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Parma, un passo falso che non deve ripetersi. Ma la colpa non è dei giardinieri

"Non si poteva giocare in questo campo, una tiratina d'orecchie ai giardinieri in questo senso..." ha detto Donadoni in sala stampa dopo il pari. Ma che balzo all'indietro dal punto di vista della prestazione

"Il campo non ha aiutato nè noi, nè loro, peccato che dopo quindici giorni si debba giocare in queste condizioni. Una tiratina di orecchie ai giardinieri va fatta, in questo senso, sono stati bravi altre volte a metterci in condizioni migliori, lo abbiamo rimarcato, è giusto anche rimarcare questo...". Sa tanto di alibi questa precisazione che Donadoni ha regalato in sala stampa dopo il pareggio ottenuto contro un Catania che ha vinto solo tre volte in questa stagione e ha ottenuto un solo punto in trasferta, quello contro l'Inter.

Ma quello visto ieri al Tardini non sembrava per niente ultimo in classifica, anzi, a lunghi tratti della gara ha dominato un Parma brutto, come all'andata, svogliato, come contro il Cagliari, sbadato, come il suo punto di forza Cassano, vago, come le trame che ha cercato di cucire senza riuscirci. Ed ecco che, alla fine dei conti, il punto sa di buono, dolce. Come quando vai in un ristorante, mangi ma male, e hai paura di pagare anche tanto, insoddisfatto ti alzi e ti rechi alla cassa, ma clemente, l'oste ti fa risparmiare e tu contento esci e tiri un bel sospiro di sollievo.

"E' andata bene", dici, e pensi alla prossima sfida, evitando magari di inciampare ancora, anche se l'ostacolo, stavolta, è più duro. La settimana di preparazione della sfida contro l'Atalanta è cominciata con un allenamento mattutino, diviso in due gruppi, con quelli che hanno giocato che hanno svolto una seduta defaticante. Il cammino è lungo, gli ostacoli sono dietro l'angolo e un rilassamento ci può stare. Normale rallentare, non si può andare sempre a mille all'ora, ma nemmeno ci si può fermare sul più bello. E per evitare di inciampare ancora, Donadoni ci ha voluto vedere chiaro, ha radunato la squadra e ci ha fatto due chiacchiere, senza tirare in ballo i giardinieri oppure chissà chi, solo guardando negli occhi i suoi ragazzi. L'avversario è stato superiore per palle gol e per freschezza atletica, arrivando primo su ogni pallone e incapace di segnare per imperizia e sfortuna. Per questo il punto è stato guadagnato. Troppa supponenza anche tattica, oltre che tecnica, e poche trame offensive, la vena di Cassano probabilmente non pompava fantasia e il Parma è rimasto fermo. La gestione dei cambi, forse si poteva cambiare prima qualcosa davanti oltre a Cassano, non a quattro minuti Molinaro per Gobbi, fa pensare a un passo indietro anche nell'atteggiamento, e la paura di perdere fa fare brutti pensieri. Il Catania attaccava sulla destra, fascia sinistra di Gobbi, scarico per aver speso tanto, eroe di giornata per aver sventato due occasioni da gol per il Catania, è stato sostituito dal suo alter ego Molinaro, ma in quei quattro minuti più recupero forse si poteva sfruttare la freschezza di Schelotto oppure la fisicità di Pozzi. 

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