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VISTA DALLA CURVA | Pubblico freddo, soprattutto in tribuna

Il viaggio con il nostro super tifoso continua

Faccio una premessa. Io osservo anzi vivo la partita da tifoso, spesso rendo onore anche agli avversari ma oggi una cosa non mi è proprio andata giù: nel primo tempo i nostri facevano fatica a trovare spazio nelle maglie difensive clivensi ed il pubblico rumoreggiava per qualche retropassaggio di troppo, pubblico che ha poi dedicato una “mini standing ovation” a Sergio Pellisier quando ha lasciato il campo? Perché? Perché storcere il naso quando i nostri vanno in difficoltà e dispensare applausi ad un avversario che francamente poco c'entra col Parma Calcio e nemmeno ha combinato chissà quale prodezza. Vabbè il Tardini stile Regio non l’ho mai goduto e non me lo farò piacere dopo ventun'anni d'abbonamento.

Che la partita fosse più ostica di quel che diceva e dice la classifica era scontato come una sceneggiata di Sorrentino nei confronti dell'arbitro. Il Parma parte sottotono, sotto ritmo ed appare a tratti svogliato, la Nord canta più per scaldarsi che per spronare la squadra, i tifosi avversari non si sentono affatto. Nonostante la partita bloccata le uniche occasioni del primo tempo sono di marca crociata: una sui piedi di Biabiany ed una sui piedi di Barillà, Sorrentino è decisivo in entrambe le occasioni. Il primo tempo va in archivio sullo zero a zero ma con tanti, troppi ammoniti, ben cinque.

La ripresa comincia subito male. Pronti via e Chievo incredibilmente in vantaggio: Pellissier serve Stepinski che tutto solo appoggia in rete. La reazione crociata è veemente, anche la Nord si sveglia dal torpore e nel giro di cinque minuti la partita è nuovamente in parità: Barillà viene steso a venti metri dalla porta, calcio di punizione, Alves sistema il pallone, mostra gli occhi delle tigre e da vero e proprio specialista di calci piazzati ( in carriera ha segnato numerosi gol su punizione) spara una fucilata sotto l'incrocio siglando un gol alla Mutu. Il Parma e la Nord cambiano marcia, attaccano e provano a vincere la partita: D'Aversa cambia gli esterni d'attacco, fuori gli spenti Di Gaudio e Biabiany e dentro i ben più vivaci Siligardi e Sprocati bocciando ancora una volta Ciciretti. Proprio da un guizzo di Sprocati nasce l'espulsione di De Paoli: l'ex Salernitana salta il difensore che lo abbatte, doppio giallo e Chievo in dieci. Gli ultimi minuti sono un vero e proprio assedio che

culminano con la strepitosa giocata di Inglese che si costruisce da solo un’occasione da rete, porta a spasso mezza difesa veneta e centra un palo che grida vendetta. Finisce uno a uno, ventuno punti in quindici partite dovrebbero essere sufficienti a trasmettere calore ad un pubblico sempre troppo freddino soprattutto in tribuna. Ventuno punti il nove di dicembre sono più di mezza salvezza, inutile fare voli pindarici, inutile sognare l'Europa meglio cantare più forte per conquistare i diciannove punti mancanti per raggiungere l'obiettivo.

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