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Parma | E’ sbocciato Feddal: il girovago che ha “assaggiato” il Barça

Zouahir ha vissuto tra Marocco e Spagna, poteva andare al Sion ma è finito al Parma. Dopo qualche cambio di maglia, Feddal sta trovando continuità e si sta affermando. Ma non è la prima volta che non prende soldi…

Anche lui fa parte della “tonnara”: qualche pesce buono nella rete gettata nel mare del mercato doveva pure abboccare. Zouahir Feddal è una delle eccezioni, è uno dei tanti che la gestione Leonardi ha trattato, comprato e mandato in prestito, ma lui, con Leonardi ci avrà parlato solo per poche ore. Gli ha stretto la mano quando è arrivato in ritiro, poi basta, forse non si sono nemmeno salutati quando l’ex Amministratore Delegato del Parma si è dimesso, in fretta e in furia. Zouahir non ha avuto tempo nemmeno di salutarlo, da quando è arrivato si allena e basta. Al massimo esce per andare a fare la spesa, poi torna a casa, gli piace mangiare bene, sta attento alla linea anche se a volte si concede qualcosa.

E’ un buon gustaio, l’esperienza in Spagna, dove è andato da piccolo, all’età di 6 anni si è trasferito dal Marocco con i genitori, gli ha fatto scoprire anche la cucina mediterranea di cui però non abusa. Non ride mai, ha sempre l’espressione seria, nessuno infatti direbbe che si tratta di un simpaticone, di uno di compagnia, di uno positivo. Zouahir è così, ha conquistato tutti, in primis Donadoni che non ha esitato un attimo nel buttarlo nella mischia. Eppure in ritiro, dove già era sembrato saperci fare, il mister aveva deciso di mandarlo in prestito al Palermo, voluto fortemente da Iachini per la sua duttilità e il suo spirito di sacrificio, quella sua dote di adattarsi a tutte le situazioni. Proprio come nella vita. Nato a Tetaouan, capitale del protettorato spagnolo, Feddal ha vissuto in Marocco fino al primo anno di scuole elementari. Si è trasferito in Spagna con i genitori, ha lasciato la medina (città vecchia) di uno dei posti più produttivi del paese, cuore pulsante del commercio, per andare in Spagna.

Ha un doppio passaporto, ma ha scelto di giocare per il suo Marocco che ha seguito con grandissimo fervore al Mondiale del 1998, quando in Francia la squadra capitanata da Mustapha Hadji  ha illuso i suoi tifosi: eliminata al primo turno nel girone dei futuri campioni del mondo. Se li è guardati dalla Spagna Feddal, dove nelle giovanili del Perelada, quando gioca per passatempo, gli viene offerta la possibilità di disputare un torneo giovanile in Svizzera in cui veste la maglia del Barcellona su iniziativa di Benaiges, coordinatore del settore giovanile blaugrana. Non male. Questo nel 2008. L’anno dopo viene tesserato dal Terrasa, terza serie, ma nulla di promettente. Dopo un inizio positivo, la squadra inizia ad avere qualche difficoltà finanziaria, non paga gli stipendi ai suo calciatori e Feddal va. Gli succederà la stessa cosa anche a Siena e a Parma.

Difficile lavorare senza percepire soldi, ma lui non si arrende, gira e rigira, trova squadra, si accasa all’Espanyol, prima sfuma un trasferimento al Sion, Svizzera. Terrasa, Teruel, San Roque prima, poi Fus Rabat, in patria. Sì, Feddal torna a casa. E in un derby trova pure il suo primo gol. Se lo è scelto bene il momento. Punizione di sinistro che si insacca alle spalle del portiere ed esultanza smisurata. Ricomincia da li, dopo 14 presenze e due reti, e alla prima dell’anno successivo viene espulso all’81’ per un fallaccio su un avversario. Robe che capitano. Prima, in questo intervallo di tempo di due stagioni, il Parma lo aveva notato. A Preiti piace subito, tanto che a costo zero lo mette sotto contratto. Uno dei tanti? Forse, il tempo lo dirà. E il tempo dice che l’intuizione del Direttore sportivo è davvero ottima. Feddal firma per il Parma ma da Parma ci passa solamente, per finire al Siena prima, dove subisce anche un fallimento, senza tra l’altro vedere un euro, come in Spagna, poi al Palermo, dove non trova spazio.

A gennaio rientra dal prestito, Donadoni gli da fiducia dopo averlo fatto fuori. Erano troppi tre centrali, con Costa si era anche in esubero. Via Feddal, che può giocare sia centrale che terzino nella difesa a 4, sia terzo di sinistra a 3. La sua facilità di corsa, il suo senso della posizione e l’adattamento, nonché la sua prestanza altetica lo portano ad essere una delle note più liete della stagione. Con il Napoli la partita perfetta, ha domato Zapata e tutti quelli che gli sono passati vicini, pure Callejon, Higuain, ha condotto la difesa e ha recuperato un sacco di palloni: passaggi riusciti: 20 su 29 (69%), palloni ricevuti 23, dribbling fatti 1 (su 1 tentati), tackle riusciti 3 su 3, palle intercettate 3, tiri bloccati 2, e ben 11 dsimpegni su 11. Disimpegni di testa 6 su 6 e 0 falli fatti. Un bel bottino. Il suo nome ha un significato preciso: indica il momento in cui sboccia un fiore: ci siamo.

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