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Equilibrio e passione: Pecchia riparte nel segno di Ancelotti

L'allenatore del Parma, dopo la prima sconfitta stagionale, pianifica la ripresa e studia da Re Carlo. Durante la Lectio doctoralis di mercoledì, l'avvocato di Formia ha preso appunti soffermandosi su parole chiave e comportamenti da tenere

Probabilmente aspetterà di avere il gruppo al completo, Fabio Pecchia, prima di ribadire il suo messaggio alla squadra in vista della ripresa del campionato. Tra mercoledì e giovedì tutti faranno ritorno al Mutti Training Center di Collecchio dopo i rispettivi giri con le Nazionali. Sarà allora che l'allenatore di Formia proverà a trasferire al gruppo concetti chiave per consolidare quella mentalità vincente che serve per portare a casa i campionati. Occorre ripartire con il piede giusto dopo il ko di Venezia. Che, nell'ambiente, pare non aver intaccato minimamente la fiducia e le buone sensazioni innaffiate dalla lunga serie di risultati positivi, interrotta dopo 203 giorni (play off esclusi). Il messaggio principale da ribadire al gruppo (lo ha fatto il capitano Delprato dopo la sconfitta al Penzo) sarà quello di non abbattersi e continuare verso la strada tracciata: in nome dell' equilibrio.

Ancelotti-LaPresse

Concetto caro ad Ancelotti, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Re Carlo li ha espressi nella sua lectio doctoralis non più tardi di tre giorni fa, rapendo proprio l'attenzione di Fabio Pecchia seduto in platea, intento ad ascoltare e scrivere. Prendeva appunti, l'allenatore del Parma riconosciuto da diversi suoi colleghi come uomo di profonda cultura, tratto non comune a tutti gli interpreti di un mondo spesso sovrastato da ignoranza e pregiudizi come quello del calcio. Ancelotti parlava dal pulpito con toga e tocco accademico, Pecchia scriveva. Un maestro e il suo allievo: nelle foto esclusive di repubblica.parma, si vede quanto il tecnico di Formia sia rimasto colpito da alcuni concetti e abbia immortalato le parole chiave del discorso di Re Carlo: concetti che trasferirà ai suoi ragazzi al più presto.

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Onestà, equilibrio, passione, persuasione e, qualche volta, anche percussione. Con tanto di schemi impressi sul foglio bianco. "Sono una persona che fa l'allenatore". È partito da questo assunto, Pecchia per assorbire maggiormente la tesi di Carletto. Gli deve essere piaciuta particolarmente questa frase che sta a sottolineare come dietro a ogni ruolo o professione ci sia sempre l'uomo. Un concetto tendiamo a dare per scontato tante volte. C'è l'uomo che vive di emozioni e che, alle volte, deve saper "usare la frusta". In linea di massima serve l'equilibrio per godersi momenti positivi senza l'esaltazione totale, e interpretare quelli negativi senza farsi abbattere da essi. Serve vivere il calcio con 'passione', altro tema carissimo ad Ancelotti. C'è bisogno di quella per muovere ogni cosa, per superare ostacoli che, nel corso della carriera, indubbiamente sorgeranno. Perché il calcio, come la vita di cui esso è specchio, è 'imprevedibile'. Bisogna trasferire più possibile emozioni positive al gruppo e accettare le sconfitte, anche quelle più dure che possono coincidere con 'esoneri'. Anche Ancelotti, che in tasca ha quattro Champions da allenatore, è stato esonerato. Alla base di tutto però ci sono sempre le emozioni. E Pecchia sembra averle risvegliate, dopo tempo, nei tifosi del Parma. 

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