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Emanuele Calaiò - foto Ansa

Emanuele Calaiò - foto Ansa

Parma, Calaiò: "Faccio fatica a parlare, sono amareggiato"

L'avvocato Rodella: "Se questo è un illecito possiamo andare tutti al mare..."

L'avvocato Paolo Rodella, legale di Emanuele Calaiò si esprime così durante il Processo: "Se quello è un illecito sportivo possiamo smettere tutti, chiudiamo il calcio e andiamo al mare, perchè allora tutte le partite sono illecite". Il legale intanto sottolinea la differenza tra le inchieste passate, in cui sono comparse armi, valigette piene di soldi e altro e quella che attualmente vede coinvolto il suo assistito per dei messaggi dal tono palesemente scherzoso. "Nel caso Izzo si parlava di criminalità organizzata - spiega Rodella - di indagini della DIA, ci sono stati arresti, si è parlato di due cene conviviali da parte degli organizzatori di questa presunta combine alla quale Izzo avrebbe partecipato. È stato prosciolto. E la Procura Federale non ha impugnato la sentenza di proscioglimento. Allora questo è un po' l'indignazione mia rispetto a questa storia. Prima non impugna quella sentenza, e poi viene a deferire Calaiò. Avrebbe dovuto chiedere scusa a Calaiò per queste accuse infamanti. Richiedo il proscioglimento assoluto, o in ultima sede derubricazione ad articolo 1".

Intanto Emanuele Calaiò, per il quale la Procura Federale ha chiesto quattro anni e ammenda: "Volevo sottolineare alcuni aspetti sulla mia persona. Non nego che ho passato un'estate infernale, orribile. È la prima volta in cui mi trovo dentro a queste mura. Non sono mai stato coinvolto in cose come queste e non mi aspettavo di finirci. Sono messaggi innocui, scherzosi, senza secondo fine, e non  ho mai pensato minimanente di alleggerire l'impegno degli avversari. Ho passato due mesi orribili,  sui giornali, come se fossi un criminale, a giustificarmi con i miei figli, con i loro compagni che gli mandano messaggi. È stato bruttissimo, non lo auguro a nessuno. Detto questo, ho 36 anni, sono a due anni dalla fiine della mia carriera. Ho fatto vent'anni di calcio, ho girato grandissime piazze, Napoli, Genoa, Siena, Catania, Spezia, Parma, e in tutte le piazze ho lasciato il segno. Non solo a livello tecnico, ma anche fuori dal campo. Ho giocato in piazze  che sono state coinvolte in cose più gravi, e non sono mai stato toccato, sono uscito pulito e mai minimamente menzionato. Sono una persona corretta, pulita, i sette campionati vinti li ho vinti sul campo, e tutti i miei coompagni ed ex compagni sanno che tipo di persona sono, e mi dispiace che non ci sia lo Spezia qui oggi. De Col, Terzi, mi sono lasciato in buonissiimi rapporti, e speravo che loro ci fossero perchè avrebbero confermato. Vorrei finire la mia carriera - spiega Calaiò - come l'ho iniziata, dando tutto me stesso dentro e fuori dal campo, e non macchiata da queste situazioni che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, sono amareggiato, non pensavo di arrivare a questo punto perchè non ho fatto niente di grave, sono cose che non appartengono alla mia persona"

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