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Parma-Chievo 0-1 | Ultimi ma applauditi, Leonardi contestato, ora tocca a Manenti

I crociati perdono per la diciottesima volta. Negato un rigore a Palladino all'89'. C'è poco da sperare, decide Zukanovic al 54'

Non bastano cuore e orgoglio. Non basta Manenti. Il Parma perde l’ultimo treno per rimanere aggrappato alla serie A e al Tardini passa un Chievo brutto quanto efficace. Diciottesima sconfitta, ultimi a nove punti in attesa della penalizzazione e dei pagamenti. I tifosi contestano la dirigenza e applaudono la squadra, peccato che non sia servito. Atteggiamento arrembante da parte dell’ennesimo nuovo Parma. Donadoni comincia subito ad attaccare la profondità con un Nocerino inedito, che va a sistemarsi a ridosso di Palladino, un po’ come a San Siro, in un 4-4-1-1 che scatena Rodriguez e Varela appena si può. L’occasione è ghiotta per fare punti, ma il Chievo abbottonato non molla nulla. Schelotto ha sui piedi pure la palla gol più nitida della prima mezzora, ma la spara alta e non infierisce in un clima surreale che vede i tifosi esporsi in modo chiaro, invitando la società, qualora ci fosse, a portare i libri in tribunale. E ad andare via, a lasciare dopo l’ennesima, si spera di no, farsa. La mediana robusta fa filtro, con Mariga e Rodriguez pronti a scucire e cucire.

LE PAGELLE

Peccato che Galloppa, sul più bello, ci mette poco più di 30’ per farsi cacciare, rimediando nel giro di 5’ due gialli. Ma il Parma non molla e gioca, cerca di metterla sul piano dell’intensità e ci riesce. La manovra resta avvolgente, Feddal prova a sparare da fuori e per poco non  centra il bersaglio grosso. E ci prova pure al 50’, quando si vede ribattere il colpo da Dainelli sulla linea. E sul capovolgimento di fronte, ecco che Zukanovic cala l’asso. Punizione dal limite, sinistro educato alle spalle di Mirante. Mantenendo lo stesso atteggiamento, pure in 10, Donadoni non rinuncia ad attaccare e finisce per scoprirsi. Offre il fianco al Chievo che mette la partita sui binari giusti. Entra Mauri per tamponare e dare vivacità, ma in attacco il problema persiste. E il Chievo negli spazi si lancia con la catapulta. E sfiora il gol in diverse occasioni. E se si rimane sullo 0-1 è merito di MIrante. E finisce come da un po’ di tempo non finiva, con gli applausi per la squadra e qualche parolaccia, si fa per dire, alla dirigenza. Ora tocca a Manenti. 

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