Squadra a rapporto ma senza processi: le raccomandazioni di D'Aversa

Allenatore, squadra e società: tutti uniti per superare il momento difficile

Roberto D'Aversa - foto Ansa

La terza sconfitta consecutiva per il Parma accende qualche spia. Il nuovo computer di bordo, programmato per un nuovo viaggio, mostra qualche segno di sofferenza. Il software non si è inceppato del tutto, ma presenta delle anomalie. Con ancora otto tappe a disposizione per la fine di un percorso che – comunque vada – nella prima parte resta memorabile, soprattutto se si considera quanto fatto prima del blocco totale causa coronavirus, il Parma sa che le occasioni per migliorarsi si presenteranno ancora. A patto che blackout improvvisi come i primi 45’ contro la Fiorentina non si verifichino più.

E’ stato un po’ questo il succo del discorso che Roberto D’Aversa ha fatto alla squadra il giorno dopo la gara con la Fiorentina. Quel ‘Abbiamo fatto un primo tempo incommentabile’ ha un’eco profonda che si è trascinata fino a Collecchio, dove alla ripresa la strigliata di Bob alla squadra ha assunto toni decisi. Accanto a lui, a sostenere la tesi dell’allenatore secondo cui è vietato sedersi e pensare di essere già arrivati, c’erano il presidente del Parma Pietro Pizzarotti e il presidente di Nuovo Inizio Marco Ferrari, entrambi presenti assieme al direttore sportivo Daniele Faggiano che al sito del club ha rimarcato come non ci sia nessuna voglia di resa né la sensazione di vivere le ultime otto partite in maniera rilassata pensando già di aver raggiunto l’obiettivo. Non è così, l’esperienza dell’anno scorso brucia ancora e per questo – senza nessun processo alla squadra, alla quale è stata riconosciuta la generosità di aver compiuto un grande sforzo e di aver sbagliato pochi appuntamenti – si è sentita l’esigenza di precisare alcuni concetti mostrando la stessa compattezza di sempre.

Un’unione di intenti che fa del Parma un blocco unico: allenatore, direttore sportivo e squadra hanno indicato la direzione, condivisa anche dalla proprietà che nei suoi discorsi alla squadra ha ribadito la linea comune: migliorare il risultato dell’anno scorso e fare più punti possibili da qui a fine stagione. Un discorso che deve servire da stimolo per una squadra che ha già fatto un bel pezzo di strada andando anche più forte – in alcuni tratti – rispetto a quanto potesse spingere. Ma adesso, visto che c’è ancora qualche curva prima del rettilineo, il motore deve riprendere a girare a pieno regime. E le spie vanno resettate: c’è sempre tempo per la volata.

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