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Federico Dimarco - foto parmacalcio1913.com

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Parma, Dimarco: “Mi manda Josè Mauri”

Il nuovo acquisto si presenta

Dopo l’ufficialità del suo passaggio in maglia crociata in prestito dall’Inter, il difensore Federico Dimarco ha incontrato i giornalisti al Centro Tecnico di Collecchio per parlare delle sue prime sensazioni da giocatore del Parma Calcio, in vista dell’inizio della stagione.

“Sono molto contento di essere qua, questa è una piazza molto importante, dopo il fallimento la società è ripartita nel modo giusto con tre promozioni di fila. Ora siamo concentrati e ci stiamo allenando per preparare al meglio la prossima sfida di Coppa Italia. Di questo ambiente mi ha parlato molto bene José Mauri quando eravamo assieme all’Empoli, per lui questa è stata una rampa di lancio e speriamo lo sia anche per me. Penso a lavorare, sono un giovane, voglio dimostrare il mio valore, mantenere la categoria dando il mio contributo alla salvezza del Parma. La mia abilità nelle punizioni? Per adesso lasciamo calciare Stulac, che è molto bravo, ma ovviamente spero di dare il mio contributo anche da quel punto di vista”.

La Coppa Italia è importante, può anche essere un’occasione per chi gioca meno di scendere in campo e dimostrare al Mister di potersi ritagliare uno spazio in squadra. Noi ci stiamo allenando alla grande, D’Aversa ci sta aiutando molto: domenica andremo in campo per fare la nostra partita. Noi pensiamo a lavorare, poi i risultati vengono da sé. Le vittorie nelle amichevoli estive hanno un certo peso, poi sono le gare come quelle di domenica in Coppa Italia a contare di più. Il numero di maglia? Ne abbiamo parlato con i compagni, visto che lo scorso anno nessuno aveva il 3 potrei indossare quello”.

“La mia posizione in campo? All’Inter quando ero piccolo giocavo esterno, poi facendo tutta la trafila sono passato a terzino: da quando di anno in anno mi hanno spostato indietro sono migliorato molto, il mio obiettivo è progredire sotto tutti gli aspetti, sia quello offensivo che difensivo, ma anche tattico. Il mio modello? Non ne ho uno in particolare,  prendo spunto da tanti giocatori. Il più bravo nel mio ruolo? Marcelo. Qui abbiamo giocatori come Gobbi o Bruno Alves, gente esperta che da molti anni gioca nella massima serie, ci danno una grossa mano: noi giovani da loro abbiamo solo da imparare”.

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