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Parma, passi in avanti e gioco da squadra

Apolloni sembra aver trovato la giusta coppia di attaccanti: con Calaiò e Nocciolini si intravede un pò di calcio

Il Parma di sabato sera ha risvegliato gli animi incupiti dei tifosi e autorizzato a pensare in grande. Come era successo prima dell’inizio del campionato, come non succedeva da qualche partita. Quarta vittoria consecutiva, dodici punti in 360 minuti, segno che il pugno della Feralpisalò ha fatto male ma non ha messo in ginocchio una squadra che fino a qui ha manifestato difficoltà e limiti ma anche una grande voglia di reagire e gettare il cuore oltre l’ostacolo, oltre le sue mancanze. E sabato sera, a giocare sprazzi di buon calcio con un secondo tempo convincente. Se possibile, anche più della vittoria. Perché segnali come questi sono incoraggianti anche per un prosieguo tranquillo. Il 3-5-2 di Apolloni ha mostrato dei passi in avanti decisi, netti. Squadra corta, che fraseggia, ribalta lo svantaggio e gioca. Dopo il 2-1 comincia ad essere meno pavida e più spigliata, fa pressing e risolve le grane con l’atteggiamento di squadra. Tutte cose lontane o quasi fino a un paio di partite fa, vinte sì ma più con il cuore che con le idee. A tratti pare esserci anche un modello di calcio preciso: le due punte, Calaiò e Nocciolini, hanno lavorato in tandem. Il primo pennellava che era una bellezza, l’altro eseguiva. Il braccio armato e la mente, che è diventata anche braccio armato a sua volta, con il cinismo di una punta che con la Lega Pro non ha niente a che vedere. Perché Calaiò è stato bello, brutto e anche decisivo. Ha sparato quel pallone del 2-1 con una cattiveria tale che era quasi impossibile resistergli, poi si è andato a prendere la Nord e ha scacciato i fantasmi da un Tardini a cui la partita non pareva addirittura essere vera. Ha toccato il pallone del 3-1 di Noccilini con la testa e ha fatto l’attaccante che sa soffrire e lavorare. Mentre l’altro, quello con la barba, correva dietro a tutti. Più nel secondo tempo che nel primo, quando a dire la verità l’aveva vista poche volte la palla. Ma la sua bravura è anche quella di saper lottare (vedi il pressing feroce che fa nell’azione del 2-1) e di sapersi sfiancare quando perde palla per andare a recuperarla, di andare in profondità e di prendersi lo spazio quando ce l’ha, di crearselo quando si è in difficoltà. Se sia la coppia perfetta non si sa, neanche Apolloni lo sa ancora, con tutto il materiale di cui gode davanti… . Ma certo è che in questo momento è una bella toppa da apporre per colmare alcuni vuoti. La coppia più assortita fino ad ora, perché il Noccio quando gioca davanti sicuramente si trova più a suo agio e fa quello che gli riesce meglio.  L’altro uomo chiave è stato Davide Giorgino, che se ne sta zitto zitto con il compito di accorciare maglie e squadra e di fare da raccordo. Picchiare quando c’è bisogno e dettare il passaggio quando occorre, seppure con grande semplicità. Ma in questo momento è quello che ci vuole. Ed è quello che gli chiedono di fare.

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