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Il Parma perde il derby e forse l'anima: la salvezza è un'impresa quasi impossibile

La squadra di D'Aversa non ha spirito combattivo, concede troppo e va in apnea già nel primo tempo: la doppietta di Barrow, il gol di Orsolini e i soliti svarioni confezionano il 3-0

Juraj Kucka - foto Ansa

Dal nostro inviato
PARMA – Ottava sconfitta nelle ultime nove partite, penultimo posto in classifica, 41 gol subiti e solo 14 fatti. Per tredici punti e un Parma che in casa non segna da 730’. Non è bastato neanche il 35esimo calciatore utilizzato durante la stagione per evitare la 12esima sconfitta, di un campionato nefasto, che inchioda il Parma davanti ai suoi errori. Di gestione, di lettura, di interpretazione, di approccio. Il ritiro non è servito, pazienza, la svolta non c’è stata e adesso D’Aversa deve trovare in fretta la chiave per aprire lo scrigno e ricacciarci dentro le paure, che attanagliano i suoi senza più neanche l’anima. E forse la speranza di poter riaprire una lotta che appare già segnata. Barrow festeggia senza invito, Orsolini chiude le porte del banchetto non autorizzato, il Tardini diventa terra di conquista per tutti, anche di un Bologna in preda ai suoi problemi, rivitalizzato da un derby dominato. Non è valso nulla il tentativo di D’Aversa di attingere dalla verve dei nuovi, poca cosa a parte Mihaila e qualche lampo di Zirkzee, al quale va dato tempo, dove tempo non ce n’è. Mancano sempre meno gradini, la salita è sempre più irta e piena di pericoli, il Parma sta perdendo il fiato e la speranza. L’anima, oggi, l’ha buttata via. 

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