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Luca Siligardi - foto parmacalcio1913

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Parma, riparti dal tris: Calaiò, Siligardi e Ceravolo

In ordine i tre attaccanti hanno dato vita alla rimonta e l'hanno completata

La vittoria di domenica è quella tipica di chi trionfa dopo una lotta estrema, durante la quale a lungo è stato alle corde rischiando di finire giù per ko tecnico. E' tipica di una squadra che risolve le cose con i colpi dei singoli e che ci ha messo tutto quello che aveva per evitare l'undicesimo ko infilando nel sacco tre punti che pesano come il piombo nelle dinamiche della classifica ma anche e soprattutto nel morale. Perché con una partita in meno e con una rimonta in tasca, la trasferta di Avellino appare meno lontana. Per la prima volta in stagione, il Parma ha completato la sua missione rispondendo dopo essere andato sotto. Prima di domenica era successo tre volte, contro il Palermo, Perugia e Venezia, ma senza mai portare a casa l'intero bottino. Contro il Foggia, in dieci per 76', la squadra di D'Aversa invece ha raggiunto il successo numero tredici in sedici minuti, grazie alla rabbiosa reazione di Calaiò (che per l'ottava volta in carriera va in doppia cifra), alla caparbietà di Siligardi e alla fame di Ceravolo, tre giocatori da cui ripartire.

OPERAZIONE RIMONTA - Forse sarebbe arrivato anche il tempo di mettere in soffitta il 4-3-3, almeno con l'interpretazione che D'Aversa è solito dare al modulo (alla fine è sì un insieme ordinato di numeri) che tende a isolare troppo la punta centrale e a essere prevedibile con i tagli scontati degli esterni a piede invertito che rientrano sempre sul piede forte per il tiro. Uno dei due (Siligardi domenica), spesso finisce per giocare tra le linee, ma contro il Foggia il tecnico crociato aveva optato per la densità e la poca ampiezza costringendo gli esterni a stare più stretti del solito e quasi ad agire alle spalle di Ceravolo, anche per raggiungere la parità numerica in mezzo al campo. Ma l'esperimento non è servito a tanto dato che il Parma è rimasto coinvolto nella centrifuga rossonera in mezzo al campo. I centrocampisti di Stroppa hanno saccheggiato la mediana crociata e - seppure sono stati pericolosi poche volte tirando di fatto pochissimo in porta (un tiro di Mazzeo oltre alla punizione da cui è scaturito il gol e alla bomba di Kragl che ha sfasciato la traversa dopo il tocco di Frattali), hanno tenuto in scacco la squadra di D'Aversa che si è liberata dalle catene al minuto 72', quando il mancino di Calaiò, il nono in campionato, il decimo stagionale, il centunesimo in Serie B, si è infilato alle spalle di Guarna.

RECUPERO INFORTUNI - Da lì, come se si fosse liberato di un peso e grazie anche agli accorgimenti tattici di D'Aversa, che aveva già chiamato Baraye per Vacca mettendosi con un 4-2-4 a trazione anteriore, il Parma è riuscito a portare a casa la partita. La prima rete stagionale di Siligardi, additato fino al minuto 80' come il peggiore in campo, ha di fatto restituito al Parma un giocatore vivo, libero mentalmente. Quando l'ex Verona si è sfilato la maglia per l'esultanza legittima, si è tolto di dosso un peso gigantesco, una pressione che aveva generato una specie di abulia snervante e frustrante per lui prima che per i tifosi spazientiti a ogni suo tocco di palla. La rimonta poi è stata perfezionata da Fabio Ceravolo, l'uomo che aveva messo - ma solo in apparenza - in discesa la partita causando l'espulsione di Loiacono e facendo ammonire Tonucci. Ha chiuso la partita sul gioiello di Calaiò appannato da Dezi - inconcludente come sempre in crociato - fissando il punteggio sul 3-1 e completando per la prima volta con successo la rimonta. In mezzo alle tre certezze da cui ripartire va detto che altre ne mancavano. D'Aversa aveva a che fare con una lunga lista di infortunati che ne hanno limitato il potenziale già debole psicologicamente. Munari, Iacoponi e Insigne sono rientrati in gruppo e puntano ad Avellino, mentre invece per Ciciretti e Scozzarella non è ancora tempo di rischi. Rischi che il Parma non vuole più correre, soprattutto dopo l'ultimo, quello di domenica, una domenica che rischiava di essere bestiale ma che alla fine - pure in mezzo alla selva di difficoltà - ha sorriso al Parma. 

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