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Parma, che prova di forza

Numeri impressionanti per la squadra di D'Aversa

La terza vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei partite, ha certificato come il Parma sia tornato alla carica dopo un inverno lungo, lunghissimo per certi versi e abbastanza povero di provviste. Malumori, tensioni, malintesi e mugugni sembra siano stati spazzati lontano, ingoiati dal tornado Calaiò e travolti da una squadra che macina punti e che nel lunedì di Pasquetta ha divertito - così pare - un pubblico encomiabile convinto ad applaudire anche nei suoi esponenti più scettici e trementamente insoddisfatti. Quella di lunedì è stata una serata esaltante, per certi versi, sulla quale aleggiava un velo di preoccupazione comprensibile per la portata dell'avversario, squarciato dalla prima freccia dell'arciere a segno dopo mezzora con un sinistro liftato finito nella rete di Pomini che poi, assieme ai suoi compagni, ha protestato invano nella speranza che l'arbitro annullasse il gol numero 10 in campionato di uno che a Palermo ci è nato.

Emanuele Calaiò è stato per distacco il migliore in campo. Uno che ha dato un segnale importante alla squadra, al suo allenatore e all'ambiente anche nel dopo partita, mettendo da parte la gloria personale e rendendo omaggio alla squadra e al risultato importante conseguito anche e soprattutto grazie al suo aiuto. Proprio contro la squadra che a gennaio aveva fatto carte false - mica stupido Tedino - per accaparrarselo e schierarlo accanto a Nestorovski o al suo posto. Calaiò avrebbe potuto essere il protagonista della sfida a parte invertite, lo è stato - per la fortuna di D'Aversa - con la maglia del Parma, con la quale ha realizzato la prima tripletta (rigore trasformato dopo il fallo su Munari e gol su assit di Dezi) e il gol numero 27 nel biennio vissuto fino a qui.

Dati importanti dai quali ripartire nel contesto della miglior gara - per interpretazione e piglio - stagionale degli uomini di D'Aversa che nel primo tempo hanno eseguito alla perfezione quello che il tecnico ha chiesto: pressing, recupero palla e verticalizzazioni immediate per scatenare le corse di Di Gaudio e Calaiò supportati bene (finché ha retto) da Luca Siligardi, una freccia - per restare in tema - utile a Roberto D'Aversa che piano piano sta ritrovando anche il sorriso, non ancora smagliante. Ma il tecnico è insoddisfatto per natura, un perfezionista che non riesce a godere neanche del momento dopo essere stato a un passo dall'esonero in un passato neanche tanto lontano. Tempo distante anni luce a vedere l'entusiasmo ricreato supportato dai numeri: 12 gol fatti nelle ultime 6 uscite, cinque vittorie e una sconfitta. Punti importanti rosicchiati alle prime, squadre alle spalle e scalata di una classifica che può anche migliorare. Ma che piace già di più a lui, alla proprietà e ai tifosi. Se la vittoria contro il Foggia aveva lasciato una certa preoccupazione, questa con il Palermo ha rinfrancato animo e cuore, a patto che si continui su questa strada. Sicuramente D'Aversa può essere soddisfatto per quanto i suoi hanno fatto lunedì, almeno fino al gol di Rajkovic (93') che ha rischiato di guastare una serata magica, impreziosita dalla tripletta di Calaiò e una tifoseria che, come ha dimostrato con la passione e il calore di ieri sera, vuole ritornare in quel palcoscenico a cui per un quarto di secolo si era abituata.

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