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Emanuele Calaiò - foto D. Fornari

Emanuele Calaiò - foto D. Fornari

Parma, Calaiò non si fida dell'Ascoli: "Giocheranno con il coltello tra i denti"

"Non possiamo permetterci di sbagliare"

Non segnava una doppietta dalla partita con la Lucchese, durante l'avventura dei play off che hanno portato il Parma in alto e hanno fortificato l'unione tra squadra e tifosi. Non segnava fuori casa su azione contro il Padova. Emanuele Calaiò quando gioca in Veneto si esalta. I due gol al Cittadella sono serviti alla quarta vittoria in trasferta, nessuno come il Parma ha vinto così tanto fuori casa. "Nelle prime partite della stagione dal centrocampo in sù eravamo un po’ inceppati. Ci stiamo cominciando a conoscere, capendo le caratteristiche dei nostri compagni. Sono arrivati giocatori nuovi, esterni nuovi e mediani di centrocampo nuovi. Ci è voluto un po’ di tempo per assemblarci e adesso le cose vanno migliorando. Trascorrendo il tempo, tutto viene più semplice. Con Roberto Insigne ci troviamo bene. Lui è un giocatore di gamba, che ha un buon passo. Questa sua peculiarità ci facilita, perché lui, oltre ad andare con la sua accelerazione sull’esterno viene anche dentro all’area e gli viene naturale avvicinarsi a me. E’ cambiato che, rispetto a qualche mese fa, anziché essere da solo come terminale ho un compagno al fianco che mi dà una mano e che mi dà anche lo scarico quando ne ho bisogno. Lui, poi, è molto bravo tecnicamente, quindi è più facile per me avere più palle gol e un compagno con cui dialogare”.

Nonostante le 35 primavere, Calaiò risulta essere sempre prezioso per la squadra: "Viene dal mio passato, perché è da anni che mi curo nell’alimentazione e a livello fisico. Sono bravissimi anche i fisioterapisti che mi sopportano ogni giorno, perché faccio tante terapie. Prevengo gli infortuni. Bisogna sempre fare vita sana e sacrifici. Il ragazzino ventenne, magari, al futuro non ci pensa, ma è fondamentale e giusto pensarci. I benefici, se ti curi a inizio carriera, li raccogli poi dopo i trent’anni. Per interpretare il ruolo come lo faccio io, con tanta corsa, ci vogliono sia la testa che un benessere fisico. Queste sono le mie caratteristiche, ma è il calcio moderno in generale che richiede un’interpretazione così, con attaccanti che fanno avanti e indietro sul campo in continuazione. Il nostro Mister, poi, vuole tanto dalla punta e dagli esterni che fanno avanti e indietro. L’allenatore ce lo richiede. Io ho sempre fatto sacrifici e, nonostante tante partite senza segnare, credo che la gente, indipendentemente dal gol, abbia capito e apprezzato il mio lavoro e come sudo la maglia ogni volta. Da parte mia, a volte, è mancato il gol, ma mai l’impegno. Credo sia evidente”.

Come è evidente che la B vive su un sottile filo in cui regna l'equilibrio più assoluto: "Rispetto a tanti anni fa è una Serie B diversa. In passato era un campionato di un livello molto superiore. C’erano squadre e piazze importanti. Quando ho vinto la B con il Napoli, c’erano la Juventus e il Genoa e poi il Piacenza con Nainggolan e Nocerino e già dopo dieci gare si vedeva nettamente la differenza tra le squadre che puntavano in alto e quelle che dovevano salvarsi Adesso, con l’avvento dei giovani e con il fatto che ci sono meno risorse economiche la Serie B un po’ si è livellata. Nelle ultime stagioni non c’è mai stata un’autentica squadra ammazza campionato. Ci sono squadre, come in questa stagione Frosinone, Palermo, Empoli e Bari, che tra le rose e il paracadute dovuto alla retrocessione dalla Serie A hanno un qualcosa in più che in questo momento non si sta vedendo. Ora c’è molto equilibrio, bisogna ogni sabato stare sempre attenti. Come dovremo fare noi con l’Ascoli, nel prossimo turno al Tardini. Sarà una gara a doppio taglio, rischiosa. La squadra marchigiana sulla carta è l’ultima in classifica, ma non dobbiamo sottovalutarla. Noi, in questo finale di girone d’andata, in questo periodo, dobbiamo cercare di fare più punti possibili per essere ancora lì in graduatoria alla sosta invernale, attaccato alle altre squadre di alta classifica. E’ il girone di ritorno che ci dirà dove possiamo arrivare. E’ nel girone di ritorno che si capirà la forza delle squadre che sono carta superiori. Noi dobbiamo cercare di raccogliere il massimo, partita dopo partita. Le prossime nostre avversarie sulla carta sembrano tutte abbordabili, ma in realtà sono le più difficili di tutte. L’Ascoli era la squadra peggiore che ci potesse capitare, nonostante la sua crisi. I giocatori ascolani sono tutti con l’allenatore e non vogliono che si dimetta o sia esonerato. Verranno al Tardini per giocare con il coltello tra i denti, perché sono ultimi e vorranno fare bella figura. Non dovremo sottovalutarli, senza imborghesirci dopo la vittoria di Cittadella continuando a lavorare e a esprimere il nostro gioco e a essere cattivi. Sono le qualità che ci vogliono in Serie B. Sia l’anno scorso che in questa stagione, abbiamo vissuto momenti altalenanti in cui dopo due o tre vittorie di fila ci siamo un po’ seduti. Mi auguro che la nostra squadra sabato dimostri la maturità di saper stare sul pezzo e di affrontare la partita con l’Ascoli come se fosse quella con il Palermo. Questa squadra ha bisogno di dimostrarsi matura, di far vedere un miglioramento sotto questo aspetto. Conosco i miei compagni e noto che ci siamo, siamo sul pezzo e ci stiamo allenando bene. C’è il giusto entusiasmo, ma stando con i piedi per terra. L’arrivo di una nuova componente maggioritaria nella proprietà del club lo stiamo vivendo da giocatori, nello spogliatoio e sul campo, pensiamo a lavorare. Siamo sicuri che il nuovo presidente farà il bene del Parma. Se questo nuovo gruppo viene a inserirsi a fianco della vecchia proprietà, significa che il Parma vuole crescere e vuole fare qualcosa di buono. Ben vengano per il bene del Parma“.

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