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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
RIUNIONI E STRATEGIE

Parma chiama Usa: tra stadio e mercato, quanti appuntamenti per KK

Il presidente americano è atteso in città per gli impegni ufficiali del club. Con il suo pool continua a lavorare anche sul fronte Tardini

Il Parma aspetta Kyle Krause per affondare il colpo sul mercato. E per continuare a ragionare sullo Stadio. Nei prossimi giorni il presidente dovrebbe tornare a Parma. Tra una settimana ci sarà in palio la prima partita della nuova stagione, quella dell'Arechi contro la Salernitana in Coppa Italia. Sull'agenda del magnate americano sono programmati una serie di incontri sia dal punto di vista strettamente sportivo (mercato e gestione della società), sia per quanto riguarda le infrastrutture (ristrutturazione del Tardini). Il pool assoldato da KK, intanto, è al lavoro assieme all'amministrazione comunale per le modifiche al progetto preliminare del Tardini per mantenere le promesse fatte in questi mesi alla cittadinanza. 

Intanto Fabio Pecchia e Mauro Pederzoli, in contatto continuo, hanno elaborato la strategia per rinforzare una squadra che ha mostrato progressi tangibili rispetto all'anno passato ma che va migliorata - secondo la dirigenza crociata - con almeno un acquisto nell'immediato. Quello urgente che riguarda l'attacco. Al tecnico serve un esterno di destra da piazzare nel tridente a sostegno della punta, uno che garantisca equilibrio e buona interpretazione delle due fasi. L'esperimento Bernabé contro il Lecce può essere interpretato come un tentativo di riempire il buco e, nello stesso tempo, un avviso ai dirigenti: in attesa di Man, manca un uomo in quella porzione di campo. La ricerca continua: Cambiaghi, Puscas, Leris (più defilato). I nomi sono diversi, ma la strategia dei crociati quest'anno è leggermente differente. Cambia soprattutto in sede di trattativa perché KK pare si sia stancato di interpretare il ruolo de 'lo zio d'America' e abbia fissato una specie di soglia per gli ingaggi dei calciatori in entrata oltre la quale non si va. 

Questo è il motivo principale per cui si è dato l'addio a Zanimacchia, dopo averlo avuto in pugno, e delle difficoltà rilevate per arrivare a Puscas, per il quale il Parma si era mosso in anticipo agli inizi di luglio (leggi qui). Non è per mancanza di fondi, sia chiaro. L'opzione di desistere sul fronte ingaggi senza rilanciare va vista come una scelta ponderata della società che si gode i progressi dei suoi big con la consapevolezza che bisogna agire ancora sul mercato per aumentare la competitività. Lo sa anche Pecchia che con un Vazquez così, leader tecnico del gruppo che sta nascendo, sarebbe un peccato lasciare le cose a metà. 

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