l'altro e, con un minimo di ordine tattico ha saputo fare male al Parma con l'unica ripartenza ben riuscita della sua partita. Moscardelli ha beffato in diagonale un Mirante inoperoso che nulla ha potuto nemmeno sulla saetta scagliata da Taider dopo cinque minuti. Un gol che il Bologna sembrava aver trovato per caso, quasi per gioco. Eppure la reazione mostrata dopo lo sgaro è stata di quelle importanti, un'ondata di veemenza e carattere sintetizzato nella "dannazione" di Amauri, nell'ostinazione di Biabiany e nei tuffi di un certo Stojanovic, alla terza apparizione in A. E pensare che era stato derby anche per il portierino austriaco, protagonista più dei marcatori. Ha saputo disinnescare tutti i tentativi di Amauri, quelli di Biabiany, quelli di Belfodil (confusi e sporadici) e di chiunque passasse dalle sue parti, rovinando la festa al Parma che ha chiuso il campionato, davanti ai propri tifosi, nel peggior modo possibile, ricevendo i fischi solo al 95', dopo una lezione di tifo che resta una delle poche cose da salvare. Assieme alla grinta di Amauri, ultimo a mollare, alla lucidità di Paletta e a qualche buono spunto dell'intermittente Biabiany. Per il resto bisognerà sedersi a un tavolo e parlare perché ci sono molte cose da rivedere. A partire da quei giocatori pieni di richieste, Paletta, Belfodil, Amauri, in primo piano. E, per evitare che si trasformi tutto in un punto interrogativo, compreso Donadoni, bisogna aggiudicarsi il decimo posto, distante un punto, e capire da dove ripartire, per evitare di dover ricostruire una squadra troppo presto.

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