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Foto - D. Fornari

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Parma, fame e gruppo armi di una squadra convinta

Con D'Aversa in panchina gli stessi punti fatti dalla coppia Apolloni-Morrone in sedici partite

La vittoria in rimonta non è sicuramente un’invenzione di Roberto D’Aversa ma rischia seriamente di diventare il marchio di fabbrica del suo Parma: è la seconda volta di fila che la squadra ribalta la partita. Era successo già contro il Pordenone due settimane fa, è successo ancora domenica 19 febbraio contro l’agguerritissima Samb che si è presentata al Tardini sperando nel colpaccio e credendoci almeno per una mezzora buona. Prima che le certezze si sgretolassero sotto i colpi di un Parma forte, sia di spirito che di fisico, capace di ribaltare una partita nata male e che rischiava di aumentare quel distacco che c’è tra i crociati e il Venezia che per ora non perde un colpo. La squadra di D’Aversa era sotto di due gol dopo venti minuti, si è rimessa in piedi ribadendo con forza che c’è da lottare fino alla fine per inseguire un obiettivo che a oggi è distante solamente quattro punti.

Con le gare che diminuiscono c’è il rischio che la fretta aumenti e appanni la rincorsa crociata che procede per ora a gonfie vele. Lo dicono i numeri: il Parma di D’Aversa ha collezionato 26 punti in dieci partite, a fronte di otto gare vinte e due pareggiate. Un punto in più rispetto al Parma di Gigi Apolloni che di partite ne aveva disputate 14 prima di essere esonerato dopo la sconfitta sanguinosa contro il Padova in casa. La terza che gli è costata carissima. Gli stessi punti se si somma anche quello che Stefano Morrone ha raccolto contro il Bassano al Tardini alla sua seconda partita sulla panchina del Parma. L’ex capitano crociato aveva perso ad Ancona, sotto gli occhi di Roberto D’Aversa che aveva visto una squadra senza ‘attributi’ né spirito combattivo. Una squadra che forse aveva paura. In dieci partite, nel giro di due mesi, quelle paure sono state spazzate via, adesso di fronte a D’Aversa c’è una squadra quadrata, che non si perde d’animo e che riesce a portare a casa partite come quella contro il Pordenone (grazie anche a una componente che non guasta mai, la fortuna) e come quella contro la Sambenedettese in cui la squadra è stata determinata, capace di azzerare svantaggio e avversario in un solo colpo, di spaventarlo prima di mangiarselo con tutta la sua fame che ha mostrato.

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Si potrebbe parlare di un Parma famelico, di fatto lo è, o di un Parma che adesso sa quello che bisogna fare in campo. Si tratta di un Parma che invece è diventata una squadra, indubbiamente forte e unita. Capace di ribaltare anche situazioni sfavorevoli e di trarre qualche lezione dalle batoste. Nessuno sarebbe voluto essere nello spogliatoio all’intervallo domenica, forse neanche i giocatori che dopo un inizio shock si sono rialzati con determinazione e coraggio, spingendosi in avanti con sapienza e non rischiando nulla. Perché se ci fate caso poteva esserci il rischio di un’imbarcata clamorosa, con gli spazi aperti lasciati dal Parma e Scaglia che era troppo molle in fase di non possesso, la Samb avrebbe potuto dilagare. Ma l’atteggiamento della squadra di Sanderra ha dato una grossa mano al Parma che non si è distratto, ha annichilito l’avversario e si è preso la partita di giustezza e con tutta la forza, facendo scomparire l'avversario dal campo. 

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