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Donadoni a testa bassa - foto Tm News Infophoto

Donadoni a testa bassa - foto Tm News Infophoto

Parma | Il mercato ha "rafforzato" solo il monte ingaggi. Salutano Pozzi e Felipe

La società ha riscontrato delle difficoltà nel fare operazioni di spessore, ha sfoltito la rosa ma non ha chiuso per l'attaccante che serviva per giocarsi le ultime speranze in chiave salvezza. Nel silenzio del petroliere, mentre il 16 si avvicina

Il Parma, o meglio, quello che del Parma rimane, si  è ritrovato nel pomeriggio di martedì, dopo la sconfitta, per certi versi immeritata contro il Milan, e dopo una sessione di mercato, sempre per certi versi, andata meglio del previsto. Ci si immaginava un addio più corposo, un esodo, uno smantellamento, invece Donadoni alla conta ne ha ben 23. La situazione difficile, lo scarso potere d'acquisto e le condizioni generali in cui versa la società, non hanno favorito di certo il Parma al tavolo delle trattative. Ma qualcuno è rimasto. Lodi ha rifiutato quasi all'ultimo l'Atalanta, e si pensava che si sarebbe aggiunto (forse si aggiungerà nei prossimi giorni), alla lista dei partenti, già corposa di suo: a Cassano, che ha innescato la bomba, ha risposto solo Felipe che, aiutato anche dalla poca considerazione di cui godeva da parte del mister, dopo l'espulsione con il Palermo, ha deciso di andarsi a giocare le sue chanches altrove. Ha rescisso consensualmente il contratto, ha svuotato l'armadietto, ha salutato tecnico e compagni e si è messo in macchina con un bel po' di dispiacere. Giorno di saluti lo è stato anche per Pozzi che, con pochissime apparizioni nel Parma, è andato a cercare di mettere minuti nelle gambe al Chievo Verona, per sei mesi. Sarà presto avversario di Donadoni, domenica è in programma la sfida contro i veneti. Il suo non dovrebbe essere addio definitivo, è in prestito per ora, con il riscatto fissato a 1000 euro, sì, 1000. Ma non è tanto la somma a far pensare, quanto la difficoltà di prendere decisioni da parte di una società che sembra non esserci più. O almeno, non è solida. A queste cessioni si aggiungono Paletta (Milan), Rispoli (Palermo), Ristovski (Latina), Cordaz (Crotone), Bidaoui (Latina), De Ceglie (Juventus) e una sola entrata (Feddal), che, oltre ad indebolire la squadra, hanno avuto il solo merito, per essere ottimisti, di rafforzare almeno il monte ingaggi.

L'ULTIMO GIORNO DI MERCATO

Ora la parola, alla fine della fiera del mercato, passa solo e soltanto alla nuova proprietà, che sembra non avere nessun interesse a risolvere le cose. Perché il signor Taci gioca a nascondino per gli alberghi del centro di Milano, non si è seduto al tavolo delle trattative, nemmeno ha provato a far valere la sua influenza nei rapporti con qualche big che aveva, per usare il gergo del mercato, da smaltire qualche buon calciatore o panchinaro di lusso. A lui, che piace tanto giocare a scacchi, non è venuto nemmeno in mente di provare a fare una mossa, disperata, di mettersi a sedere per discutere, di mettere mano al portafogli o solo farsi vedere, per dire che la società c'è. La punta che Donadoni cercava non è arrivata, malgrado i tentativi di Preiti, per la prima volta orfano di Leonardi, le cui condizioni sono il leggero miglioramento, di prendere Rolando Bianchi, o Floccari, o Livaja. L'incertezza che regna sovrana non ha permesso al Parma di far valere i suoi 101 anni di storia. Che stanno per essere spazzati via come un ombrellone qualunque in una spiaggia, quando il mare è mosso. Il vento che soffia dalle parti di Collecchio è un vento che non promette nulla di buono, anche se le sensazioni che traspaiono dalle facce dei calciatori, dei dirigenti e di tutti i dipendenti, sono positive. Ammirabili per dedizione e professionalità, tutti, ma proprio tutti, aspettano con fiducia che qualcosa si muova, per salvare il salvabile e permettere al Parma di far risalire la china. Una realtà di provincia, orgogliosa e distinta, colpita nel morale, sta affondando nel silenzio e nell'immobilità generale dei nuovi entrati a bordo. 

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