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Giovedì, 11 Agosto 2022
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Parma, che crescita e Baraye sembra un altro giocatore

Da quando c'è D'Aversa in panchina 23 punti su 27. Nessuno come i crociati

Diciamoci la verità: se in panchina domenica contro l’Albinoleffe ci fosse stato quel bravo ragazzo di Gigi Apolloni i tifosi e la critica gli sarebbero saltati addosso. Perché di gioco se ne è visto poco, qualche lancio lungo e qualche rifinitura sbagliata, poi chiusi dietro ad aspettare le sfuriate dell’Albinoleffe e via con le ripartenze. La vittoria contro i bergamaschi però, pure se è stata ‘sporca’ nello stesso tempo è risultata essere di fondamentale importanza per una squadra che, a differenza di quella di Gigi, sa soffrire, controllare le partite e leggere le situazioni, anche quelle più spinose, adattarsi all’avversario per poi punirlo nel corso della gara. E quando meno se l’aspetta. Da grande squadra quale sta diventando, quella di D’Aversa si è calata bene nella parte e nessuno, pure chi gioca di rado (vedi Giorgino) la pensa diversamente. Basta vedere come è entrato in campo e che gara ha disputato. Perché, anche qui ci diciamo la verità, il gruppo è compatto e coeso e ha messo davanti i personalismi sacrificando l’io e remando verso l’obiettivo principale. Per capire bene questo concetto basta andare ad analizzare le prestazioni di Yves Baraye. Sotto la vecchia gestione Yves non giocava neanche, se non per qualche spezzone di partita. Adesso è risultato essere decisivo e migliorato. Segno che il processo di crescita dei singoli va di pari passo con quello di una squadra che diventa organizzata e forte con il passare del tempo. E che da quando è arrivato Roberto D’Aversa ha collezionato 23 punti su 27 disponibili. In nove gare nessuno ha fatto come il Parma. Neanche il Venezia. E a questo punto viene da chiedersi: se fosse arrivato prima? Diciamoci la verità…

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